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L’immigrazione in Italia confrontata con Germania, Francia e Inghilterra

Sono tanti o pochi gli immigrati in Italia? I sondaggi riportano da tempo una forte opposizione “democratica” all’immigrazione negli Stati europei: sono d’accordo con l’affermazione “dobbiamo ulteriormente controllare e restringere l’immigrazione” l’83% degli italiani, l’80% degli spagnoli, il 78% degli inglesi, il 65% dei tedeschi e il 64% dei francesi. Secondo la percezione degli abitanti, quindi, gli immigrati sono troppi.

In questo articolo cerchiamo di esporre i dati rilevanti perche’ tutti possano comprendere e valutare l’impatto puramente numerico-quantitativo dell’immigrazione, confrontando anche l’Italia con Germania, Francia e Inghilterra. I giornali riportano di tanto in tanto i numeri stimati degli immigrati, le cifre citate sono in genere quelle dei rapporti Caritas/CNEL e parlano di 3-400 mila immigrati che entrano in Italia ogni anno, negli ultimi anni. L’Eurostat colleziona per tutti gli Stati delle statistiche che danno una stima abbastanza accurata dell’immigrazione netta (cioe’ degli immigrati entrati meno gli emigrati usciti) usando i dati ben noti sulla natalita’ e censimenti o altre forme di rilevazione della popolazione residente. Queste stime di immigrazione netta includono con buona approssimazione (forse in qualche caso con alcuni ritardi), anche gli immigrati illegali. Altri dati sempre Eurostat sono usati nel seguito per la popolazione, per i nuovi nati e altre quantita’ misurabili con buona precisione e attendibilita’.

Secondo me il numero piu’ appropriato da confrontare col numero di immigrati all’anno e’ il numero dei nuovi nati. In Italia negli anni recenti nascono ogni anno circa 550mila bambini (e muoiono approssimativamente un numero paragonabile di persone). Se ogni anno entrano 300-400mila immigrati significa che i nuovi italiani sono ogni anno al ~61% figli di residenti (che includono piu’ o meno un 10% di immigrati degli anni precedenti) e al ~39% circa sono immigrati.  A mio parere si tratta di numeri estremamente elevati che non possono consentire un’integrazione ragionevole, anche se lo Stato italiano funzionasse molto meglio rispetto ai livelli poco decenti cui gli italiani sono abituati.

Un secondo punto da tenere presente e’ che gli immigrati si concentrano nel centro-nord e solo pochi vanno nel Sud. Quantitativamente, circa l’88% degli immigrati va nel centro-nord Italia, che corrisponde al 64% della popolazione italiana, e il 12% na a Sud (36% della popolazione).  A causa di queste significative differenze nei grafici che seguono riportero’ anche i dati ristretti al solo centro-nord Italia.

Il grafico che segue riporta per i 4 Paesi elencati il numero di immigrati netti ogni 1000 abitanti, per fare un confronto omogeneo in presenza di popolazioni residenti diverse.

eumigr-net-migration-rate

I dati arrivano solo al 2009, sono disponibili alcuni degli anni seguenti ma per motivi di tempo non ho potuto aggiornarli. Negli ultimi anni, in particolare apparentemente a partire dalla gigantesca sanatoria cosiddetta delle colf e delle badanti approvata durante il governo Berlusconi del 2001-2006, il numero di immigrati in Italia in rapporto alla popolazione residente e’ nettamente superiore agli altri Paesi considerati, per quanto ne so e’ in effetti ai vertici mondiali, superato solo dalla Spagna. Questo e’ un dato quantitativo che non viene per quanto so mai riportato nel circo politico-mediatico italiano. Si tratta per quanto capisco di ignoranza generalizzata di giornalisti e politici italiani, piu’ che di un complotto.

E’ interessante ora mettere in evidenza un altro dato poco conosciuto, anche se episodicamente riportato dai mezzi di informazione italiani, la natalita’. Il grafico che segue riporta la percentuale di nuovi nati in un anno rispetto alla popolazione residente.

eumigr-births

La natalita’ e’ significativamente differente tra gli Stati considerati, ci sono circa 2 figli per donna in Francia, da 2 a 1.5 in Inghilterra, e circa 1.2 in Italia e Germania. Il grafico fa vedere l’evoluzione della natalita’ fino al 2009. Ne segue che negli Stati a bassa natalita’ come l’Italia l’impatto percentuale degli immigrati rispetto ai nuovi nati e’ superiore anche a parita’ di numero di immigrati netti all’anno.

Il grafico che segue mostra il rapporto tra immigrati e nuovi nati in un anno.

eumigr-immigrants-over-births

Come si vede, tra i Paesi considerati, l’Italia risulta negli ultimi anni il paese che dal 1990 in poi (ma probabilmente anche in precedenza) ha il rapporto piu’ alto di tutti i tempi tra nuovi immigrati e nuovi nati. Restringendosi al solo centro-nord risulta che in alcuni anni sono entrati fino a 160 immigrati ogni 100 nuovi nati, e in generale il rapporto e’ vicino a 1:1 dal 2003 in poi. Sono dei numeri allarmanti per le prospettive di integrazione degli stranieri, che pero’ i nostri giornalisti e i nostri politici apparentemente non conoscono, non discutono, non capiscono.

Siccome Stati diversi hanno legislazioni diverse per la concessione della cittadinanza, ha poco senso confrontare le percentuali di stranieri residenti. Ha invece senso, perche’ la definizione e’ univoca per Stati diversi, confrontare il totale di residenti  che sono nati all’estero. Questo confronto viene fatto nel grafico che segue.

eumigr-foreign-population

Come si vede, la Germania ha la maggiore percentuale di residenti nati all’estero, cio’ risale al grande numero di profughi entrati nel periodo di guerra in Jugoslavia e si e’ in seguito stabilizzato perche’ l’immigraziuone e’ stata efficacemente limitata. Dopo la Germania, il centro-nord Italia ha superato come percentuale di nati all’estero sia Francia che Inghilterra e sta velocemente raggiungendo la Germania. Oggi nel 2013 l’ha probabilmente superata.

L’ultimo grafico e’ consistente con i dati appena presentanti e mostra l’andamento della popolazione residente nei diversi Stati considerati, per la precisione viene presentato il rapporto tra la popolazione e la popolazione del 1995.

eumigr-inhab-vs1995

Questo grafico mostra bene la radicale differenza tra Italia e Germania (che hanno la stessa natalita’) riguardo l’immigrazione. La Germania consente dopo le guerre Jugoslave un numero molto ridotto di immigrati netti, mentre livelli eccezionali e ai vertici mondiali di immigrazione in Italia fanno crescere la popolazione residente piu’ o meno come Stati a molto piu’ elevata natalita’ come Francia e Inghilterra.

Alcuni dati recenti sull’immigrazione in Italia sono stati pubblicati recentemente su scenarieconomici:  Italia paese di folli, nel 2012 arrivano 255.000 immigrati e gli immigrati disoccupati arrivano a 385-000. Una versione precedente ma piu’ estesa di questo articolo e’ stata pubblicata su noisefromamerica.org: Super-immigrazione italiana: per necessita’ economica o per disfunzione dello Stato?.

2 Comments

  • […] I dati sono aggiornati ad ottobre 2013 e sono presi dalle tabelle Eurostat, che sono compilate con un’attenzione particolare per essere confrontabili tra Stati europei diversi. Dati aggiornati a febbraio 2010 sono stati pubblicati su noisefromamerika.org, nell’articolo Super-immigrazione italiana: per necessità economica o per disfunzione dello Stato? e su scenarieconomici.it nell’articolo L’immigrazione in Italia confrontata con Germania, Francia e Inghilterra. […]

  • […] I dati sono aggiornati ad ottobre 2013 e sono presi dalle tabelle Eurostat, che sono compilate con un’attenzione particolare per essere confrontabili tra Stati europei diversi. Dati aggiornati a febbraio 2010 sono stati pubblicati su noisefromamerika.org, nell’articolo Super-immigrazione italiana: per necessità economica o per disfunzione dello Stato? e su scenarieconomici.itnell’articolo L’immigrazione in Italia confrontata con Germania, Francia e Inghilterra. […]

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