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Quando il Governatore della Banca centrale olandese ti dice che sei stato un fesso ad entrare nell’Euro…. Ehi, Prodi, dove sei?

Gli amici si riconoscono proprio quando ti dicono la verità, anche se scomoda, e gli olandesi sono, in fondo degli amici, anche se  magari, non bisogna seguirne i consigli. Il govenatore della Banca Centrale Olandese, Klaas Knot, ha tenuto una lezione pubblica sulla necessità di uscire dalla crisi del Covid-19 tutti assieme . All’interno di questa lectio, oltre ad una lode continua per l’economia dei Paesi Bassi,  vi sono state alcune osservazioni ed alcuni dati molto interessanti.

Prima di tutto il nostro governatore ci mette, nero su bianco, in un bel grafico i guadagni che ogni famiglia europea avrebbe avuto dall’accesso all’euro.  Il grafico sottostante non lascia spazio a molti dubbi:

Ogni famiglia del Lussemburgo ha guadagnato dall’accesso all’euro 20 mila euro. Una olandese circa 7500, una tedesca 4.000 una italiana neanche mille. E dobbiamo considerare che si tratta di calcoli fatti da una banca centrale che fa  parte del board ella BCE. Praticamente stiamo chiedendo all’oste quanto è buono il vino, e, nonostante questo, l’oste ci dice che è mediocre….

Del resto l’amico olandese ci spiega anche il fatto: ma, purtroppo una moneta unica porta anche degli svantaggi. Certamente per un gruppo di paesi quello differiscono parecchio l’uno dall’altro economicamente. Ad esempio, una valuta comune significa una comune tasso di interesse e tale tasso non è sempre adatto a ciascun paese. Questo può contribuire all’accumulo del debito, o ai prezzi delle case alle stelle. I tassi di cambio fissi irreversibilmente non offrono solo stabilità, ma implicano anche che i paesi non possano più utilizzare il loro tasso di cambio come un modo per ripristinare la loro competitività.

In parte a causa di ciò, non tutti i paesi dell’area dell’euro hanno beneficiato allo stesso modo dell’euro. Per dirla senza mezzi termini: paesi con economie più forti, come i Paesi Bassi, hanno beneficiato più dei paesi con economie più deboli.

Allora perché una moneta comune funziona a favore di economie più forti? Permettetemi  di spiegare. Per fare ciò, userò i Paesi Bassi e l’Italia come esempi. I tassi di cambio tra i paesi dell’euro erano congelato, per così dire, quando l’euro è stato introdotto nel 1999. Da allora, la crescita della produttività è stata maggiore nei Paesi Bassi che in Italia. Questo è ciò a cui gli economisti si riferiscono quando parlano di “più forte” e economie “più deboli”. La crescita della produttività significa che puoi realizzare più o migliori prodotti con stessi mezzi di produzione e quindi offrono un valore migliore in termini di prezzo alla qualità. Per mantenere l’italiano prodotti competitivi con i prodotti olandesi, la valuta italiana avrebbe dovuto deprezzarsi rispetto al ns moneta. Di conseguenza, i prodotti italiani diventerebbero più economici. Prima che il fiorino e la lira diventassero irreversibilmente legati, abbiamo assistito regolarmente a questo tipo di deprezzamento della lira. Ma questo ovviamente non è più possibile ora. Lo si può vedere molto bene

In realtà l’amico olandese dimentica che , secondo la seconda legge della crescita di Kaldor,  questa dipende anche dalla crescita della produzione, per cui nel momento in cui le produzione olandesi hanno iniziato a spiazzare quelle italiane, la loro produttività è cresciuta di più di quanto sia cresciuta la nostra. Praticamente si scambia causa ed effetto.

Il discorso poi ci lascia prevedere cosa accadrà per il futuro, e quindi cosa potremo fare: per il governatore della banca centrale olandese una crescita forte è una crescita senza debito per cui il suo invito è tornare alla stretta austerità che permetta di tornare al rapporto debito/PIL del 60%, meno della metà di quanto è attualmente quello italiano. Un modo gentile per darci due alternative: o fate la fame o sapete dove è la porta di uscita dall’euro. Nel vostro interesse………..


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