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Dalle Stelle alle stalle

Scritto da Francesco Celotto – 

Fin dal 2013, quasi immediatamente dopo le elezioni politiche, che ne sancirono la entrata alla grande in parlamento, capii che la piega che aveva preso il M5S non era quella che mi aspettavo.
Quasi subito denunciai il verticismo imposto al movimento dai fondatori Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo e la rimozione di tante menti pensanti e competenti, a scapito di quella che successivamente venne definita da qualche mio amico ex attivista con termine azzeccato la “lobby dei mediocri”.

Gente fedele al mantra dei capi e che obbediva ai loro desiderata senza battere ciglio.
Già nel 2012 cominciarono le espulsioni: la prima e quella che fece più eco fu quella dell’allora consigliere regionale Giovanni Favia, che nel corso di un fuorionda registrato durante una intervista dichiarò senza mezzi termini che Casaleggio decideva tutto e chi si opponeva veniva fatto fuori.
Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti, io pure venni espulso (e poi riammesso dopo minacce di querele) nell’ormai lontano 2014, dopo le mie continue e feroci critiche all’immobilismo a alla incapacità del Movimento di gestire efficacemente la opposizione politica a Roma, la sostanziale e voluta mancanza di organizzazione e di programmi, le continue onde immotivate di espulsioni e la promozione un pò ovunque di leccaculo e furbetti aspiranti a qualche seggiola ben pagata.

Tutto quello che avevo previsto, nonostante le feroci accuse di cui fui fatto oggetto, si è tristemente avverato e la situazione desolante del movimento è sotto gli occhi di tutti.
A questo punto per salvare quello che resta di un magnifico progetto, mai davvero nato, resta a mio avviso solo una strada possibile.


Mi permetto umilmente di fornire qualche spunto in vista degli stati generali del M5S:
ripartire dai territori, ricreando da zero una rete di meetup, attraendo e non solo a chiacchere, il meglio dell’associazionismo locale, dei gruppi e di chi davvero in questi anni ha lottato per proporre alternative sul territorio;

  1. resettare tutti gli organi direttivi e non a tutti i livelli. Serve aria nuova e soprattuto aria buona. Non possiamo pensare di tornare alle radici e ai principi del M5S facendolo gestire da personaggi mediocri, senza preparazione e carisma come Crimi, Toninelli, Taverna, Di Maio, Sibilia etc. e loro sodali ed amici sul territorio.
    Questa gente (e la lista è necessariamente più lunga) deve andarsene; ha fatto solo danni e pensato solo ai propri piccoli e meschini interessi, promossa solo in virtù della fedeltà ai capi;
  2. nominare un comitato nazionale che ridefinisca i principi guida, i valori e un programma per il rilancio del nostro Paese basato su ecologia, qualità della vita, ambiente, economia sostenibile e solidale, rilancio dei territori, decementificazione, innovazione tecnologica, riforma del fisco e della burocrazia tanto per citare alcuni punti;
  3. chiudere la associazione Rousseau e troncare ogni tipo di rapporto con la Casaleggio e associati. È inammissibile che una azienda privata gestisca un partito politico e riceva un contributo mensile pari a 300 euro da ogni parlamentare eletto non si sa bene a quale titolo (totale 300 euro per 300 parlamentari per 12 mesi fa oltre 1 milione di euro all’anno a che titolo Casaleggio jr. riceve tutti questi soldi e soprattutto dove vanno?). Fanno riflettere le critiche feroci a Berlusconi per la sua gestione aziendalistica di Forza Italia e nulla si dica della gestione della Casaleggio e associati;
  4. definire linee guida chiare in materia di rimborsi e mandati. Credo personalmente una emerita cretinata limitare i mandati a 2.
    Sui rimborsi poi stendiamo un velo pietoso perchè penso che molti non li facciano anche a causa della mancanza di trasparenza sulla gestione degli stessi. Versare soldi su un conto intestato a Di Maio & C. non mi sembra il massimo della trasparenza;
  5. non presentare liste alle elezioni regionali previste nel 2020. Sarebbe solo un ulteriore suicidio politico e non porterebbe a nulla. Le liste vanno presentate solo una volta ricostruita la organizzazione centrale e locale e solo dopo aver definito regole chiare.
    Queste sono alcune proposte e idee che potrebbero rilanciare M5S a patto che tutti gli attuali soggetti in campo facciano un passo indietro per il bene del movimento stesso.


 

Se invece, come purtroppo pare, si arroccano nel loro fortino il MoVimento è destinato a sparire politicamente.
Capisco che certa gente senza arte ne parte non intenda rinunciare al lauto stipendio ma, pur essendo d’accordo nel merito, la creazione di una terza via e di una reale e credibile alternativa a Salvini o al Pd non può essere gestita da menti mediocri come Crimi o Bonafede. Serve un appello alle migliori forze del Paese per unirsi, costruire e proporre davvero un modello di sviluppo e di gestione pubblica differente.
Il MoVimento 5 Stelle non era nato forse per questo, salvo poi trasformarsi tristemente in un poltronificio?
Oggi purtroppo ci ritroviamo a osservare una lobby di mediocri e furbastri il cui unico scopo è ahimè, nello stile dei peggiori politicanti del passato, da loro tanto criticati, salvare i propri privilegi e i propri piccoli interessi.
Serve urgentemente un cambio di passo o la alternativa è la estinzione.

Realisticamente parlando la vedo dura…..


Francesco Celotto, imprenditore, analista finanziario indipendente, ex attivista M5S ,candidato al Senato per M5S, già fondatore del gruppo grandi opere del M5S Veneto. Coautore di due libri sul disastro ambientale e la corruzione relativa alle grandi opere del Veneto (2012: Strada Chiusa con Marco Milioni; 2015 Strade Morte con Marco Milioni, Carlo Costantini, Massimo Follesa) , ex presidente di Veneto sostenibile ed ex vicepresidente della Associazione Soci Banche Popolari, già portavoce Covepa (Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa).


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