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NBA IPOCRITA: quando solo il denaro interessa allo sport

Il commissario della NBA Adam Silver ha rivelato che è stato il governo cinese ha invistere perché il manager degli Houston Rockets, Daryl Morey, a causa di un tweet del 4 ottobre in cui il general manager esprimeva il suo appoggio per i manifestanti ad Hong Kong. Tutto questo è stato dichiarato in un’intervista al Time.

“Il governo cinese ci chiaramente chiesto di licenziarlo, e così anche gli imprenditori”, così si è espresso il commissario NBA Silver in un’intervista sullo scandalo della “Libertà di parola” , specificando che le autorità cinesi non hanno neanche un intervento disciplinare ed hanno preteso il licenziamento di Morey.

Come mai la NBA si è piegata, letteralmente inginocchiata, alla Cina: semplicemente si è allargata troppo a quel mercato. Come sottolinea in un’intervista lo stesso Silver il basket USA è entrato nel mercato cinese ormai da quarant’anni, con la prima partita giocata nel 1979, ed è riuscito a conquistare 6 milioni di fans fissi, con la TV di stato che, fino ai primi di ottobre, i match erano trasmessi dalla TV pubblica, con quindi una ricaduta pubblicitaria, di merchandising etc. Dopo l’uscita del manager dei Rockets la TV di stato ha interrotto le trasmissioni e, per la verità, non le ha ancora riprese, neppure dopo scuse e licenziamento.

Come si può accordare però il voler essere l’espressione di uno sport fortemente americano, quindi di un paese dove la libertà di espressione è tutelata, anche sino ad il limite dell’assurdo, ed il voler entrare in un mercato in cui invece ogni parere politico è rigidamente guidato dal Partito Unico?

Ad esempio negli USA diversi giocatori di colore avevano preso l’abitudine di inginocchiarsi durante l’inno nazionale per protestare contro le discriminazioni razziali del passato:

Un sport accetta che il suo paese venga, in qualche modo, offeso, ma non può accettare, per motivi di denaro, che un suo membro esprima liberamente il proprio pesiero su un tema di politica internazionale. Una ipocrisia normalmente inaccettabile perfino per gli stessi fan USA.

Per dare un’idea dell’inaccettabilità della posizione della NBA un fan che, prontamente, iniziato a vendere una t-shirt pro Hong Kong, ha incassato ben 43 mila dollari in pre ordini (3 dollari a maglietta). Nello stesso tempo le T Shirt di Lebrown James, che si è schierato al fianco della NBA e del governo cinese, vengono bruciate:

Lo strapotere del governo cinese sul proprio mercato interno viene a porre dei grossi problemi di carattere etico. Si avvicina il momento in cui bisognerà scegliere se entrare su un mercato, anche in base alla propria coscienza.

 

 


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