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L’improvvido Gualtieri sta già spendendo i soldi dei prestiti del Recovery Fund. Il tutto in spese correnti

Gualtieri sta già impegnando in spese correnti i prestiti (attenzione, prestiti, non fondo perduto) del futuro, ed ipotetico, Recovery Fund, il tutto in barba alla logica economia ed alla prudenza?

Ricordiamo che il Recovery Fund, il teorico fondo da 750 miliardi di cui 360 a fondo perduto, pagato da tasse europee, e 390 in prestiti, inizierà a giungere dalla fine del 2021, se verrà approvato dai parlamenti nazionali, fatto non proprio certo vista la maretta sullo “Stato di diritto” che vedremo a parte. Spagna, Portogallo e Francia hanno già affermato che non intendono utilizzarli. Allora che combina Gualtieri?

Gustavo Piga, ripreso da altri, mette in evidenza che, probabilmente, li sta impegnando già. Leggiamo:

«Nella Nadef emerge che i prestiti del Recovery Fund, non quelli a fondo perduto ma gli altri a tassi molto bassi, non saranno utilizzati per quello che ci aspetteremmo, e che servirebbe al paese, cioè gli investimenti», sostiene Piga. «Serviranno invece a finanziare le spese già previste che, in assenza degli aiuti europei, sarebbero state coperte da debito pubblico interno. C’è un effetto di sostituzione, come si dice in modo tecnico, cioè i soldi europei vengono utilizzati al posto di quelli del bilancio italiano; ma così l’effetto per l’economia è pari a zero. Tranne il piccolo risparmio per i minori interessi«.

Quindi Gualtieri sta mettendo a bilancio i soldi che:

  • non è assolutamente sicuro che ci sia il recovery fund;
  • un prestito non rinnovabile viene utilizzato non in investimenti, ma in spese correnti.

Complimenti all'”Austero” Gualtieri che si comporta , più o meno, con un’ottica alla Maduro in cui si utilizza un debito praticamente in valuta per le spese correnti. A questo punto meglio che non ci sia proprio il recovery, almeno emettiamo dei ani btp.


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