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Non in via di guarigione – Paul Krugman

Ci sono stati molti proclami circa il fatto che l’euro-crisi sia finita, che l’economia europea sia sulla via della guarigione. Dietro questi proclami si trova qualcosa di veramente reale – una grande convergenza di tassi di interesse, grazie al supporto della BCE e la crescente convinzione che i rischi politici dell’euro siano calati – e qualcosa di più dubbio – un modesto piccolo aumento della crescita debitoria dei paesi.

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Però vale la pena di dire che gli ultimi numeri sul PIL sono molto deludenti.

Non è che solo la crescita complessiva resta lenta – anche se dopo un prolungato crollo si supponeva che le economie avessero un periodo di crescita superiore alla media come ritornavano al trend ed il tasso annuo dello 0,9% non venisse tagliato. È pure che la crescita si ha nei posti sbagliati. Dobbiamo guardare alla convergenza tra i paesi periferici devastati dall’austerità ed il centro; infatti, la Germania è la principale fonte di crescita con la periferia che sta retrocedendo.

Oh, e qualcuno ha notato che i miracoli baltici sembrano un po’ meno miracolosi ora?! L’Estonia è attualmente sotto la crescita annua e la Lettonia non sta crescendo più veloce degli Stati Uniti.

La storia europea rimane di politiche economiche profondamente distruttive, che hanno inflitto un danno enorme – ma non hanno portato un disfacimento perché la coesione politica dell’euro è più forte di quanto gente come me realizzi. La coesione è una buona cosa, credo, ma le politiche non funzionano ancora.

Fonte: NYT

Traduzione a cura di Luca Pezzotta di Economia Per I Cittadini 

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