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#LEBBASI 5: strumenti finanziari di debito e di credito

Oggi #Lebbasi passa a considerare gli strumenti di credito e di debito a partire dal più semplice, il Mutuo: ricordiamo che un prestito, come un mutuo, richiede che qualcuno accetti il denaro in prestito, dando in garanzia un immobile, e che qualcuno abbia dei soldi da dare in prestito, quindi che ci sia del risparmio disponibile. Il risparmio genera le risorse per i prestiti (a parte l’intervento della BC).

Nella definizione di un mutuo, cioè di un prestito a lungo termine, essenziale è la scelta fra un tasso variabile ed uno fisso. Se le mie attese dell’inflazione sono per una crescita e quindi per una crescita dei tassi di interesse, che sono fortemente influenzati dall’inflazione stessa, avrò interesse nel chiedere un mutuo a tasso fisso. Questo perchè se i tassi crescono io comunque continuerò a pagare la stessa cifra: il debitore avrà “Vinto”, il creditore avrà “Perso”.

Se la banca vi ha concesso il tasso fisso vuol dire che o si era coperta a sua volta a tasso fisso, oppure che ha sbagliato previsione. Se invece mi attendo che l’inflazione ed  i tassi calino, allora meglio il tasso variabile, che seguirà il calo dei tassi. I tassi variabili sono lo spauracchio in caso di uscita dell’euro “Ah, se usciamo crescono i tassi di interesse”, ma questo fatto, tutto da verificare, non tiene conto che comunque i tassi sono legati all’Euribor, ad un indicatore medio dei tassi dove la parte del leone la fa il tasso tedesco, molto basso. I disastri sui mutui ci sono stati quanto le banche faceva fare i prestiti in valuta, aggiungendo il rischio di cambio a quello dell’andamento dei tassi e quindi spiazzavano sul rischio i clienti che dovevano restituire un prestito in una valuta straniera.

In generale i tassi fissi a lunga scadenza espongono ad un rischio sull’inflazione, anche se , fino ad ora , alla banca ed agli investitori, è andata bene perchè l’inflazione è scesa praticamente sempre negli ultimi anni. Un modo alternativo è nei titoli a breve-brevissima  scadenza, ad esempio il BOT, della durata da 3 mesi ad un anno, dove l’interesse è fisso, ma la scadenza è brevissima e quindi il rischio di fronte  all’inflazione è basso. Il Tesoro su queste cose ha compiuto degli errori clamorosi, perdendo somme enormi, per cui pagano solo i cittadini, mai i dirigenti…

Ringraziamo Inriverente


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