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Partite Correnti e bilancia commerciale. Bene Giappone, malino Germania

 

Iniziano ad arrivare i dati di Marzo per quanto riguarda partite correnti e surplus commerciali. iniziamo dal paese a noi più  vicino, la Germania, in questo caso le difficoltà dell’export stanno segnando un rallentamento della crescita del surplus commerciale rispetto agli anni precedenti.

Iniziamo dalla bilancia commerciale tedesca:

Normalmente la bilancia commercial tedesca, come quella italiana , ha un minimo molto basso a Gennai per poi rilanciarsi iperbolicamente a febbraio, marzo. Questa volta la partenza è stata molto più lenta, mentre a gennaio si è tornati a valori toccati solo nel 2016. Se ricordiamo lo stesso valore per l’Italia era stato superiore a quanto atteso a gennaio, mente i datti per febbraio non sono ancora pubblici. il surplus si è ridotto a 32,5 miliardi di euro dai 35,4 dello stesso mese dell’anno precedente. Il motivo è una dinamica dell’import superiore a quella dell’export.

Passiamo alla bilancia delle Partite Correnti.

In questo caso il valore p in calo rispetto ai mesi precedenti e non si presenta particolarmente brillante. Si tratta del valore più contenuto dallo scorso agosto ed è anche inferiore , con 6,2 mld , a quello dello stesso mese dell’anno precedente, che era stato 6,5 mld. Il calo deriva dalla riduzione del saldo di bilancia commerciale  per i beni, un aumento del deficit  per i servizi, e da un saldo negativo per il settore secondario

Diverso l’andamento del Giappone che vede un miglioramento delle partite correnti, in questo caso il miglior risultato dal marzo 2018. Il surplus è dovuto ad un miglioramento della bilancia commerciale, per un calo dell’import maggiore a quello dell’export sia di beni sia di servizi, quindi ad un miglioramento dei saldi primari (cioè degli investimenti o gli utili di investimenti fatti all’estero). il Giappone non ha passività di partite correnti ormai dal giugno 2014.

In una situazione di rallentamento mondiale il sistema giapponese risponde meglio rispetto a quello tedesco. I settori industriali in cui ha investito Tokio all’estero hanno avuto, evidentemente, dei ritorni migliori rispetto a quelli di Berlino. Inoltre il calo del commercio porta ad una miglioramento dei saldi, segno che gli export giapponesi sono meno elastici rispetto a quelli tedeschi. L’economia export led tedesca non solo di rivela fragile di fronte al calo della domanda globale peer struttura, ma anche come composizione industriale e scelta dei settori di investimento.

 

 


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