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Quello che a Pontida non si vedeva

 

Immagino che abbiate letto parecchie cronache Pontida su quanta gente c’era, sui discorsi e su altre cose, stavolta facciamo invece una cosa originale diciamo quello che non c’era, anche perché alle kermesse politiche si mette in evidenza ed in risalto quello che si dice o si vuol far credere,ma proprio per questo è bene porre l’attenzione a ciò che non c’è.

1)C’erano bandiere di tutte regioni, poi quella inglese, catalana, scozzese, serba. Non c’erano bandiere russe, ne americane (c’erano sempre state), il che può voler dire due cose. O che Trump e Putin hanno mollato la Lega, o che han deciso di aiutarla in modo più discreto e più massiccio. Propendo per la seconda ipotesi sia perché c’è stata la polemica sull’aiuto russo, che al momento non si è visto (ma credo ci sarà in campagna elettorale), sia perché Salvini non ha detto nulla sui fruttti del suo viaggio negli Stati Uniti. Vorrei far notare che alcuni gruppi organizzati a Pontida chiamavano Conti GiuseppI col nome che gli aveva dato la Merkel e che è stato ripreso da Trump. Si sa che Trump non sbaglia quasi mai il nome, quando lo fa è perché il messaggio va letto al contrario (cosi faceva da imprenditore se voleva silurare qualcuno). Vale la regola che il nemico del mio nemico è mio amico e qua il nemico è la Merkel.

2) Non c’erano poliziotti e carabinieri in divisa nel pratone e nelle immediate vicinanze a differenza delle altre volte. Erano attorno, fuori (il che non vuol dire che non c’erano, ma che erano senza divisa). Perché ? Una spiegazione è che o Salvini si fidava del suo servizio d’ordine o che non voleva mostrare troppo la sua recente carica di Ministro dell’Interno.

3)Non si vedevano elementi di folclore bossiano, mancavano i tizi vestiti da barbari, ad esempio, e pure la musica celtica. (Quando Salvini va a commerare i caduti c’è un inno in Inglese, cantato piuttosto bene, ai caduti per la patria).Inutile ricordare che Salvini il messaggio che l’Italia non è schiava di nessuno lo pronuncia in diverse lingue.

4)Mancano i tendoni sul pratone. Quelli regionali e quelli strettamente della Lega come Radio Padania sono altrove, quelli in cui si vende un po’ di tutto sembrano spariti. Può essere una mossa logica vista la marea di gente che l’organizzazione non saprebbe dove mettere, ma non credo.

5) E’ la prima volta che non vedo parlare Bossi (Salvini lo ha omaggiato come fondatore, ma non c’era, non c’era neanche Maroni).Può essere un caso, ma mi ricordo due cose: che qualche anno fa a Bossi tolsero il microfono e Zaia e Maroni praticamente lo tirarono via dal palco perché si ripeteva. Mi ricordo pure che l’ultimo tentativo di delegittimare Salvini invocando il riallacciamento dei rapporti con Berlusconi e l’Europa fu fatto da Bossi a Pontida e fallì. Per cui non credo che l’assenza sia casuale.

Conclusione: sarebbe ora di smettere di dipingere Salvini come un rozzo ignorante furbo. I fatti dicono che la di là dei modi a volte popolareschi agisce come un fine politico e medita le sue mosse, rispetta normalmente quel che dice, ma bisogna prestare attenzione a quel che non dice perché è lì che nasconde la sua intelligenza politica. La Lega è ora quasi tutta in mano sua, gli unici che potevano infastidirlo (Zaia per esempio) se li sono giocati i suoi nemici bloccando l’autonomia regionale regionale ed è completamente fallito il tentativo di screditare Salvini quando ha  perso il ministero,almeno all’interno della Lega.


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