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MES, RECOVERY E RAPPORTO CECCHINI: da un lato fuffa, dall’altro il vantaggio del MES è finto, e non esiste. Intervento di Antonio Maria Rinaldi

Il professor Antonio Maria Rinaldi ci presenta il suo pensiero sull’attività delle istituzioni europee in questa fase, Commissione in testa. Tutto parte dal Rapporto Cecchini , nato negli anni 80 , che potete leggere per intero a questo link, nel quale la Commissione Delors fece preparare un rapporto, il “Rapporto Cecchini” appunto, nel quale si quantificavano i costi della mancata unione degli stati. All’epoca di Delors però i presupposti politici non c’erano ancora, ma sorsero con l’unificazione della Germania. La sua unione fu accettata dalla Francia solo in ambio della rinuncia da parte di Bonn al Marco. Tutto questo fu fatto con il famoso Trattato di Maastricht.A quel punto il Rapporto Cecchini venne messo in atto.

Ora sta accadendo lo stesso: il “Recovery fund” per l’Europa “Verde” e “Digitale”; tutta fuffa senza una base economia o fattuale, era già pronto, ma solo l’evento straordinario del COVID-19 e della conseguenza economica della recessione. Però non si tratta altro che i soliti fondi europei, molto indirizzati, che in passato non hanno cambiato proprio nulla per l’Italia. Chi ne decanta i “Vantaggi” non sa cosa dice. Lo stesso si può dire per il  MES, il cui risparmio è puramente teorico e basato su speculazione sull’andamento dei tassi futuri.

Buon ascolto.

ecco l’articolo originale su Cecchini

CECCHINI, QUEL RAPPORTO SCONOSCIUTO CHE DIEDE VITA ALLA UE! (di Antonio M. Rinaldi)


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