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Marine Le Pen può vincere o no in Francia?

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Mancano ancora due anni e mezzo alle prossime elezioni presidenziali francesi, ma già cominciano a fioccare i primi sondaggi. Nello specifico da un’inchiesta IFOP svolta tra il 28 e il 30 ottobre risulta che se le elezioni si svolgessero domani, con gli stessi candidati del 2012, Marine Le Pen chiuderebbe il primo turno in testa con il 29% delle intenzioni di voto contro il 26% dell’ex presidente Nicolas Sarkozy. Il presidente uscente François Hollande invece chiuderebbe al terzo posto con appena il 14% delle preferenze addirittura insidiato dal centrista François Bayrou, quarto col 13% dei consensi. L’inchiesta IFOP conferma sostanzialmente quella svolta dalla stessa agenzia il 3 settembre in cui Marine Le Pen risultava in testa col 28% delle intenzioni di voto contro il 25% di Sarkozy e il 16% di Hollande.

Attualmente la narrativa che va per la maggiore nell’Esagono, e non solo, vede infatti come scontato che si ripeterà quanto avvenuto nel 2002 quando Jean-Marie Le Pen sorprese il candidato socialista, Lionel Jospin, e andò a sfidare il presidente uscente Jacques Chirac al secondo turno, finendo però travolto con un margine addirittura superiore rispetto a quello previsto dai sondaggisti. Le Pen senior al secondo turno ottenne il 17.9% delle preferenze, appena lo 0.9 in più rispetto a quanto ottenuto al primo turno. Insomma, sembra al momento scontato che alle prossime elezioni presidenziali al ballottaggio arriveranno Marine Le Pen e Nicolas Sarkozy, coi socialisti costretti a guardare e insidiati pure da centristi e sinistra radicale

Il sondaggio IFOP non prevedeva una domanda sul secondo turno, contrariamente a quello di settembre. Nella rilevazione di settembre uno scontro tra Nicolas Sarkozy e Marine Le Pen, nonostante la vittoria dell’amazzone populista al primo turno, vedrebbe l’ex presidente trionfare col 60% dei suffragi contro il 40% della Marianna nazionalista. Un risultato netto, ma ben lontano dal plebiscito che nel 2002 incoronò Chirac con oltre l’82% delle preferenze.

In questi tre anni e mezzo alla guida della destra radicale francese Marine Le Pen è riuscita ad abbattere diverse barriere, a rendere il suo partito più presentabile e ad archiviare le polemiche su temi come la repubblica di Vichy e la guerra d’Algeria che avevano caratterizzato la leadership di Le Pen senior. Insomma, l’archiviazione del revisionismo su Vichy e dei revanscismi sull’Algeria sembrano aver funzionato. Nonostante questo la narrativa prevalente vede attualmente Marine Le Pen ancora perdente in un confronto diretto con Nicolas Sarkozy, seppur come abbiamo visto in maniera molto meno netta rispetto alla rovinosa sconfitta del padre contro Chirac. Però secondo me un eventuale confronto tra Marine Le Pen e Nicolas Sarkozy potrebbe non essere così scontato. Attenzione, non sostengo che Marine Le Pen uscirà vincitrice dalle urne nel 2017, ma ritengo che ci sia la possibilità non trascurabile che tra due anni e mezzo possa accadere l’impensabile e cercherò di elencarne i motivi

1-Una possibile Coabitazione

Attualmente l’esecutivo di Manuel Valls si regge con lo sputo in parlamento. Il primo ministro è riuscito ad ottenere la fiducia dell’Assemblea Nazionale solo grazie all’astensione “critica” dei Verdi e della minoranza socialista, capitanata dagli ex ministri Hamon e Montebourg. Ritengo difficile che questa situazione duri a lungo e che prima o poi l’esecutivo verrà messo in minoranza. Qualora questo accadesse Hollande potrebbe nominare un nuovo premier, oppure potrebbe essere costretto a sciogliere l’Assemblea Nazionale con due anni di anticipo. Se diamo per buoni i sondaggi, a queste eventuali elezioni anticipate i partiti di sinistra prenderebbero una tranvata epocale, probabilmente simile a quella del 1993. Queste elezioni potrebbero essere un anticipo della sfida del 2017 e vedrebbero fronteggiarsi per il primato il polo conservatore di Sarkozy e il polo nazionalista della Le Pen. Presumibilmente il polo conservatore dovrebbe ottenere la maggioranza dei seggi, assoluta o relativa. Al che François Hollande sarebbe costretto a nominare un primo ministro espressione del centro-destra, presumibilmente un personaggio poco polarizzante come Alain Juppé, François Bayrou o Jean-Louis Borloo. In questa eventualità l’aggravarsi crisi economica guasterebbe parecchio l’immagine del centro-destra e di Nicolas Sarkozy. Sebbene quasi certamente Sarkò non prenderebbe parte al governo in prima persona, per la propaganda di Marine Le Pen sarebbe estremamente facile attribuire all’ex presidente gli insuccessi di questo ipotetico governo di coabitazione

2-Sarkò: gli scandali e la sua figura controversa e impopolare

Nicolas Sarkozy è da diverso tempo alle prese con diversi guai giudiziari. L’ex inquilino dell’Eliseo è coinvolto in diverse inchieste giudiziarie sui temi più disparati. Sarkozy ha tentato di attribuire queste inchieste a una volontà persecutoria di magistrati politicizzati, ma se queste inchieste continuassero con relativo linciaggio mediatico l’immagine dell’ex presidente sarebbe ancora più offuscata di quanto lo è già.

Ricordatevi che Sarkozy, prima che Hollande riuscisse nella difficile impresa di polverizzare i suoi record, era il presidente più impopolare della storia della V Repubblica. Mai nessuno aveva toccato le sue vette di disapprovazione. Per vincere uno scontro con Marine Le Pen, Sarkozy avrebbe bisogno del sostegno delle sinistre ma, e qui viene il bello, se in Francia esiste un personaggio che le sinistre odiano quasi quanto Marine Le Pen quello è proprio Nicolas Sarkozy. In particolar modo le sinistre più radicali, che ormai nel polo di sinistra pesano quasi quanto il partito socialista, non vedono alcuna differenza tra la “fascista” Le Pen e il “fascista” Sarkozy. O meglio, potrebbe perfino accadere che gli elettori comunisti e trotzkisti nel segreto dell’urna scelgano clamorosamente di sostenere la valchiria nazionalista in quanto il suo protezionismo nazionalista, la sua retorica anti-finanziaria e le sue feroci critiche all’imperialismo statunitense sono assai più compatibili con quel tipo di elettorato rispetto al globalismo euro-tecnocrate e all’atlantismo sfrenato incarnati da Sarkozy (1)

3-Il clima dal 2002 è cambiato, e di molto

Quando nel 2002 Jean-Marie Le Pen sconvolse giornalisti, analisti e sondaggisti le cose sono parecchio cambiate. All’epoca vigeva in Francia la regola non scritta del “Fronte Repubblicano”. In sostanza quando un candidato del Front National in un’elezione parlamentare o locale arrivava al ballottaggio con un candidato della “destra ufficiale”, i candidati di sinistra facevano automaticamente confluire i loro consensi su di lui e lo stesso avveniva a parti invertite. Dal 2011 però questo patto del “Fronte Repubblicano” si è frantumato. La destra ufficiale, alle elezioni cantonali del 2011 ha inaugurato la regola del “ni ni” ovvero nessuna alleanza col Front National, ma pure nessun “Fronte Repubblicano”.

La stampa francese ha annotato che se nel 2002 i deputati di destra e sinistra erano fianco a fianco nelle piazze per protestare contro Jean Marie Le Pen, nel 2013 invece fianco a fianco nelle piazze c’erano esponenti della destra ufficiale e del Front National a protestare contro la legge Taubira. Sebbene ancora oggi vi siano larghe fette della società che trovano repellente il Front National e le idee di Marine Le Pen, quel fronte anti-lepenista non è più così largamente maggioritario nel paese, anzi quel “Fronte Repubblicano” perde terreno giorno dopo giorno

In sostanza ad oggi l’elezioni di Marine Le Pen all’Eliseo è utopica, ma non così utopica come poteva essere qualche anno fa. Se Marine Le Pen continuerà a muoversi in maniera intelligente e scaltra come sta facendo, e se il corso degli eventi politici ed economici prosegue con l’attuale tendenza l’esito delle elezioni dell’Aprile del 2017 potrebbe non essere così scontato come si presume. Certo, non ho scritto che Marine Le Pen vincerà, ma che l’eventualità di una sua ascesa all’Eliseo, potrebbe non essere da escludere in toto. Ovviamente quanto scritto sopra è purissima “ipotesi di scuola” senza alcuna pretesa definitiva, tenete però a mente tutto ciò. Stiamo vivendo tempi interessanti e bizzarri in cui nulla sembra impossibile, per cui pure l’esercizio puramente ipotetico di cui sopra è a mio da tenere presente mentre ci appropinquiamo a quelle che potrebbero essere le elezioni francesi più pazze e imprevedibili della V Repubblica

(1) Nel 2002 la sinistra scese in piazza per sostenere Chirac, i militanti di sinistra si presentarono ai seggi con le mollette sul naso e i guanti. Scordatevi di vedere la stessa scena con Sarkozy visto l’odio profondo che le sinistre francesi provano per Sarkozy

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