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L’ennesima interferenza dell’UE nel processo democratico del nostro Paese. Ecco la risposta di BECCHI e PALMA

L’ennesima interferenza dell’UE nel processo democratico del nostro Paese. Ecco la risposta di Paolo BECCHI e di Giuseppe PALMA
Siamo sempre alle solite.

L’Unione europea entra a gamba tesa nella fase più delicata della formazione del governo italiano e ne detta le linee guida. Burocrati non eletti, sganciati da qualsiasi collegamento coi popoli e col principio democratico, hanno nuovamente espresso gli ennesimi diktat ai quali pretendono che l’Italia si adegui. Questa volta c’è stata addirittura una doppietta.

Da un lato il commissario europeo alla migrazione Dimitris Avramopoulos – forse “preoccupato” dalla schiettezza di Salvini nelle dichiarazioni di ieri dal Quirinale – che ha sentenziato “non ci siano cambiamenti sulla linea della politica migratoria”, mentre dall’altro il vicepresidente Ue Katainen che ha ci ha ammoniti sul rispetto rigoroso del patto di stabilità: “l’approccio alla stabilità finanziaria deve essere quello di rimanere nel corso attuale”.

Tradotto in volgare ci sta dicendo che, perché l’euro continui a vivere, l’eurozona ha bisogno che l’Italia continui ad accogliere migranti economici, cioè funzionali ad abbassare i salari, e tenga i conti in ordine per non sbizzarrire i mercati ed evitare quindi l’impennata dei tassi di interesse sui Titoli di Stato. L’Ue è tiranna e lo sapevamo, ma ora si permette pure di impartire raccomandazioni durante la formazione di un governo a seguito di libere e democratiche elezioni.

L’Italia soffre più di altri Paesi le folli e stringenti regole di bilancio imposte dall’Ue, oltre ad essere il Paese più colpito dal fenomeno migratorio, ma a Bruxelles interessa soltanto la tutela del capitale internazionale, fottendosene altamente dei diritti fondamentali e dell’interesse nazionale. Per i burocrati dell’Unione la nostra Costituzione – e i principi in essa sanciti – sono solo carta straccia. Ecco perché, come un’onda inarrestabile, sta avanzando un sano sovranismo, un patriottismo costituzionale che ormai ha acceso i cuori della maggioranza degli italiani. Bene ha fatto Salvini a rispondere duramente alle interferenze di Avramopoulos e di Katainen, e altrettanto bene ha fatto Di Maio nell’etichettarli come “eurocrati”.

Se continuiamo di questo passo la sovranità popolare e il principio democratico scompariranno per mano della tirannica sovrastruttura europea. La lotta per la Libertà non può e non deve incontrare freni, né impedimenti. Occorre sconfiggere il mostro prima che sia lui a divorare noi.

di Paolo BECCHI e Giuseppe PALMA


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