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L’ex ministro della Giustizia cinese condannato a morte, alla vigilia del congresso del Partito Comunista

Lettura della sentenza per Fu Zhenghua

 

L’ex ministro della Giustizia cinese Fu Zhenghua è stato condannato a morte con sospensione della pena da un tribunale il 22 settembre, e alcuni giorni fa anche diversi membri della cosiddetta “banda di Sun Lijun” sono stati condannati al carcere. Il congresso del 20° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese sta per tenersi e la sentenza di alto profilo di Pechino su Fu Zhenghua ha fatto un certo scalpore internamente ed esternamente. 

Il ministro è considerato parte della cosiddetta “gang di Sun Lijun” un altro importante funzionario di stato, ex vice ministro della Polizia, accusato di corruzione, concussione e di aver manipolato fraudolentemente il mercato azionario, il tutto in concorso con un gruppo di altissimi funzionari di stato. Fu Zhenghua è stato condannato a morte per aver accettato tangenti. La condanna prevede anche  sospeso la privazione dei diritti politici a vita e la confisca di tutti i beni personali. Non è prevista l’applicazione di nessuna condizionale. Inoltre, il tribunale ha condannato anche Fu Zhenghua a 14 anni di carcere per il suo reato di violazione della legge per interesse personale, mentre la condanna a morte è stata sospesa temporaneamente.

La pesante sentenza di Fu Zhenghua ha coinciso con un delicato periodo politico poco prima del 20° Congresso Nazionale del Partito Comunista.  Xia Ming, professore di scienze politiche al Graduate Center della City University di New York e dello Staten Island College, ha affermato in un’intervista a RFA  che questa sentenza, emessa proprio ora, è un segnale delle lotte politiche all’interno del Partito:  “Xi Jinping, che vuole rompere la routine politica della rielezione definita negli ultimi 40 anni, sta affrontando ancora una certa resistenza all’interno del partito”. In un momento di ricambio anche generazione nella dirigenza Xi Jinping vuole affermare il proprio controllo totale sul partito e sulle teste che ne fanno parte, e quale modo migliore che far duramente cadere qualche testa corrotta? Xi Jinping mostra chi ha il coltello dalla parte del manico e si prepara ad utilizzare anche il bastone, non solo la carota, per mantenere il più stretto controllo della maggioranza nel congresso del PCC.

 


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