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#MES I grillini come Bocca degli Abati: traditori della Patria (di Giuseppe Palma)

Nel programma elettorale per le elezioni politiche del 2018, al capitolo che riguarda gli Esteri, il M5S aveva inserito la liquidazione del Meccanismo Europeo di Stabilità. Senza troppi giri di parole, i pentastellati si impegnavano col proprio elettorato di smantellare il Mes.

Non ve la faccio lunga. Caduto il governo Conte I, che a giugno si era già accordato con Bruxelles per un via libera dell’Italia alla riforma del Mes voluta dall’asse franco-tedesco (addirittura contro il contenuto di una risoluzione parlamentare dell’allora maggioranza gialloverde), oggi il Conte II ha incassato il via libera delle Camere che sostanzialmente avalla il pasticcio fatto dal Presidente del Consiglio in estate e, nei fatti, gli dà quasi carta bianca. Con voto favorevole espresso, appunto, anche dal MoVimento 5 Stelle (291 sì alla Camera e 164 al Senato).

Un doppio tradimento. Il primo ad opera di Giuseppe Conte, che a giugno va a Bruxelles e dà l’ok del nostro Paese alla riforma del Mes contro la volontà del Parlamento, e non torna neppure alle Camere per riferire ai sensi dell’art. 5 della legge n. 234/2012 (https://scenarieconomici.it/clamoroso-sul-mes-conte-ha-palesemente-violato-una-legge-dello-stato-ora-deve-dimettersi-di-p-becchi-e-g-palma/); il secondo tradimento quello del M5S, che si rimangia le sue decennali battaglie contro il Mes, rinnega il proprio programma elettorale e vota una risoluzione parlamentare che, pur se inserita in una “logica di pacchetto” come si suol dire in questo periodo, sostanzialmente dà il via libera al Mes voluto da Francia e Germania, che ora potranno mettere in sicurezza le proprie banche coi soldi (anche) dei risparmiatori italiani.

Tutta questa storia mi ha fatto venire in mente il quinto cerchio dell’Inferno dantesco, dove si trova l’Antenora, luogo in cui Dante Alighieri colloca i traditori della Patria. Un tradimento, quello di Conte prima e dei 5Stelle poi, allegoricamente paragonabile a quello di Bocca degli Abati nella battaglia di Montaperti. Dante incespica in una nuca immersa nel ghiaccio e non si sottrae, una volta riconosciuto, ad inveire contro quel traditore:

«Omai», diss’io, «non vo’ che più favelle, / malvagio traditor; ch’a la tua onta / io porterò di te vere novelle».

Siamo nel XXXII° Canto dell’Inferno.

Di Maio, Grillo e Company non meritano certo l’attenzione di Dante, ma quanto a traditori della Patria non sono certamente da meno rispetto a Bocca degli Abati. I “Ladri di democrazia“, pur di salvare poltrona e potere, sono disposti a tradire la Nazione.

Giuseppe PALMA

(Ladri di democrazia. La crisi di governo più pazza del mondo. L’ultimo libro di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, Giubilei Regnani editore, 2019: https://scenarieconomici.it/ladri-di-democrazia-la-crisi-di-governo-piu-pazza-del-mondo-lultimo-libro-di-p-becchi-e-g-palma-giubilei-regnani-editore/)

 


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