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Piccolo Mondo Antico (un corsivo di Paolo Becchi)

Il santo e il pallone. Il bacio alla reliquia di San Gennaro, il rosario, il santino nel portafogli e il palleggio nella viuzza del paesello di origine, come quando si era “piccidduzzi”.
E poi la domenica, che speriamo torni ad essere giornata di riposo come il governo ha preannunciato. Giornata di Chiesa alla mattina, come nostro Signore ha voluto, e di stadio al pomeriggio, come gli italiani vogliono. Popolo di devoti e di tifosi.
È questo il governo nazionalpopolare. Lo si vede anche da questi piccoli gesti. Una diversa umanità che sa di antico, una comunità che si ritrova nei simboli sacri e profani che ci contraddistinguono.
Il populista ama l’identità del suo popolo e si oppone all’élite tecnocratica che vuole modificarlo geneticamente imponendogli una moneta non sua (l’euro), una patria non sua (l’Unione Europea), una cultura e un linguaggio non suoi.
Il populista è popolare. Alle élite lascia volentieri il tennis, il caffé da Starbucks e la domenica passata nei centri commerciali alla ricerca del vestito griffato. Il populista è un nuovo italiano con bisogni spirituali e materiali da soddisfare; i desideri li lascia volentieri ai cultori del gender.
di Paolo BECCHI

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