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Orfini (Presidente PD) attacca la Gold Medal dell’FBI Gianni De Gennaro per i fatti del G8 di Genova pur se assolto. La lotta di potere nella sinistra

Orfini ha attaccato in merito ai fatti di Genova Gianni De Gennaro, ora presidente di Finmeccanica. Prima di tutto de Gennaro fu assolto per le sue colpe nella gestione dell’evento, questo va detto. Secondariamente il De Gennaro è stato insignito dagli USA della medaglia d’oro (“Meritorious Medal“) dell’FBI per i suoi meriti di investigatore, rarissimo esempio di straniero che si può fregiare di tale titolo. Ed è un titolo che conta, pesa. E tanto, anche e soprattutto nei rapporti con gli apparati di intelligence USA in Italia (…).

Dunque, l’uscita di Orfini non ha senso in assoluto, da italiano è totalmente inaccettabile, anzi incomprensibile. Si, ma solo se non si tiene in considerazione la lotta di potere in seno alla sinistra: attaccare il De Gennaro significa in un certo qual modo attaccare gli USA , anzi per meglio dire attaccare De Gennaro significa attaccare Renzi che dagli USA è supportato. E quindi l’uscita di Orfini nasconde indirettamente l’attacco a Renzi cercando di indurre in errore il giovane sindaco fiorentino. Che appunto non ha abboccato dando piena copertura al superpolizionotto.

Si noti che Finmeccanica è un grande fornitore delle forze armate statunitensi, un vanto per il Belpaese. E quindi è in posizione di assoluta tutela, vuol dire essere dalla parte della difesa degli USA. La Drs Technologies è azienda di punta del panorama della difesa americana ed è di proprietà di Finmeccanica, chiaro che in questo contesto avere un soggetto ben voluto dagli USA è un ottimo fattore di successo, appunto De Gennaro. Quindi le critiche di Orfini sono da rimandare al mittente: ma come è possibile che qualcuno sia così stupido da “rompere” una delle poche cose veramente fatte bene in Italia… L’Etica, beh, per un’azienda di armamenti lasciamola da parte per favore.

E questo la dice lunga sul disfattismo recondito della sinistra italiana, di una certa sinistra soprattutto (quella dell’ala sinistra). Posso non essere d’accordo con Renzi su diversi aspetti, a partire dal non voler sfidare apertamente il dominus tedesco, ma per l’aspetto qui discusso va tutto il mio supporto.

Ed anche per aver sostituito De Vincenti dal ministero dell’economia, i fatti dicevano che era troppo legato a coloro che in passato han dimostrato di volere privatizzare le aziende che invece nessuno privatizza in Europa, il settore energia: l’ex ministro era troppo vicino agli ambienti montiani. Per De Vincenti, chiaramente un promoveatur ut amoveatur, si aprono le porte della sottosegreteria alla presidenza del Consiglio. Per la sua sostituzione mi piacerebbe sognare, ad esempio vedendo al suo posto il meno europeista che abbiamo in Italia al Viceministero dell’Industria/Sviluppo Economico con delega all’energia dovrebbe andare a qualcuno che le aziende se le vuole tenere strette, altro che venderle!

Certamente non dovrebbe essere candidato un soggetto vicino alla fondazione Nens, quella che dava consulenze a professori (francesi) di Science Po di Parigi su come riorganizzare Finmeccanica, chiaramente la risposta era sempre quella che forse era meglio vendere (di fatti le aziende francesi sarebbero state i compratori, chissà se Bersani se lo ricorda questo aneddoto….). Per quanto mi riguarda andrebbe messo nella posizione che fu di De Vincenti un ipotetico Calderoli ma ammetto che questa è una sana utopia, comunque nell’interesse di Stato per come la vedo io. Ed allora mettiamoci qualcuno che sappia dire di no alla svendita dei gioielli ENI e soprattutto di ENEL, azienda in cima alle mire tedesche.

Fatemi sognare dicendo, almeno in questo, non passa lo straniero!

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