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L’era degli sciami di droni: il nuovo volto della guerra e il grande rischio del futuro

L’ex direttore della CIA David Petraeus avverte: gli sciami di droni autonomi renderanno obsolete le difese attuali. Un rischio letale per le infrastrutture e un’occasione colossale per l’industria della difesa.

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Il generale David Petraeus ha un curriculum che parla da solo: artefice della strategia del “surge” in Iraq, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) e, infine, direttore della CIA. È un uomo che ha visto evolvere la guerra sul campo dalle insurrezioni urbane in Medio Oriente fino alle tensioni geostrategiche odierne che guardano alla Cina. Quando parla di scenari militari, le sue parole anticipano spesso i futuri movimenti dei bilanci statali.

Parlando alla recente UBS Asian Investment Conference, Petraeus ha delineato il futuro prossimo dei conflitti, mettendo in luce un panorama che modificherà radicalmente le dinamiche di potere globale: i sistemi senza pilota e, in particolare, gli sciami di droni autonomi.

L’asimmetria dei costi: il tallone d’Achille occidentale

Il punto di partenza dell’analisi dell’ex direttore della CIA è squisitamente economico. Le attuali difese occidentali sono pensate per una guerra che, di fatto, sta scomparendo. L’uso massiccio di droni economici da parte dell’Iran ha messo a nudo la fragilità dei sistemi antiaerei tradizionali. Quello che si è studiato per decenni sta diventando sempre più inutile. I missili avanzati sono soppiantati da droni semplici e poco costosi.

La sproporzione economica sul campo di battaglia è diventata insostenibile per i bilanci della difesa:

Sistema d’armaCosto unitario stimato
Drone d’attacco (es. Shahed iraniano)$20.000 – $50.000
Missile intercettore tradizionaleOltre $1.000.000

Come ha sottolineato Petraeus, la difesa contro queste minacce “non sarà mai perfetta, ma può essere molto migliore di quella che abbiamo visto”. L’Occidente si trova nella scomoda posizione di dover usare munizioni da milioni di dollari per abbattere droni che costano quanto un’utilitaria e che volano come piccoli missili da crociera a bassa quota.

David Patraeus

L’avvento degli sciami autonomi

Il vero salto tecnologico, tuttavia, non è il singolo drone radiocomandato, , ma l’algoritmo. Petraeus avverte che entro un anno circa assisteremo al passaggio verso sistemi d’arma completamente autonomi.

“L’autonomia sarà lo sviluppo assolutamente mozzafiato del futuro”, ha dichiarato il generale. Non ci saranno più piloti remoti in stanze sicure, , ma macchine capaci di navigare, identificare bersagli e coordinarsi in modo indipendente, soprattutto quando le comunicazioni tradizionali verranno interrotte dai disturbi elettronici avversari.

Il momento di rottura definitivo arriverà con gli “sciami”. Sensori autonomi raccoglieranno dati, li invieranno a centri di comando gestiti da intelligenze artificiali, che a loro volta dirigeranno “sistemi autonomi di sistemi autonomi” contro il bersaglio. “Ora ti arrivano addosso sciami”, ha avvertito Petraeus, “e noi davvero non abbiamo una difesa per gli sciami”.

L’Ucraina, che Petraeus ha visitato di recente, ha dimostrato capacità straordinarie nell’adattarsi, usando pick-up commerciali armati di mitragliatrici e computer di puntamento per intercettare i droni, , ma queste soluzioni artigianali non basteranno contro gli attacchi coordinati del futuro.

Il volano della spesa pubblica

Tutto questo si traduce in una colossale necessità di riforma della ricerca militare e degli investimenti.  Lo sviluppo di nuove armi a energia diretta (laser), sistemi di disturbo elettronico avanzato e “droni intercettori di droni” richiederà investimenti statali imponenti. Soprattutto necessità di ripensare profondamente il sistema industriale che è alle sue spalle, che dovrà ripensare profondamente le proprie necessità e produzioni.

L’intero settore industriale della difesa è destinato a subire uno shock di domanda strutturale. Come ha chiosato Petraeus, “Le implicazioni per gli investimenti sono assolutamente enormi”. Lo Stato tornerà a essere il grande committente, iniettando liquidità nel sistema industriale per colmare un divario tecnologico diventato improvvisamente pericoloso.

Petraeus ha ricordato come anche un numero modesto di droni sia bastato per bloccare temporaneamente la produzione. E qui si apre lo scenario più preoccupante, che ci porta a una seria riflessione sulle nostre latitudini: Oltre al caso GNL del Qatar, quali sarebbero i costi economici di uno sciame autonomo ostile lanciato contro poli chimici, terminali portuali vitali o centrali elettriche in Europa? Pensiamo un secondo.

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