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Olio d’oliva Italiano attaccato su più fronti, sempre più raro nei punti vendita

 

Già da 5 anni il comparto economico agroalimentare dei produttori di olio di oliva Italiano risente di notevole crisi.
Questo comporta contestualmente un danno ingente sia per produttori che per la salute pubblica dei consumatori, in quanto l’olio di oliva soprattutto extravergine e spremuto a freddo contiene concentrazioni di antiossidanti polifenolici, è un grasso buono monoinsaturo e ricco di vitamine E, A, K, D che hanno proprietà antiossidanti e anticancro.
Parliamo di un alimento antichissimo, tipico della tradizione mediterranea e segreto di longevità Greca.
Causa della crisi del comparto produttivo di quello che, a buon titolo, può essere definito oro giallo liquido è un batterio, la Xylella la cui primissima individuazione in Italia risale al 2010 a Gallipoli per probabile sua importazione da una pianta di provenienza dal Costa Rica.
La Xylella è un batterio per cui non esiste cura, tuttavia è veicolata da un insetto contro cui si potrebbe avviare una campagna di debellazione tramite insetticidi.
L’infezione è tuttora estesa a buona parte della Puglia, parte della Toscana, Liguria e Francia (confini).
La produzione e commercializzazione di olio di oliva Italiano è peggiorata inoltre dalle gelate e dalla frode in commercio, per cui nei punti vendita si stima nel 2019 che 2 bottiglie su 3 siano straniere, al di là della dicitura in etichetta.
La frode in commercio risiede nella miscelazione di olio Italiano con quello Tunisino, Spagnolo e Greco risultato di raccolta di olive a terra e di misture mal conservate, maleodoranti e poi ritoccate chimicamente, come alcuni report dei NAS ci hanno documentato finora, nei rari casi che possono intercettare visti i mezzi limitati.
In data 8 Gennaio di questo anno, la Coldiretti ha manifestato davanti al Ministero dell’Agricoltura per il cui presidente Prandini è importante anche “difendere l’extravergine Italiano nell’ambito dei negoziati internazionali dove l’agroalimentare Italiano viene troppo spesso usato come moneta di scambio per interessi diversi”. A questo proposito il pensiero corre veloce agli accordi con la Tunisia per combattere l’immigrazione clandestina…
Quindi sono 4 i fronti di attacco della produzione del pregiato olio di oliva Italiano.
Il Ministro Centinaio ha ricevuto gli agricoltori e fatto proprie le loro richieste, confermando che la tutela del Made in Italy non è uno slogan, ma un impegno convinto e responsabile, stanziando una prima dotazione di 100 milioni di euro per contrastare la grave epidemia in atto. Non abbiamo dubbi nel confidare fiduciosi nella serietà e capacità del nuovo Ministro Centinaio nel risolvere un problema così complesso.

Valentina Lucarelli
Consulente legale, specializzata in Diritto alimentare e Consumerismo
Blogger e speaker radiofonica


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