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Per il Leader di Alternativa per la Germania: i paesi periferici riducano i salari del 30% o escano dall’Euro

Leggiamo dal Wall Street Italia.com:

Bernd Lucke, fondatore del partito “Alternativa per la Germania” sostiene che per risolvere la crisi del debito nella Zona euro è necessaria l’uscita dei paesi più deboli e indebitati del Sud Europa.

Questi paesi dovrebbero andarsene perché hanno dimostrato di non poter essere abbastanza competitivi – ha dichiarato Lucke in un intervento sull’emittente televisiva Cnbc, aggiungendo che se invece restassero nell’unione monetaria, dovrebbero subire una riduzione dei salari di circa il 30%, una condizione inaccettabile per gli operai. Dunque andarsene sarebbe il male minore.

Per i paesi che rimarrebbero nella Zona euro, Lucke propone l’adozione di una clausola che renda impossibile a qualsiasi Stato di dover pagare per i debiti degli altri paesi. Ai cittadini verrebbe data la possibilità di fare causa ai governi che dovessero ignorare questa norma.

 

Non posso che essere sostanzialmente d’accordo con buon Bernd Lucke: il problema di fondo che ha scatenato la Crisi nell’Eurozona, sono gli squibri nel Costo del Lavoro e quindi nelle Partite Correnti.  Ne abbiamo parlato diffusamente. Qui l’andamento del Costo del Lavoro nei vari paesi dell’Eurozona.

CLUP

Da buon Tedesco, il caro Bernd Lucke ha una certezza: non e’ la Germania che ha fatto una chiara politica di “fotti il vicino di casa”, ma sono tutti gli altri (evidentemente Francia inclusa) che semplicemente non sono competitivi. Per cui…. Raus.

E’ un po’ come se in un condominio, colorato di bianco ed un po’ cadente, un condomino solerte, colori di blu la porzione dell’esterno equivalente al suo appartamento senza dire niente a nessuno, e poi pretenda che tutti gli altri colorino di blu pure loro, oppure se ne vadano e vengano sfrattati. Ovviamente in condizioni normali il condomino in questione verrebbe internato in Manicomio o perlomeno costretto a ricolorare di bianco la sua sezione. Ma siamo in Europa…. per cui qualche fesso che dira’ che il caro condomino ha ragione ed e’ colpa di tutti gli altri se non hanno colorato rinnovando la facciata ed indovinando il colore usato dall’ineffabile teutonico.

Pero’, diciamocelo: come non dar ragione al buon Bernd Lucke? Realmente vogliamo rimanere nello stesso condominio con costui?

 

Ma comunque, il buon Bernd Lucke ci offre un alternativa: SVALUTATE I SALARI DEL 30%

Badate la finezza: non dice “rivalutiamo noi i salari del 30%”, ma impone a tutti gli altri di colorare di Blu la facciata. Tipicamente Germanico: si va dritti al sodo.

Poniamo di voler seguire il consiglio dell’amico Teutonico; ho 2 possibilita’:

 

Soluzione A) Svaluto i salari, tutti quanti del 30%.  Tenete conto che il monte salari di una nazione pesa circa il 50% del PIL. Trascuriamo qualche fattore secondario, quale la proletarizzazione di diversi milioni di persone che passerebbero da essere classe media ad essere morti di fame. Immaginiamo anche che i lavoratori non oppongano resistenza (qualche dubbio ce l’ha anche Bernd Lunke). Che accade? Semplice: il PIL ben che vada fa -15% (anche considerando l’effetto positivo per l’export) e la nazione va in deflazione. Quindi? Per una nazione come l’Italia il Debito va nell’iperspazio e passa dal 130% al 160%. Sintetizzando ulteriormente: muoriamo schiacciati dai debiti, e come noi piu’ o meno tutta l’eurozona.

 

Soluzione B) Svaluto i salari, tutti quanti del 30%, riducendo la componente fiscale e contributiva.  Sapendo che il monte salari di una nazione pesa circa il 50% del PIL, parliamo di finanziare il tutto con una manovra da 240 miliardi (in realta’ sarebbero meno, ma comunque sempre una cifra mostruosa).  Che accade? Semplice: per quanto si taglino sprechi e privilegi, il Deficit Pubblico necessariamente andrebbe alle stelle, e con esso il Debito. La cosa mi ricorda il  Portogallo, dove s’e’ applicato qualcosa del genere, ed il Debito Pubblico sale al ritromo del 15% all’anno. Quindi? ancora una volta muoriamo schiacciati dai debiti, e come noi piu’ o meno tutta l’eurozona. Dicesi matematica elementare. I benpensanti potrebbero dire: ma e’ esattamente quello che ha fatto la Germania con le riforme Hartz ed i Minijob. Vero. Ma e’ anche vero che la Germania c’ha messo svariati anni ad applicare tale politica, sforando per alcuni anni il famoso 3%, ed alle spalle aveva un Debito che non stava gia’ nell’iperspazio ed un sistema economico per definizione e struttura (grandi imprese) non inflattivo. Inoltre, se tutti facessero in simultanea tale politica, gli effetti non sarebbero cosi’ semplici: alla fine si avrebbe una rincorsa continentale, se non mondiale, a proletarizzare i lavoratori. In sintesi non funziona, ed il buon Bernd Lucke lo sa perfettamente.

 

Ovviamente la soluzione C), una politica espansiva tedesca, con rivalutazione dei salari ed avvio di meccanismi di trasferimento compensativi verso le nazioni deboli, manco e’ contemplata tanto da Bernd Lucke, tanto da Angela Merkel, che anzi la vedono con orrore: di ammettere l’errore di aver colorato di Blu la porzione loro spettante di condominio bianco, manco se ne parla. E comunque per i Tedeschi la “Morale” e’ un concetto che non prevede che il “Colplevole” sia Teutonico.

 

Quindi? La soluzione ce la da’ lo stesso Bernd Lucke. Raus a tutti i paesi periferici, e chi rimane non si aspetti trasferimenti.

Tradotto, significa che pure la Francia deve fare le valigie, perche’ ha una voragine nella bilancia dei pagamenti ed un costo del Lavoro che ha perso un 15-20% di competitivita’ con la Germania. In sintesi: resterebbe dentro solo la Germania.

 

Considerando una bella svalutazione del 15-25% delle varie monete verso l’Euro-Marco, diciamo che la Germania vedrebbe in un sol colpo:

Conseguenza 1) Perdere un buon 7% del suo PIL (azzerando l’attivo della bilancia dei pagamenti, ora a +200 miliardi)

Conseguenza 2) Perdere qualche centinaio di miliardi in investimenti all’estero, che verrebbero deprezzati (per esempio i titoli italiani ridenominati in lire perderebbero un 15-25% del loro valore in Euro-Marchi) impattando il sistema bancario teutonico, che alla fine verrebbero ripianati dai contribuenti tedeschi.

In sintesi, la Germania perderebbe il vantaggio competitivo acquistato dalle riforme sul lavoro, una bella fetta di PIL e vedrebbe il Debito Pubblico schizzare al 110-120%.

 

 Badate bene che non considero affatto Bernd Lucke un fessacchiotto. Queste cose e le relative conseguenze, le conosce perfettamente. Ma e’ preferibile per Bernd Lucke uscire da un Europa non armonica (ai suoi occhi non sufficientemente Tedesca) e ripartire in una sana competizione, dove la Germania e’ padrona del proprio destino, e non destinata ad una Leadership solidale che semplicemente non vuole. L’alternativa e’ la proletarizzazione del resto d’Europa, che diventerebbe nel tempo cio’ che il Sud Italia e’ per il Nord Italia (una terra cui vendere merci e simultaneamente da sussidiare, in un meccanismo di conflitto crescente e di depressione e crisi economica dilagante).

 

Dal mio punto di vista il ragionamento e’ ineccepebile e straordinariamente lucido, a valevole ovviamente in senso contrario.

 

 

By GPG Imperatrice

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