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L’ULTIMA RISORSA MONETARIA DELLA BCE: arriveremo ad una vera politica di dual tax?

 

 

I tassi negativi non hanno portato ad una crescita stabile nell’area euro. Rimane qualche altro strumento a Christine Lagarde per giustificare l’esistenza della moneta unica  come strumento di incentivo alla crescita e, magari, una sua funzione all’interno di quel perverso programma comunitario chiamato Green New Deal?

Uno strumento utilizzabile, perchè usato in altre situazioni, da altre banche centrali, è quello del tassi duali, cioè di una forte differenziazione fra i tassi passivi, sui finanziamenti concessi al sistema finanziario, ed i tassi attivi, cioè quelli che la Banca Centrale viene a pagare sui depositi

Attualmente la via scelta dalla BCE è quella di far pagare tassi negativi sui depositi, e chiedere un tasso zero sulle operazioni di rifinanziamento, quindi qualcuno può pensare che già ci sia una politica di Dual Tax, ma nel nosyro caso intendiamo qualcosa di diverso.

 

Attualmente i tassi cinesi sono positivi, ma sono 1,5% sul deposito e 4,25%, quindi la differenza fra tassi attivi e tassi passivi applicati è ben del 2,75%. Questo perchè i due tassi, come si vede dal grafico, sono stabiliti in modo autonomo. Non c’è uno spread fisso, ma la differenza è fissata sulla base dello stimolo monetario o del controllo inflazionistico, ma la differenza può essere completamente differente. Ragionando come  Dual Tax la BCE potrebbe azzerare anche il tasso positivo, rendendo quindi per lo meno non costosi i depositi delle banche e quindi non aggravandole di costi, e, addirittura tassi negativi sui prestiti, spingendo la massa monetaria al massimo.
L’idea è interessante, ma non risolverebbe i problemi dell’euro. L’Unione ha un problema di crescita semplicemente perchè la politica monetaria e fiscale e quella monetaria Unica, imposta dalle regole di Maastricht e dalla BCE; non riesce a funzionare e risulta troppo lasca per alcuni, troppo stringente per altri. La Lagarde potrà usare questo strumento differenziale per aiutare il Green New Deal, ma non farà differenza, anzi aumenterà le distorsioni sistemiche. Anzi la scelta di utilizzarlo per finanziare la conversione Verde, che sarà diversa da stato a stato, accentuerà le differenze perfino in modo arbitrario. Non il modo migliore per risolvere i problemi dell’euro e dell’Unione.

 

 

 

 


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