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LE TRAME DEL PD E DEI GIUDICI VENGONO ALLA LUCE. Scandalose intercettazioni di Palamara. Ricordiamo il CSM e Tobagi di cui cade oggi l’anniversario

La Verotà ha pubblicato i colloqui fra Palamara e Giovanni Legnini, vicepresidente del CSM e , soprattutto due volte sottosegretario del PD: Il clasicco Uomo di Partito messo a controllare la macchina giudiziaria.

Dopo aver letto queste parole sfidiamo chiunque ad avere ancora la minima fiducia nell’indipendenza della magistratura (non casualmente con la m minuscola). ve le riproponiamo come riportate dai giornali, per farvi capire la gravità.

, Legnini contatta il consigliere Palamara: “Luca, domani dobbiamo dire qualcosa sulla nota vicenda della nave. So che non ti sei sentito con Valerio (il consigliere del Csm in quota Area, Valerio Fracassi, cioè la sinistra estrema). Ai (Autonomia e indipendenza) ha già fatto un comunicato, Area (la corrente di sinistra delle toghe) è d’ accordo a prendere un’ iniziativa Galoppi idem (il consigliere del Csm Claudio Galoppi). Senti loro e fammi sapere domattina“. Si organizza un assalto della magistratura a Salvini.

Il pronto Palamara risponde subito e: “Ok, anche io sono pronto. Ti chiamo più tardi e ti aggiorno“. A questo punto, come dice la Verità, è il Piddino Legnini ad insistere ed a mettere fretta : “Sì, ma domattina dovete produrre una nota, qualcosa insomma“. A quel punto Palamara scrive a Fracassi “Dobbiamo sbrigarci! Ho già preparato una bozza di richiesta. Prima di parlarne agli altri concordiamola noi“.

La bozza deve essere approvata al più presto. Le firme, decidono Palamara e Fracassi, saranno inserire “in ordine alfabetico“. Arriviamo al 25 agosto, quando le agenzie battono una notizia che non può passare inosservata: quattro consiglieri di Palazzo dei Marescialli, fra cui Palamara, chiedono di inserire il caso migranti all’ordine del giorno del primo plenum del Csm. Nel documento si legge che “la verifica del rispetto delle norme è doverosa nell’interesse delle istituzioni“. “Gli interventi a cui abbiamo assistito, per provenienza, toni e contenuti rischiano di incidere negativamente sul regolare esercizio degli accertamenti in corso. Riteniamo che sia necessario un intervento del Csm per tutelare l’ indipendenza della magistratura e il sereno svolgimento delle attività di indagine“,  Legnigni, in un altro comunicato, scrive che l’istanza sarà trattata nel primo comitato di presidenza. “Il nostro obiettivo è esclusivamente quello di garantire l’ indipendenza della magistratura“,

Altro che indipendenza della Magistratura, i tratta di magistratura piegata da Palamara e Legnini al PD ed alla sinistra. Uno scandalo. L’organo di tutela della Magistratura viene ad essere ridotto ad una sorta di grancassa di partito. Anzi da “Organo” ad “Organetto” del PD di quelli di strada, che cantano la stessa musica stridula di un’indipendenza che non esiste, ma che è solo un pretesto per colpire l’avversario.

Se voi foste Salvini, andreste ora in modo tranquillo davanti da un giudice, anche per una semplice multa? Non bastava “Salvini è una merda” detto da un membro, il “Siamo indifendibili” detto da uno dei pochi giudici obiettivi, ma bisogna aggiungere proprio il pezzo da novanta del complotto antileghista all’interno del CSM.

Scherzi del destino oggi cade l’anniversario dell’assassinio del Giornalista Walter Tobagi, ucciso dai terroristi rossi nel 1980. Un giudice del tribunale di Milano, Guido Salvini, disse che i giudici erano stati più volte avvisati delle minacce a Tobagi ed il milanese Craxi affermò con veemenza che la magistratura non aveva indagato e tutelato a sufficienza Tobagi. Il Consiglio Superiore della Magistratura all’ora pensò di emettere una Censura nei confronti di Craxi che, attenzione, aveva sostanzialmente ragione nel denunciare il problema. Cossiga, che sapeva cos’era la divisione dei poteri, proibì al CSM di interferire con il potere politico, minacciando di partecipare personalmente alla riunione e mandando un battaglione di Carabinieri in tenuta antisommossa con un paio di colonnelli dell’Arma, sotto la sede del CSM, pronti ad intervenire. Per fortuna fu sufficiente l’intervento del compianto Giovanni Galloni, allora vicepresidente, che vietò di mettere il punto all’ordine del giorno, per evitare la crisi. Purtroppo di Cossiga e di Giovanni Galloni non ce ne sono più nelle istituzioni, e Tobagi fra i giornalisti.


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