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Michigan: chiudi la centrale nucleare? rischi il blackout. La dura legge dell’energia

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il 20 maggio la centrale nucleare di Palisades, nel Michiga, ha chiuso ed è stata ceduta par al decommissione. Non un impianto nuovo, per carità: la centrale aveva oltre 50 anni di vita essendo stata costruita nel 1971. Però produceva ancora, in modo sicuro, circa 18 GW/h di elettricità, 6 mila GW/h all’anno. Chi prenderà il suo posto?

In un’estate torrida lo stato del Michigan si troverà con:_

  • il 6,5% in meno di energia in totale;
  • il 15% in meno di energia pulita;
  • 600 posti di lavoro ben pagati in meno;
  • una comunità locale praticamente rasa al suolo.

Un bel risultato, dato che Palisades non sarà sostituito da una nuova centrale o da nuovi reattori: semplicemente verrà demolito, il tutto in uno stato che ha già, prima delle sua chiusura, un record per quanto riguarda i black out.  A questo punto il Michigan dovrà appoggiarsi alle forniture di altri stati per rimanere, dal punto di vista energetico, a galla.

Il problema è sempre quello: le decisioni vengono prese o per motivi economici di breve periodo o sulla base di spinti demagogiche e di mode del momento, senza nessuna seria programmazione di medio periodo. Il risultato di questa scelta sarà, paradossalmente, l’allontanarsi dagli obiettivi ecologici di Biden, perché quest’energia sarà sostituita da fonti fossili. Senza considerare che non si può programmare uno sviluppo industriale o economico senza un’energia abbondate e a buon mercato. Siano in mano a una classe politica, da entrambi i lati dell’oceano, che invece si crogiola nelle proprie parole, senza considerare la dura realtà dei fatti.

 


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