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RIFORMA COSTITUZIONALE: SE MI AVESSERO ASCOLTATO….. (di Giuseppe PALMA)

costituzione 1

RIFORMA COSTITUZIONALE: 

SE MI AVESSERO ASCOLTATO…..

(di Giuseppe PALMA) 

Considerato che il Parlamento  (su dettatura del Governo) ha previsto -nel testo di revisione della Parte Seconda della Costituzione che sta per giungere all’approvazione definitiva – un sistema tendenzialmente monocamerale con un Presidente del Consiglio dei Ministri strettamente collegato alla lista assegnataria del premio di maggioranza e con un Presidente della Repubblica quale mera espressione dei partiti (e dalla settima votazione in avanti di quella stessa maggioranza parlamentare monocolore), quindi in parallelo ad una legge elettorale a forte vocazione maggioritaria (che attribuisce il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione), è evidente che l’Italia si stia dirigendo verso una “dittatura sostanziale” travestita da falsa “democrazia decidente”.

Il tutto contornato da una sceneggiatura recitata da “pecore” con la zucca vuota che, in assoluta mala fede, esultano per la diminuzione del numero dei parlamentari e per il superamento del bicameralismo paritario.

Ciò premesso, la riforma costituzionale che la XVIIesima Legislatura sta portando a termine presenta gravi aspetti di criticità che evidenziero’, con dovizia di particolari, nel mio nuovo libro che sarà pubblicato – probabilmente in formato ebook – a gennaio del prossimo anno (2016).

Tuttavia, già nel 2013, scrissi e pubblicai un mio progetto di riforma alla Parte Seconda della Costituzione che, tra le altre cose, prevedeva – al cospetto del superamento del bicameralismo perfetto – un adeguato e rigido sistema di pesi e contrappesi che avrebbe garantito, se mi avessero ascoltato, un democratico bilanciamento istituzionale.

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Ciò detto, di fronte al superamento del bicameralismo paritario sarebbe stato opportuno – come io stesso avevo scritto nel mio progetto di riforma – prevedere ad esempio l’elezione diretta del Capo dello Stato al quale attribuire, ovviamente, maggiori poteri. Il passaggio dal bicameralismo perfetto al bicameralismo differenziato, con una legge elettorale come l’Italicum, rappresenta senz’altro una “miscela anti-democratica” che abbisognava di un forte contrappeso che si sarebbe potuto individuare nell’elezione diretta del Presidente della Repubblica, da tenersi in un momento diverso dall’elezione del corpo legislativo. Ma così non è stato…anzi, al Capo dello Stato non è stata attribuita neppure la facoltà del “doppio rinvio” della legge sottoposta alla sua promulgazione. Il Parlamento, infatti, ha preferito seguire acriticamente la strada dettata dal Governo nazionale e da quello sovranazionale!

Ciò premesso, il mio progetto di revisione costituzionale dell’aprile di due anni fa (Editrice GDS, 2013) – successivamente pubblicato anche sul sito della Fondazione Astrid e inserito nella Bibliografia parlamentare della Camera dei deputati (http://storia.camera.it/bpr/faccette/*:*?aut=Palma+Giuseppe#noNav) – non è stato preso a sufficienza in considerazione come invece avrebbe certamente meritato.

 

Ah, se mi avessero ascoltato

 

Giuseppe PALMA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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