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PER RICORDARE GLI ENORMI ERRORI CHE CI HANNO PORTATO ALLA SITUAZIONE ATTUALE

 

Dietro al divorzio fra Banca d’Italia e Tesoro e quindi alla creazione dell’euro, una moneta straniera, vi era la mente di Beniamo, Nino, Andreatta, politico, economista molto considerato ai suoi tempi,, maestro di Prodi, fondatore di Prometeia, ma di origine trentina.

Ora vi proponiamo due brani per mostrarvi quale sia stata l’ideologia che portò prima al divorzio fra Banca d’Italia e Tesoro, avvenuto durante il suo mandato.

Nel video un’intervista con una giovanissima Lucia Annunziata . Andreatta afferma chiaramente che vuole scaricare la politica monetaria a 2000 km dall’Italia e quindi otteniamo un ribasso dei tassi di interesse, allora, secondo lui, avremmo eliminato l’elemento che rallenta l’economia italiana, per il resto allineata con quella degli altri paesi.

Mai pensiero fu così sbagliato alla prova dei fatti. Attualmente abbiamo tassi bassissimi, perfino negativi sui depositi, presso la BCE e l’economia europea, ed italiana in primis, langue.

Non è servito a nulla, si è rincorso un fattore che , alla fine, si è rivelato ininfluente. Per le aziende italiane era importante non il tasso di interesse, quanto la possibilità di avere una redditività che permettessi di pagare gli interessi. Contraendo la domanda pubblica e privata  si è uccisa la possibilità di essere redditizie, indipendentemente dal livello di interessi applicato.

Ora un secondo video di Andreatta, molto precedente, risalente ai primi al 1980, intervistato, probabilmente, da Vespa, invoca l’intervento di “Regole superiori europee” per contenere i salari, limitare il posto fisso e le pretese dei lavoratori.  Anche questa idea, come rivela il Jobs Act, , si è rivelata falsa. Il Primo Maggio i Sindacati festeggeranno l’Europa….

Buona ascolto.


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