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Le ragioni delle previsioni (troppo) ottimistiche sulla crescita economica italiana

Il 2014 è l’anno delle spiegazioni, sinceramente mi sono stufato di fare analisi che dimostrano sempre la stessa cosa: rispetto agli altri paesi europei l’Italia pur con le sue mille magagne non andava così male fino al 2010, avendo affrontato meglio la crisi post Lehman  – Germania esclusa -, poi è subentrata l’austerity e la crisi dello spread (innescata da Deutsche Bank, seguendo la traccia indicata da R. Prodi), elementi che si sono dimostrati fatali per i periferici in generale e per l’Italia in particolare. Dunque, concludo la sintesi, a partire dal 2008 la Germania non solo ha continuato ad approfittare di una valuta comune europea artificiosamente svalutata per la sola presenza dei periferici ma addirittura ha iniziato una nuova fase della propria strategia continentale, andando all’attacco alla stregua delle banche che nottetempo chiedono al cliente di rientrare del debito…. Il motivo di tale attivismo tedesco lo scopriremo nei prossimi anni ma non si può escludere un’ipotesi di ri-inizio di egemonia continentale tedesca, posizione che in ogni caso ed a scanso di equivoci storicamente ed economicamente potrebbe competere al gigante teutonico (se solo il popolo di Goethe sapesse mediare invece che radicalizzare le proprie posizioni…).

Bene, dopo questa premessa vorrei soffermarmi sulle (troppo) ottimistiche previsioni di crescita che molti rinomati studi ipotizzano per l’Italia nel 2014. Per farla breve, da vari fronti è stata ipotizzata una crescita economica dell’ordine dell’1% nel 2014 per poi salire a oltre l’1,5% negli anni a venire. Arriva poi la previsione di Confcommercio degli scorsi giorni, che mi sento di sottoscrivere – io sarei anche più pessimista ma diciamo che la differenza è poca cosa – che dice che la crescita italiana nel 2014 sarà solo dello 0,3%. Diciamola tutta: tra i lettori c’è qualcuno che ritiene credibile una crescita del PIL italiano dell’1% quest’anno? Ma per favore…

Dunque, vorrei analizzare il perché di tali apparentemente sconclusionate previsioni da parte di soggetti teoricamente al di sopra di ogni sospetto. Certamente tutte avranno una base statistica che possa dimostrare quanto indicato, questo non lo metto in dubbio, ma la realtà dell’economia reale sembra veramente un’altra cosa.

Pensiamo male per una volta, fatamelo fare. Non è che a tutti convenga che l’Europa e l’euro non saltino in aria? Ricordiamo che se saltasse l’euro i crediti verrebbero svalutati, immediatamente. Ed in un sistema poco stabile, Turchia sull’orlo del collasso, Brasile in forma appena sufficiente, euro-periferici in coma, Cina con segni di affaticamento e USA con un debito statale e privato enorme, beh ci mancherebbe solo la rottura della moneta unica per deragliare definitivamente ogni tentativo di risurrezione dell’economia mondiale. Dunque, non è che questo stillicidio di previsioni troppo ottimistiche siano da legare alla prossima tornata elettorale europea? Il mantra potrebbe tranquillamente essere di far sentire il popolo votante confidente, al fine di evitare un enorme voto di protesta che potrebbe certamente deragliare il progetto europeo, spesso dimentichiamo che in Grecia la gente muore di fame. Dunque, perché non “addomesticare” i dati, o semplicemente usare una statistica temporaneamente troppo ottimistica per ritardare la visibilità del collasso nella seconda parte dell’anno? Avete tutti visto le correzioni ex post dei numeri della crescita italiana, fatto incredibile a mio parere. E a chi si chiedesse ad esempio del perchè di questo interesse generale ad abbellire i dati solo dell’Italia rispondo prima di tutto che questo può non essere un problema solo italiano, ricordando in ogni caso come l’Italia sia l’unico paese con un debito dello Stato, i BTP, legato quasi completamente alla giurisdizione italiana, ossia sarebbe legalmente possibile riconvertirlo in lire in qualsiasi momento senza temere azioni risarcitorie stile argentina (ad esclusione dei pochi eurobonds emessi). Inoltre il risparmio privato italiano potrebbe tranquillamente permettere di ri-acquistare il debito estero in mano a coloro che oggi impongono l’austerity, di fatto mettendo con le spalle al muro gli europei contrari all’uscita dalla moneta unica (leggasi Germania). Anche perchè se l’Italia uscisse, Grecia, Spagna, Portogallo e finanche Francia sarebbero incentivati a fare la stessa cosa, lasciando la Germania con il cerino in mano di una valuta di fatto solo tedesca rivalutata anche del 50% rispetto al livello attuale, ossia le Audi e le Mercedes non si venderebbero più e probabilmente la Fiat tornerebbe a produrre auto negli impianti italiani con grande soddisfazione di Marchionne per aver messo spalle al muro l’avversario – chiamalo competitor – automobilistico tedesco. L’Italia serve più all’Europa tedesca di quello che l’euro serva all’Italia…

Chissà, magari a pensare male ci prendiamo, faremmo sicuramente peccato ma chissà…. e se ciò fosse vero dovremmo, dobbiamo attenderci un autunno epocale, drammatico per le misure di rientro che verranno richieste al Belpaese!

E se qualcuno vi dice che non è vero, è tutta scienza (statistica), non c’è nulla d’altro, beh, sono costretto a citare le parole di Winston Churchill, “Le sole statistiche di cui ci possiamo fidare sono quelle che noi abbiamo falsificato”. E vi do anche il sito web dove andare i riprendere – assieme ad altre – detta citazione: il sito dell’ISTAT. Mah…

http://www.istat.it/it/archivio/16514

 

Mitt Dolcino

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