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Lettera al Corriere: siamo arrivati a questo punto?

 

 

Scoprire che Il Corriere trova il tempo di occuparsi di noi, meri opinionisti economici e di costume, potrebbe onorarci, se il giornale stesso avesse preso cinque minuti, magari per interpellarci. Invece ci troviamo citati in un articolo che, per parlare il linguaggio comune, potremmo definire pieno cavolate, e questo potrebbe irritarci, se la superficialità dell’articolo non fosse tale da farci, sinceramente, ridere.

Non siamo un giornale, forniamo le opinioni degli autori che si basano su dati e fatti. Questo è il nostro vero marchio di fabbrica: non abbiamo bisogno di inventarci il fatto, se mai ne diamo delel letture particolari e spesso opposte a quello  che affermano i media mainstream come il Corriere. Da questo punto di vista sia la sua antitesi: diciamo quello che riteniamo giusto, in piena assoluta libertà. C’è un supporto tecnico, ma non una redazione, apposta perchè non siamo un giornale, non c’è un tizio che censura. Chi vuole scrivere su di noi ci può contattare alla NON misteriosa casella dei contatti in alto a destra ed esiste una procedura con cui viene selezionato, basata sulla qualità dei dati e della scrittura. Siamo ben fieri di aver preso posizioni corrette su temi importanti, come le Banche risolte o le Banche venete, dove siamo stati FIN DAL PRIMO MINUTO al fianco degli azionisti/obbligazionisti truffati, quando i giornali mainstream appoggiavano il Bail Out, il Fondo Atlante o altre soluzioni esproprianti e raffazzonate. Sulla crisi greca, dati alla mano, abbiamo indicato FIN DA SUBITO  le soluzioni possibile e le conseguenze che sarebbero derivate dal’ignorarle, voci urlanti  nel deserto, quando poi voi vi siete accorti del disastro sociale ed umano dopo anni. Sull’euro non siamo visceralmente antieuro, ma realisti e  consci che non c’è la volontà di trovare una soluzione vera e fattibile, che pure esiste, in questo in accordo con molti economisti tedeschi. Le affermazioni dei nostri autori sono sempre accompagnate da copiosi ed incontrovertibili dati, non sono solo parole al vento spese per qualche potere superiore.

I contenuti dell’articolo sfondano l’ormai bucherellato muro del ridicolo: il “Congresso delle Famiglie” sarebbe filorusso perchè ha invitato Aleksey Komov a Verona, salvo evitare di  notare che era uno in una miriade di partecipanti, molti dei quali stranieri, in soprannumero dei quali anglosassoni, ma anche con partecipanti ugandesi, tedeschi o del Malawi. Per scoprirlo bastava fare un’operazione ormai impossibile per un giornalista: informarsi. Come bastava leggere gli articoli con i famosi video pubblicati su Rutube.ru per rendersi conto che questi contenuti fanno capo ad un videomaker, Inriverente, che pubblica interviste e stralci di programmi anche su Youtube e che noi seguiamo per l’interesse dei suoi estratti, come seguiamo Italia News o Byoblu , che invece pubblica esclusivamente su Youtube. Se pubblicano su youtube siamo allora tutti filoamericani? Come basterebbe vedere dove è collocato il nostro ottimo servizio tecnico per scoprire come mai il server sia a San Marino. Tra l’altro la Repubblica è filorussa?

Sappiamo di dare fastidio, perchè abbiamo una pessima, orribile abitudine: diciamo veramente quello che pensiamo, e spesso ci azzecchiamo, cosa che il Corriere non fa ormai da un po’ di tempo. Ci dispiace per loro, ma noi continueremo a farlo, almeno finchè voi ci leggerete, o noi ci divertiremo a scrivere.


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