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L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA CREDITIZIO ED IL DIFFICILE ADATTAMENTO DELLA BANCA TRADIZIONALE

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Oggi scriveremo un articolo cercando di dare un’ottica un po’ più strategica alle possibili evoluzioni del sistema creditizio, al loro futuro, alle fonti di profittabilità che gli istituti di credito potrebbero invenire in futuro, il tutto considerando l’evoluzione tecnologica .

Si parla ormai sempre più spesso di “Uberizzazione” dei servizi, intendendo con questo una riorganizzazione nel sistema dei servizi che viene da un lato a tagliare le posizioni intermediarie, mettendo in contatto diretto il fruitore ed il fornitore del servizio, e dall’altro riorganizza e centralizza la distribuzione del servizio stesso.

Per esemplificare: prima di Uber chi avesse bisogno di un servizio di trasporto poteva usufruire solo di un taxi e doveva passare per le compagnie o le  cooperative che li coordinavano. queste a loro volta si pubblicizzavano tramite intermediari vari (portieri e conciérge di albergo , etc ) . Il cliente doveva o conoscere i numeri dei taxi delle varie città oppure affidarsi ad una catena di intermediazione. Oppure pensiamo alla ricerca di un bene usato prima di Ebay: significava consultare numerosi giornali di inserzioni che spesso non uscivano dalla cerchia cittadina. Con l’introduzione di Uber si è fornito un servizio centralizzato, comune a più città , che è in grado di mettere in contatto fornitori del servizio di trasporto e clienti dello stesso in modo diretto , rapido ed efficiente , con l’obiettivo della riduzione del costo per l’utente finale. Allo stesso modo Ebay ha implementato un sistema completamente innovativo che da un lato ha permesso il superamento della barriera spaziale nel contatto fra acquirente e venditore, dall’altro ha permesso la massimizzazione del ricavo per il venditore, o del risparmio per il compratore.

Si giunge al paradosso per cui la creazione del servizio non necessita in alcun modo il possesso dei beni necessari alla produzione dei servizi stessi,ma si basa sull’utilizzo dei fattori di produzione messi a disposizione da terzi. Infatti:

Il più grande affittacamere del mondo AirBnB …. non possiede una camera;

La più grande compagnia di taxi, Uber…….. non possiede un taxi.

Il più grande luogo di vendita al dettaglio, Alibaba…. non ha inventario fisico.

Il più grande proprietario di media content, Facebook… non produce media. 

 

Giungeremo quindi al paradosso di una banca che opererà senza bisogno nè di mezzi propri rilevanti nè di affidamenti diretti da terzi ? La banca tradizionale si affida pesantemente a processi di intermediazione, alcuni dei quali realmente semplici e banali, altri estremamente complessi. Alcuni di questi processi possono essere disintermediati dalle .com, altri possono essere svolti in modo più efficiente.

Fra i processi che possono essere disintermediati vi è proprio il processo di “Intermediazione finanziaria” in senso stretto: esistono già numerosi siti peer to peer  che si occupano di mettere in contatto chi ha risorse finanziarie con chi invece ne necessità. Parliamo di siti come Tweeno, Lendingclub, Prosper, Zopa, alcuni dei quali ormai si avviano ad avere  dieci anni di vita e che oltre i fondi derivanti dai singoli prestatori stanno attraendo sempre di più denari provenienti di investitori istituzionali , come sottolinea la rivista Forbes qui.

Altri servizi sono in corso di disintermediazione o di riorganizzazione su una base completamente diversa, come la consulenza finanziaria. Wealthfront, Betterment e Personal Capital , ad esempio , sono siti che permettono di fornire la “Consulenza finanziaria robotizzata”, cioè forniscono consigli basandosi su algoritmi che analizzano le preferenze dei clienti e forniscono interpretazioni adeguate alle loro necessità finanziarie. Anche gli strumenti di pagamento sono ormai in via di completa rivoluzione : Apple Pay, Square, paypal soppianteranno molti dei servizi tradizionali con strumenti meno costosi, anche se il contante non scomparirà per le proprie caratteristiche intrinseche.

Quindi si prospetta una evoluzione che dovrà vedere le banche :

  • più orientate verso la clientela;
  • più strutturate come piattaforma digitale di servizi;
  • più positivamente orientate al cambiamento.

Le strutture bancarie saranno ovviamente colpite:

  • le filiali, che finora sono state il cuore della banca, perderanno importanza e dovranno riorganizzarsi in unità di diversa dimensione;
  • le intermediazioni di basso valore dovranno scomparire dalle banche . Fine dei passacarte, o meglio dei passacarte a costo 0;
  • i prodotti complessi o dubbi, che “Devono” essere venduti, dovranno essere completamente ripensati. In una situazione che segue questa evoluzione è impensabile “Dover vendere” obbligazioni subordinate. 

Le banche tradizionali, soprattutto quelle italiane, hanno una plus notevole, se comprendono l’evoluzione del sistema mondiale. Le nostre banche sono in grado di gestire le complesse normative legali che sono dietro i servizi bancari e finanziari. Mentre una normale start – up nel nostro paese impiegherebbe mesi per comprendere l’humus legale sul quale far crescere i propri prodotti, una banca già strutturata avrebbe le risorse tecniche ed umane per accellerare questo processo. Si tratta solo di avere il coraggio di fare i primi passi in questa direzione, passi dolorosi, ma comunque inevitabili, perchè l’alternativa è vedere i propri margini ridursi sempre più sino a scomparire….

 

 

 

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