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Cultura

L’Irlanda riscrive la storia urbana d’Europa: scoperta una “metropoli” dell’Età del Bronzo che non doveva esistere

Scoperta in Irlanda la più grande città preistorica mai rinvenuta: 600 case e una cisterna unica nel suo genere. Un sito dell’Età del Bronzo che anticipa di 500 anni la nascita dell’urbanizzazione nel Nord Europa, riscrivendo i libri di storia.

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Nel cuore della contea di Wicklow, in Irlanda, la terra ha deciso di restituirci una verità scomoda per i libri di storia tradizionali. Gli archeologi hanno portato alla luce quello che appare, senza troppi giri di parole, come il più grande e antico insediamento preistorico mai scoperto in Irlanda e Gran Bretagna. Non si tratta di qualche capanna isolata, ma di una vera e propria proto-città che anticipa di secoli le teorie sullo sviluppo urbano nel Nord Europa.

L’insediamento si trova all’interno del complesso collinare di Baltinglass, specificamente nel sito noto come Brusselstown Ring ed oggetto di una ricerca dell’Università di Oxford. I numeri, che tanto piacciono a chi analizza i sistemi complessi, sono impressionanti per l’epoca:

  • Estensione: Un’area enorme di circa 131 ettari.
  • Densità abitativa: Individuate circa 600 piattaforme residenziali.
  • Cronologia: Tarda Età del Bronzo e prima Età del Ferro (tra il 1200 e l’800 a.C.).

Questo significa che lo sviluppo proto-urbano nel Nord Europa potrebbe essere avvenuto quasi 500 anni prima di quanto tradizionalmente riconosciuto. Una “disruption” storica, diremmo in economia, che obbliga a rivedere i modelli di aggregazione sociale dell’antichità.

Dove si trova il Brusseltown ring

Una struttura complessa e pianificata

Dimenticate l’immagine del barbaro disorganizzato. Qui ci troviamo di fronte a una pianificazione territoriale avanzata. L’insediamento è racchiuso da due anelli difensivi (i ramparts), con una “cittadella” interna che ospitava circa 98 abitazioni e un’espansione esterna con altre 509 case.

I punti indicano dove si ritiene, sulla base delle rilevazioni aeree, si trovino le roundahouse, le case degli antichi abitanti

Le recenti scavi, condotti con precisione chirurgica attraverso trincee di saggio, hanno rivelato dettagli fondamentali sulla vita quotidiana:

TrinceaRitrovamentoSignificato
Trincea 1Pavimentazione in ciottoli e tracce di grandi incendiStrutture permanenti e uso del fuoco gestito, cioè di focolari domestici
Trincea 3Focolare circondato da buche di paloZona domestica definita e strutturata.
Trincee 2 e 4Fosse e ulteriori buche di paloAttività di stoccaggio o delimitazione degli spazi.

Come spesso accade nei forti collinari irlandesi, i reperti mobili (armi, gioielli) sono scarsi, limitandosi a poca litica e argilla cotta, ma è la struttura immobile a parlare chiaro.

L’importanza strategica dell’acqua: la prima cisterna d’Irlanda?

Un insediamento di tale portata necessita di risorse, prima fra tutte l’acqua. Ed è qui che la scoperta si fa ancora più interessante sotto il profilo ingegneristico. Gli archeologi hanno identificato una struttura unica, definita da grandi pietre, che sembra essere una cisterna per l’acqua.

Un ruscello, scendendo da un affioramento roccioso, veniva probabilmente incanalato in questa struttura per servire la popolazione. Se confermato, si tratterebbe della prima cisterna idrica di questo tipo mai scoperta in Irlanda, un segno inequivocabile di gestione centralizzata delle risorse pubbliche. Un concetto, quello del “bene pubblico”, che evidentemente ha radici ben più profonde di quanto il neoliberismo moderno voglia farci credere.

Il sito sembra essere stato abbandonato in concomitanza con un declino regionale, le cui cause restano ancora da chiarire, ma che al momento non sembrano legate ai cambiamenti climatici, bensì forse a mutamenti negli equilibri socio-politici dell’epoca. La storia, come l’economia, procede per cicli, e Brusselstown Ring ne è la prova tangibile.

Risultato degli scavi


Domande e risposte

Perché questa scoperta cambia la storia del Nord Europa?

La scoperta è fondamentale perché retrodata di circa 500 anni la nascita dei centri proto-urbani nel Nord Europa. Fino a oggi si riteneva che aggregazioni così vaste e strutturate fossero un fenomeno più tardo. La presenza di 600 abitazioni concentrate e difese indica una complessità sociale, una gerarchia e una capacità organizzativa che solitamente associamo a periodi successivi o a civiltà mediterranee. Dimostra che le società dell’Età del Bronzo irlandese erano molto più avanzate politicamente ed economicamente di quanto ipotizzato.

A cosa serviva la grande cisterna ritrovata?

La presenza di una cisterna idrica, potenzialmente la prima del suo genere in Irlanda, suggerisce una gestione pianificata delle risorse essenziali. In un insediamento con centinaia di abitanti, l’approvvigionamento idrico non poteva essere lasciato al caso. Questa infrastruttura indica che esisteva un’autorità centrale capace di mobilitare forza lavoro per costruire opere di pubblica utilità. Garantire l’acqua significava garantire la sopravvivenza e la stabilità della comunità, un principio base di ogni amministrazione urbana complessa, allora come oggi.

Come hanno fatto gli archeologi a trovare le case senza scavare tutto?

Gli archeologi hanno utilizzato tecnologie di telerilevamento aereo, come il LiDAR, che permette di “vedere” attraverso la vegetazione e rilevare minime variazioni nel terreno.1 Queste scansioni hanno rivelato 600 “anomalie” micro-topografiche compatibili con le piattaforme delle case preistoriche. Successivamente, hanno scavato solo quattro piccole trincee mirate per confermare fisicamente ciò che i dati aerei suggerivano. È un approccio moderno che massimizza i risultati riducendo l’impatto invasivo sullo scavo, permettendo di mappare un’intera città senza doverla dissotterrare completamente.

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