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L’Identità “Wallet” che vuole la Von Der Leyen. Un possibile incubo

 

 

La Commissione europea giovedì ha svelato i piani per introdurre un ID digitale a livello di UE.

Se approvato, il piano consentirebbe alle persone di utilizzare un’app per dimostrare la propria identità online, sia per verificare la propria età sia per controllare il possesso della patente di guida.

L’UE prevede di iniziare a testare l’app, che viene chiamata Wallet,  “portafoglio”, nell’ottobre 2022, quando spera che avrà la base di un accordo tra i paesi membri.

La Commissione afferma di aver bisogno di un nuovo sistema di identificazione perché vuole che i residenti dell’UE mantengano il controllo dei propri dati, piuttosto che condividerli con giganti della tecnologia come Google e Facebook. Attualmente le verifiche delle identità online vengono fatte attraverso questi strumenti, come ad esempio la verifica tramite profilo Google o tramite quello Facebook. In questi modo delle società private sono diventate “Enti certificatori”, con un immenso potere dal punto di vista della gestione dei dati.

“Ogni volta che un’app o un sito Web ci chiede di creare una nuova identità digitale o di accedere facilmente tramite una grande piattaforma, non abbiamo idea di cosa accada in realtà ai nostri dati”, ha affermato il presidente della Commissione Ursula von der Leyen in un discorso dello scorso settembre . Invece di utilizzare il tuo profilo Facebook per accedere ad altre app, ad esempio, la Commissione propone “un’identità elettronica europea sicura… Una tecnologia in cui possiamo controllare noi stessi quali dati e come vengono utilizzati i dati”.

La Commissione spera inoltre che gli ID digitali aiutino a combattere le frodi online, incoraggino le persone a sentirsi più sicure quando utilizzano i servizi online e a dare impulso all’economia. Uno studio del McKinsey Global Institute afferma che i paesi con uno schema di identificazione digitale saranno in grado di aumentare il loro prodotto interno lordo dal 3 al 13% entro il 2030.

Alcuni paesi dell’UE hanno già implementato le proprie identità digitali nazionali, ma hanno un record misto. Secondo la Commissione, 19 sistemi di identificazione elettronica sono utilizzati da 14 paesi dell’UE, ma “la diffusione è bassa, il loro utilizzo è ingombrante e i casi aziendali sono limitati”.

L’obiettivo è che il tuo telefono ospiti essenzialmente la tua carta d’identità nazionale, che collegheresti all’app di identificazione per essere identificato ogni volta che ce ne fosse bisogno. La Von Der Leyen afferma che non è un discorso “Federalista” cioè legato alla “Cittadinanza europea”, ma solo un modo per non lasciare i dati in mano alle multinazionali statunitensi…

Sarà veramente così, possiamo fidarci? No, non si deve prendere il progetto a scatola chiusa, anzi deve essere smontato pezzo per pezzo. 

L’incubo è quello di arrivare al “Social Scoring” Cinese, cioè il “Punteggio sociale”: cioè che si venga valutati per quello che si legge o si pubblica su internet. Immaginate un mondo in cui ogni vostro commento o post venisse perfettamente identificato, legato alla vostra persone, giudicato o censurato, fino a togliervi la possibilità di accedere ad internet. Che l’identità si collegata perfettamente ad ogni bene, finanziario o fisico, in suo possesso. Il progetto condurrebbe al controllo totale della persona, delle sue scelte, potendo con un click cancellarlo economicamente e digitalmente. Senza poi pensare agli aspetti pratici: se durante un viaggio il telefonino vi cade, per esempio, da una barca, che cosa fate? Siete letteralmente morti. Se vi viene rubato ancora peggio.

Ecco perché l’identità digitale, il “Wallet” è un enorme pericolo. La sua funzione, il suo utilizzo, presentano un enorme rischio per le libertà personale.  Un progetto da fermare o da rendere utilizzabile in un numero estremamente limitato di casi, che non sia vincolante e lascia la possibilità di utilizzare anche gli strumenti tradizionali di identificazione. Un attacco potenziale alla libertà personale che, come sempre, viene fatto da Bruxelles con superficialità e sottotono.

 


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