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L’economista Thomas Mayer sulla FAZ: non c’è futuro per la Grecia nell’Euro

 

A parte il solito CesIFO, che persegue in un’assurda politica ordoliberista che sembra ormai fuoritempo in un giorno in cui perfino Bloomberg discute del MMT con Krugman, anche il noto economista Thomas Mayer dell’Università di Witten-Herdecke, sulla FAZ è intervenuto sul tema dell’euro e della crisi greca. Dopo aver ripercorso le fasi principali di quanto accaduto al Paese mediterraneo l’economista conclude in questo modo:

 

“Pochi paesi sono riusciti a sfuggire alla riduzione del debito e alla riduzione dei costi con effetti deflazionistici senza la svalutazione della valuta. La Lettonia è un esempio di questo. La Grecia, tuttavia, manca della flessibilità economica che sarebbe necessaria per fare a meno della svalutazione. Tuttavia, chi aveva responsabilità politiche non ha permesso loro di sfuggire alla camicia di forza monetaria dell’unione monetaria, né ha accettato un haircut del debito  radicale. Invece, hanno spinto per “riforme strutturali” che avrebbero permesso al paese di crescere dal proprio debito. Dopo quasi un decennio, tuttavia, è chiaro che hanno sovrastimato la capacità del popolo greco di reinventarsi.

Rispetto alla Germania, le società in generale e gli investitori in Grecia godono di una minore libertà, i diritti di proprietà sono più deboli e l’efficacia dei tribunali è inferiore. La Grecia dovrebbe essere particolarmente attraente come sede di attività commerciali per poter uscire dalla sua trappola del debito e dei costi. La conclusione è inevitabile quanto triste: finché la Grecia rimane intrappolata nell’UEM, il suo futuro economico sembra oscuro“.

Il problema del debito non è quindi, per Mayer, risolvibile senza un’adeguata svalutazione e quindi una politica monetaria di supporto. La svalutazione da un lato rende il sistema paese più competitivo a livello internazionale, conduce ad un aumento del prodotto interno lordo, rendendo il debito più tollerabile. Inoltre la svalutazione riduce il debito rispetto all’economia reale, che quindi è in grado di affrontarne in modo più semplice il servizio. tutto questo alla Grecia è stato negato per il combinarsi di una classe dirigente insensata, quella di Tsipras, e di una dirigenza europea che ha preferito massacrare un popolo, perfino ammettendolo ex post, piuttosto che prendere la decisione più logica ed ammettere il fallimento dell’euro. Sull’altare di Francoforte si è sacrificato un popolo, in nome di un Moloch chiamato Unione Monetaria: chi ripagherà ora una nazione distrutta dei danni che ha subito ?

 

 

 

 

 


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