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L. SPAVENTA E L’INFLAZIONE: I. VISCO (BANKITALIA) CERTIFICA LA PROPOSTA SOVRANISTA DI ECONOMIA5STELLE!

Il buon Ignazio Visco,

images7VD9CKU1personaggino a  noi (ed ai più) noto, nel 2013 pubblica un pezzo, inserito in un book di Autori Vari, dedicato a Luigi Spaventa e

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alla sua analisi di inflazione e disinflazione degli anni ’80.

Cosa si legge d’interessante in tale pezzo?

Qualcosa di molto ma molto illustrativo, gli accadimenti degli anni ’80.

Per la precisione, vorrei porre alla vostra attenzione questa serie di elementi:

1 – in un contesto di salari rigidi verso il basso, l’economia italiana, shockata dalla crisi petrolifera degli anni ’70, venne risollevata ricorrendo ad un mix di azioni di politica economica:

* inflazione

* svalutazione della moneta;

* fiscalizzazione degli oneri sociali (misura dal lato dell’offerta).

Tutte queste misure contribuirono a creare utili e, di conseguenza, a creare un clima idoneo alla ripresa degli investimenti resi asfittici dal clima di aumento dei costi degli anni ’70.

Quindi, come vediamo, a volte le SUPPLY-SIDE MEASURES possono risultare utili MA MAI DA SOLE, SEMMAI SEMPRE IN COLLABORAZIONE CON LE MISURE DAL LATO DELLA DOMANDA AGGREGATA!

L’analisi di Visco poi continua e ci fornisce un secondo illuminante punto:

2 – Quando poi ad inizio anni ’80 le autorità monetarie adottarono una politica monetaria restrittiva volta ad apprezzare il cambio reale della lira, le imprese ora avevano a disposizione margini di profitto sufficienti per effettuare gli investimenti necessari ad adeguarsi al nuovo ambito competitivo senza subire conseguenze negative.

Avete capito? Visco sapeva sin dall’inizio dell’avventura dell’Euro quali erano le cose che sarebbero servite per sopportare un ambiente altamente competitivo perché fortemente disinflazionistico! Egli sapeva tutto!

Egli difatti, riporta l’esempio degli Inglesi che:

3 – non avendo adottato una simile strategia, furono sottoposti alla medesima cura (disinflazionistica) da parte della Tatcher ma con risultati, in termini di deindustrializzazione e disoccupazione, davvero preoccupanti e pericolosi per la tenuta della pace sociale.

Ed infine. l’ultima annotazione davvero sorprendente è questa:

4 –  la disinflazione che fece seguito al divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia (voluto da Andreatta e Ciampi) e alla politica monetaria non accomodante della Banca d’Italia nello Sme, determinò un ritorno dai tassi reali d’interesse negativi della seconda metà degli anni ’70 a tassi nuovamente positivi. Venne meno l’effetto di contenimento dell’aumento del rapporto tra debito pubblico e Pil, dovuto all’operare del fiscal drag e all’effetto dell’inflazione sull’onere reale del debito. Non essendo questa riduzione di “entrate” compensata da tagli di spesa o maggiori imposte, alla domanda che fa da titolo del quarto paragrafo del saggio di Giavazzi e Spaventa – «È il debito il prezzo della disinflazione?» – va quindi data una risposta positiva.

VI E’ CHIARO ORA?

BANKITALIA E ANDREATTA

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VOLLERO FORTEMENTE LA DISINFLAZIONE, I POLITICI NON SE LA SENTIRONO DI FARE I REAGANIANI/TATCHERIANI, DECISERO DI NON MASSACRARE LE FAMIGLIE ITALIANE E NOI OGGI DI RITROVIAMO…..

…..QUALE PREZZO DELLA DISINFLAZIONE…..

UN IMMENSO DEBITO PUBBLICO CHE POTEVA TRANQUILLAMENTE ESSER CONTENUTO, LIMITATO, ABBATTUTO, CON UN PO’ DI SANA INFLAZIONE!….MA NON AVREMMO MAI POTUTO ENTRARE IN UN’UNIONE MONETARIA!

Vorrei con questo pezzo rammentarvi il primo paper che Economia5Stelle predispose per il Movimento5Stelle (pubblicato anche su questo sito.
 
PROPOSTA SOVRANISTA
Ecco, quel percorso, quella strada, oggi risulta certificata niente meno che da due mostri dell’economia Italiana:

– LUIGI SPAVENTA;

– IGNAZIO VISCO.

 

Ecco cari Visco, Bersani, Veltroni, Belluscono e Napolitano, non siete gli unici uomini a cui Dio ha regalato qualche neurone ed è oramai ora che si applichino i concetti Aristotelici di democrazia per una “città felice”:

“tutti governano e tutti sono governati, ma a turno”

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Di tal guisa, quando uno governa, cioè si dedica alla politica, si sacrifica, rinuncia alla felicità temporaneamente per consentire, a coloro che sono governati, di dedicarsi alle proprie attività. Quando uno ha governato, può godersi in pace la condizione di governato e realizzare la propria felicità!

Ecco, vi propongo pertanto un mantra diverso dal solito:

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o se preferite:

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Maurizio Gustinicchi

Economia5Stelle

GUSTI E IL PROF 2

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