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Libia, maxi-accordo da 20 miliardi con Total e ConocoPhillips. ENI si ritrova circondata a casa propria
La Libia firma un accordo petrolifero da 20 miliardi con TotalEnergies e ConocoPhillips. Mentre USA e Francia si prendono l’energia di Tripoli, l’ENI affronta una concorrenza spietata figlia della crisi del 2011.

La Libia si appresta a compiere un passo decisivo per il proprio rilancio energetico. Il primo ministro Abdulhamid al-Dbeibah ha annunciato la firma di un colossale accordo di sviluppo petrolifero della durata di 25 anni con la francese TotalEnergies e la statunitense ConocoPhillips. L’operazione, finanziata interamente da investimenti esteri per oltre 20 miliardi di dollari, ha un obiettivo chiaro e ambizioso: aumentare la capacità produttiva del Paese di ben 850.000 barili al giorno. Si tatta di superare i 2 milioni di barili, riportanto la Libia a un livello rilevante a livello mondiale.
L’intesa, che verrà siglata attraverso la Waha Oil Company (controllata dalla compagnia di stato libica National Oil Corporation), non è soltanto un’operazione industriale, ma un vero e proprio rimescolamento delle carte geopolitiche nel Mediterraneo. Secondo le stime governative, l’accordo dovrebbe generare ricavi netti per oltre 376 miliardi di dollari.
I punti chiave della nuova strategia libica
Il governo di Tripoli non si ferma qui e punta a diversificare e consolidare i propri partner internazionali. Oltre al mega-contratto principale, sono previsti ulteriori sviluppi:
Memorandum d’intesa con Chevron: il colosso petrolifero statunitense si prepara a entrare attivamente nell’esplorazione del territorio libico.
Accordo di cooperazione con l’Egitto: il ministero del petrolio del Cairo stringerà una partnership strategica con Tripoli, segnando un disgelo fondamentale per la stabilità regionale.
Investimenti stranieri massicci: i 20 miliardi previsti confermano che i grandi attori globali scommettono sulla stabilizzazione del Paese.
| Partner Coinvolto | Natura dell’Accordo | Impatto/Valore Stimato |
| TotalEnergies / ConocoPhillips | Contratto di sviluppo (25 anni) | 20 mld $ di investimenti, +850k b/g |
| Chevron | Memorandum d’intesa | Futuro sviluppo esplorativo |
| Egitto (Ministero del Petrolio) | Cooperazione bilaterale | Stabilizzazione e logistica regionale |
L’amara ironia della storia: il peso del 2011
Dbeibah ha sottolineato come questi accordi riflettano “il rafforzamento delle relazioni della Libia con i suoi partner internazionali più grandi e influenti nel settore energetico globale”. È una frase che, letta da Roma, suona come un campanello d’allarme.
La Libia resta uno dei maggiori produttori di petrolio dell’Africa, ma la sua produzione è stata ripetutamente interrotta nel caotico decennio seguito al 2011, quando la rivolta appoggiata dalla NATO rovesciò Muammar Gheddafi, spaccando il paese tra autorità rivali a est e ovest.
Oggi, in questo nuovo scenario, l’ENI si trova con una concorrenza sempre più agguerrita proprio sulla porta di casa. Un tempo non era così, la compagnia del “Cane a sei zampe” godeva di una posizione di quasi monopolio preferenziale, ma il 2011 ha cambiato tutto. L’intervento occidentale, spinto proprio dalla Francia che oggi incassa i dividendi con TotalEnergies, ha destabilizzato un partner storico dell’Italia, e i risultati economici e strategici di quella scelta sono oggi sotto gli occhi di tutti.







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