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Programma Sovranista proposto al M5S: il Deputato materiaprimista e l’indipendenza energetica

Dopo l’articolo di lunedi mattina, quello degli attivisti (la BASE) del Movimento 5 Stelle in cui si riportavano lo studio e la conseguente proposta, al Movimento e ai suoi eletti in Parlamento, del Programma Sovranista (cioè di ritorno alla Moneta Sovrana), ho ritenuto doveroso approfondire un tema importante perché ho colto in un Parlamentare, non dirò né il nome, né l’area di appartenenza tanto i “Materiaprimisti” sono sparsi in ogni dove (destra, sinistra e oltre) la mitologica paura della dipendenza energetica dall’estero.

Il prossimo articolo dedicato ai materiaprimisti parlerà invece dei BBF (Bello e Ben Fatto), una larga fetta dell’export italiano verso le nazioni avanzate.

Confesso che l’articolo suesposto, il Programma Sovranista proposto al M5S, ha avuto un gran successo ma, allo stesso tempo, ha creato un pò di scompiglio (sancendo anche la fine del mio attivismo diretto per l’incomprensione con un Eletto). La natura, purtroppo, ha riservato al sottoscritto il piacere di osservare i fenomeni, compenetrarli sino in fondo, e cercare le soluzioni che l’intuito (e l’analisi delle regole degli elementi dell’equazione econometrica del debito pubblico) solitamente suggerisce.

Per quanto sopra, sono arrivato alla conclusione che la scelta sovranista offra più variabili (matematiche) ai Governi per gestire le situazioni che, nel corso di più lustri, si verificano. La scelta sovranista per la nazione con elevato debito pubblico, purtroppo, è l’unica scelta possibile in un mondo che opera come nel Gold Standard. L’alternativa sarebbe tornare indietro di un secolo, ai tempi di Giovanni Pascoli e di Francesco Crispi (quando veniva schierato l’esercito per soffocare le manifestazioni di protesta contro le elevate tasse e mosse dalla fame).

Detto questo, siccome in Italia pare vi sia un’ampia frangia di adoratori dell’euro che vogliono “preservare il diritto di andare a Parigi senza troppi problemi di cambio o di acquisto di valuta straniera”, io e altri attivisti, in collaborazione con l’immenso Nino Galloni, abbiamo predisposto un programma di rilancio dell’economia in caso di permanenza nell’Eurozona. Questo programma sarà consultabile lunedi prossimo (compatibilmente con le esigenze lavorative).

Tornando alla nostra scelta sovranista e ai dubbi del materiaprimista in merito alla benzina, sono fortemente tentato di non utilizzare il solito approccio del costo industriale con relative accise (cosa che faremo invece per i prodotti BBF – Belli e Ben Fatti). No, questa volta tentiamo un approccio differente, basato su dati che avevo raccolto lo scorso giugno in occasione di un seminario sull’euro.

I dati che avevo sottomano erano i: SALDI COMMERCIALI ITALIANI ANNUI.

Questi sono stati da me suddivisi in:

QUELLI CHE CI FANNO CREARE LA BASE MONETARIA:

A) BILANCIA IN ATTIVO (cioè noi esportiamo da loro più di quanto importiamo):

FRANCIA 12,0 MILIARDI
REGNO UNITO 9,3 MILIARDI
SVIZZERA 12,0 MILIARDI
TURCHIA 5,1 MILIARDI
STATI UNITI 15,0 MILIARDI
SPAGNA 1,0 MILIARDI
POLONIA 2,2 MILIARDI
GIAPPONE 3,1 MILIARDI
MERCOSUR 2,0 MILIARDI
————————
totale 61,7 miliardi di euro

 

QUELLI CHE CI FANNO RIDURRE LA BASE MONETARIA:

B) BILANCIA IN PASSIVO: NON ENERGETICI

BELGIO 3,8 MILIARDI

CINA 15,1 MILIARDI

GERMANIA 6.4 MILIARDI
PAESI BASSI 11,0 MILIARDI
————————-
totale 36,3 miliardi di euro
C) BILANCIA IN PASSIVO: ENERGETICI

RUSSIA 9,0 MILIARDI
OPEC 14,5 MILIARDI
—————————
totale 23,5 miliardi di euro

 

Ora noi dovremmo cercare di capire cosa accadrebbe alla nostra bilancia commerciale qualora “svalutassimo” la moneta sovrana ed applicassimo la “Marshall-Lerner Condition”.

La Marshall-Lerner Condition? Ma cosa è questa cosa? Niente di strano. Si tratta di una semplice somma che se viene maggiore di 1 allora indica una buona cosa per il paese (specie se si trova in difficoltà con la propria bilancia commerciale), altrimenti SONO DOLORI. E tanto più alta essa è, tanto meglio è per quella data nazione.

Va bene, una somma, ma di quali addendi? Di due elasticità (delle importazioni e delle esportazioni), cioè di due rapporti tra due variazioni percentuali. Difficile? Si ma meno di quanto pensiate! Non ci serve capire come sia misurata, per noi addetti ai budget basta sapere come si usa e quanto vale, abbiamo già chi lavora per noi per dirci, non serve sprecare tempo!

Ma come è messa la nostra nazione in termini di Marshall-Lerner? Beh, noi non possiamo saperlo con precisione, non siamo grandi economisti. Però sappiamo indagare, e come novelli “Dylan Dog”, non me ne voglia l’autore, andiamo direttamente ad indagare gli incubi.

Grazie ad una segnalazione del grandissimo Prof. Alberto Bagnai, che Dio lo preservi per il futuro dell’Italia e dei nostri figli, scopriamo che in un ben determinato documento dell’Unione Europea, uno dei suoi Quarterly Report sull’economia dell’Eurozona, si citano i valori della Marshall-Lerner di vari paesi europei, tra cui:

– Austria – 0,82;
– Germania – 0,73;
– Francia 1,18;
– Spagna 1,31;
– Italia 1,72.
E questo cosa significa? Significa che se l’Italia svalutasse, ad esempio, del 20%, potrebbe generarsi un incremento dell’export del 34%:

– DELTA SALDI EXPORT = 61,7 X 1,35 = 83,3 MLD

Tale valore significa che la nazione, per mezzo del mercantiliemo (monetario), riesce a creare maggiore base monetaria per 21,6 miliardi di euro senza ricorrere a prestiti internazionali.

Ipotizzando ora un’elasticità anche unitaria per l’import di beni comuni e di 0,8 per gli energetici, dovremmo avere all’incirca un delta saldi import pari a:

DELTA SALDI IMPORT = 36,3 X -0,16 = – 5,8 MLD
DELTA SALDI IMPORT = 23,5 X+0,20 = + 4,7 MLD

DATO FINALE PRESUNTO IMPORT = – 1,1 MLD

Il risultato finale sarà un miglioramento dei saldi commerciali pari a oltre 20 miliardi di euro. Questa è creazione di base monetaria.

Quindi, come possiamo vedere, una bella svalutazione che ci consenta di recuperare competitività col mondo esterno consentirebbe di incrementare le vendite (i casi Corea e Messico):

messico e corea

e recuperare quel valore di liquidità oggi carente nel sistema bancario italiano (certificato dai valori del Target2 della BCE).

2012-11-07-target2

Ora so già quale dubbio vi assale: “Si ma l’Europa non lo permetterà mai”.

Sbagliato! Perchè, colpo di scena, in una ben determinata pagina del suddetto Report si legge: “Se l’Italia uscisse dalla Moneta unica e riprendesse la sua Moneta Sovrana, il suo livello di esportazioni sarebbe di gran lunga superiore a quello della Germania“.

Ecco che, la paura per la dipendenza energetica dall’estero, porta le classi dirigenti italiane a  scelte strategiche controproducenti e folli.

Come dire, l’europa ci manda adeguati segnali e per chissà quali motivi i nostri rappresentanti non sono all’altezza di coglierli. Così, in futuro, non potremo neanche dare la colpa agli economisti di Bruxelles; questi, invece, potranno affermare: “Italiani, noi ve l’abbiamo detto ma la Vostra classe Dirigente ha deciso che dovete morire!”

 

 

 

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