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Ministro delle finanze francese: l’Euro esploderà

 

 

Una proposta francese, del ministro delle finanze Bruno Le Maire, è stata presentata negli scorsi giorni per essere discussa a livello europeo, e mostra la grandissima lucidità del ministro francese e del partito macroniano in generale.

Dopo 20 anni di disastri il brillante ministro, figlio della crema intellettuale francese, si accorge che l’euro ha accentuato, non diminuito, le divergenze fra i paesi dell’eurozona. Prendiamo le sue parole al G7 di Washington:

 “Il n’y a pas assez de solidarité dans la zone euro (…) les divergences économiques croissantes entre les États membres de la zone euro sont insoutenables à long terme et elles peuvent conduire à la disparition du projet de monnaie commune”

“Non c’è abbastanza solidarietà nella zona euro… Le divergenze economiche crescenti fra gli stati membri della zona euro sono insostenibili a lungo termine e possono condurre alla sparizione del progetto di moneta comune”

Chi legge scenari economici conosce queste cose da quando è nato cioè almeno dal 2013. Altri economisti lo avevano già detto prima, anzi proprio agli inizi. I dati sono ben chiari almeno da 10 anni, e ringraziamo il lucido ministro francese per essersene accorto ora. Attendiamo che lo comunichi anche a Macron e magari a Mattarella.

Naturalmente, da buon francese , ha già il suo piano operativo in 4 punti per il salvataggio dell’euro. Ci mancherebbe, un’opera così importante deve  essere salvata, se no sai che disastro. I punti sono i seguenti:

  • Budget unitario dal 2020
  • Unione bancaria
  • Completamento della libera circolazione dei capitali
  • Solidarietà europea, con maggiori spese dei paesi in surplus.

Il tutto condito da una politica monetaria accomodante della BCE.

Si tratta della solita paccottiglia. Il primo punto è già stato ampiamente ridotto e saranno quattro soldi, come il piano di investimenti Juncker, la cui incidenza resterò risibile, come si legge da più parti. L’Unione bancaria con una maggiore condivisione dei rischi di credito ha la puzza di quella che a Roma si chiama una “Sòla” vista l’esposizione  verso l’estero della Francia. La libera circolazione dei capitali favorirà il formarsi di nuovi “Cicli di Frankel” o di “Boom Bust” che renderanno le crisi del credito e bancarie un elemento permanente a lungo termine della zona euro. Però il non plus ultra si tocca all’ultimo punto: la Germania, i Paesi Bassi, la Finlandia, con bilanci in regola, dovrebbero spendere ed investire  di più, in cambio di politiche di riforma, leggi tagli, da parte della Francia e, ça va sans dire, dell’Italia ee degli altri paesi mediterranei.

Questo è veramente un tocco di genio: per aiutare una persona in difficoltà si chiede al ricco di comprarsi un sigaro in più ed al povero di tirare ancora di più la cinghia. Peccato che il ricco, se avesse voluto spendere, lo avrebbe già fatto, perchè  nulla trattiene Germania e Paesi Bassi dall’investire o dal fornire maggiori servizi, peccato che sia proprio contrario geneticamente ai governi che sono alla loro guida. Basta pensare che la Germania paga un tasso quasi negativo sul debito, ma , nonostante questo, lo riduce. Perchè dovrebbero spendere di più ? Soprattutto, con  quale faccia si chiede ai francesi , agli spagnoli, ed agli italiani di tirare la cinghia con le “Riforme” per dare una giustificazione agli altri per spendere? Stiamo veramente scherzando per cui abbiamo reso l’Europa veramente una sadica gabbia in cui un gode solo se l’altro soffre?

Se questa moneta ha portato a queste politiche bestiali è meglio che sia sciolta, quanto prima. Si può essere amici e fratelli sono SENZA l’Euro.

 

 

 


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