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MENTRE SU TUTTI I MEDIA SI PARLA SOLO DI TERRORISMO, I “FIGLI DESTITUENTI” PROSEGUONO IN SILENZIO LO STUPRO DELLA COSTITUZIONE (di Giuseppe PALMA)

riforma costituzionale 1

Dopo i fatti di Parigi del 13 novembre, tutti i media italiani (TV e giornali) non fanno altro che parlare di terrorismo. Per carità, è giusto e doveroso discutere di un tema così importante che ci tocca da vicino (e ci mancherebbe altro), ma sarebbe altrettanto giusto e doveroso trattare anche argomenti altrettanto importanti come, ad esempio, la revisione della Parte Seconda della Costituzione che il Parlamento sta ugualmente portando avanti, infatti l’11 gennaio dovrebbe concludersi – con il voto della Camera dei deputati – l’iter procedurale in prima deliberazione.

Ciò detto, trascorsi almeno tre mesi dalla prima deliberazione, il Parlamento dovrà procedere ad una seconda deliberazione del testo della riforma (cosiddetta “seconda votazione”), senza potervi apportare alcuna modifica rispetto al testo licenziato in prima deliberazione.

Nella seconda votazione, come previsto dall’art. 138 Cost., è necessario che entrambe le camere approvino il testo di revisione costituzionale a maggioranza assoluta (50%+1 dei componenti di ciascun ramo del Parlamento).

A quel punto, una volta approvata la riforma anche in seconda votazione, qualora nel termine di tre mesi dalla pubblicazione ne facessero domanda almeno 1/5 dei componenti di una Camera, ovvero 500.000 elettori o 5 Consigli regionali, il testo di revisione costituzionale dovrà essere sottoposto a referendum popolare confermativo (per la cui validità non è richiesto un quorum minimo di votanti, quindi la riforma sarà da intendersi approvata a maggioranza dei voti validamente espressi).

Qualora invece, in seconda deliberazione, il testo di revisione costituzionale fosse approvato a maggioranza dei 2/3 dei componenti di ciascuna camera, non si procede ad alcun referendum. Tuttavia, considerate le attuali condizioni politiche e di composizione parlamentare, è praticamente impossibile che il Parlamento raggiunga la predetta maggioranza qualificata, quindi – molto probabilmente – ad ottobre del prossimo anno si terrà il referendum.

Ho già scritto parecchio su questa riforma costituzionale, quindi, chi volesse approfondire l’argomento, potrà leggere i miei articoli dei quali qui di seguito indico i link:

 

Ciò premesso, a gennaio del prossimo anno (quindi terminata l’intera fase di prima deliberazione) uscirà un mio libro sui gravi aspetti di criticità di questa revisione costituzionale.

Invito ciascuno di Voi ad interessarsi all’argomento! La nostra Costituzione è patrimonio di tutti, quindi tutti gli italiani devono conoscere lo stupro cui è sottoposta da parte di un Parlamento “eletto” con meccanismi elettorali dichiarati incostituzionali (Corte Costituzionale, Sent. n. 1/2014) e con un modus operandi del tutto opposto a quelle che erano le intenzioni dell’Assemblea Costituente!

Ma v’è di più! La riforma costituzionale che il Parlamento sta portando a compimento è, come scrivo nei miei articoli e come dimostrerò con il mio nuovo libro, del tutto priva di quegli adeguati pesi e contrappesi idonei a garantire un equilibrato bilanciamento tra le funzioni attribuite a ciascun organo costituzionale, soprattutto alla luce del superamento del bicameralismo paritario e al cospetto di una legge elettorale (l’Italicum) a forte vocazione maggioritaria che assegna il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione!

La nostra amata Costituzione, frutto di centinaia di milioni di morti, sta per essere stuprata senza alcuna sensibilità costituzionale e senza alcun metodo democratico! Ancora una volta, pur nel rispetto della Costituzione formale (e mica tanto!), il Parlamento sta violentando la Costituzione materiale, cioè il “senso concreto” impressole dall’Assemblea Costituente!

Con il mio nuovo libro in uscita per gennaio (cioè tra meno di due mesi) dimostrerò, con metodo scientifico, i gravi aspetti di criticità di questa riforma costituzionale e le ragioni del NO al referendum popolare confermativo!

Non lasciatemi solo!

 

Giuseppe PALMA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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