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Le previsioni di crescita per l’Italia del duo Visco Saccomanni e la possibile vendita dei campioni nazionali

E’ ormai da qualche settimana che rileviamo sui principali mezzi di informazione che l’Italia vedrà una sorta di ripresa a fine anno 2013. Il duo Visco Saccomanni è stato oltremodo preciso: nell’ultimo trimestre 2013 il trend si invertirà e si inizierà a crescerei. Meglio ancora: pesi massimi in materia di previsioni economiche come OECD, FMI, Eurostat, Bankitalia all’unisono ci dicono che il prossimo anno ci sarà una crescita dello 0.4-0.7% del GDP ma solo a fine 2014. In generale sembra una bella notizia, o almeno cosi verrebbe da dire: effettivamente un po’ di crescita sarebbe utile e benvenuta.

Il problema e’ che molto probabilmente le previsioni di entrambe le fonti – Saccomanni da un lato e il pack FMI, OECD, Eurostat e Bankitalia dall’altro – non sembra possano essere contemporaneamente vere. Restiamo infatti molto scettici su tali affermazioni e previsioni in quanto riteniamo, a torto o a ragione, che la realtà dei fatti vada in altra direzione, sulla base di dati incontrovertibili quale l’andamento dell’industria e dei consumi energetici. Ammetto che sono stato messo in guardia sul fatto che, sembra, tutti gli indicatori economici stiano volgendo al meglio: il mio dubbio è però che si stia facendo un grosso errore, magari legato alla complessità statistica dei dati sottostanti. E la statistica tradisce anche i più esperti, dunque i politici non son certamente immuni all’errore. Ricordo un aneddoto di molti anni or sono, periodo universitario, mi pare riportato dall’Economist, in cui un ministro di qualche repubblica centro-americana dopo aver visto ridotto dal proprio predecessore da 3 a 2 (-33%) il numero delle corsie in un tratto di ponte, decise a causa degli ingorghi di riportare la viabilità a tre corsie (+50%), parimenti vantandosi di averla incrementata del 17% (+50% – 33% = + 17%). Visto cosa e’ capitato in Italia negli ultimi 30 anni, politico dilettante ci verrebbe da dire.

Tornando a bomba, vorrei disquisire sulla qualità delle previsioni proposte dal duo oggi in vetrina, oltre che sulle possibili implicazioni. Secondo chi scrive, certamente la previsione più azzardata è quella del nostro ministro dell’Economia: siamo a luglio 2013 e ci sentiamo dire che nel 4 trimestre 2013 ci sarà una ripresa – fatto per altro contro intuitivo -, a fronte ad es. di dati di consumo energetico di giugno devastanti. Per gli addetti del settore, tale uscita sembra più una sciarada che un errore di previsione. Suggeriamo dunque un’analisi più immediata – ma molto efficace, se testata su dati storici -, ossia correlare le attese di GDP sulla base dei consumi elettrici nazionali, variabili normalmente molto ben correlate a parità di intensità elettrica [espressa in EUR di GDP per MWh elettrico di domanda]. Non che non mi fidi delle valutazioni convenzionali, ma gli economisti ci hanno insegnato a diffidare della conventional wisdom soprattutto in periodi di eventi traumatici ed inusuali (quale quello attuale): il mio timore è che, vista la complessità del mondo attuale l’errore fatto in buona fede ci possa scappare – vedasi FMI e l’errore di stima del moltiplicatore fiscale greco nell’applicazione dell’Austerity, anche se una volta scoperto l’errore non è che sia cambiato molto nelle pesanti ricette di taglio dei costi – quindi ben vengano analisi fattuali magari semplici ma certamente efficaci, e soprattutto indipendenti dalle valutazioni complesse proposte dai veri esperti (come l’FMI). Vale la pena di sottolineare che molte delle analisi del pack dipendono da indicatori quali la fiducia dei consumatori sulla base di sondaggi, ossia applicando un metodo che chi scrive ritiene abbastanza rischioso nella interpretazione. Anche perchè, al contrario di altre analisi, è incontrovertibile il legame tra domanda di energia e GDP. Fatta questa importante premessa, i risultati che otteniamo sembrano molto diversi da quelli attesi dal nostro Ministro. Sulla base dei consumi di energia fino a fine Giugno 2013, ipotizzando che non ci siano differenze di delta domanda yr/yr tra fine Giugno e fine anno (ossia, vedendo -3,3% a fine Giugnoii rispetto all’anno scorso ed ipotizzando di confermare -3,3% a fine anno) si può ipotizzare un crollo del GDP anche oltre il 3% (speriamo che Grillo non avesse ragione a chiamarlo Saccodanni…). Poi, tale risultato va mediato con alcuni aggiustamenti dati da variabili esterne quali la temperatura media, affidabilità dell’intensità energetica etc.. In pratica da tale analisi si evince che la riduzione della domanda di energia elettrica potrebbe attestarsi a fine anno fino ad un minimo di ca. -3.3%. Facendo le dovute proporzioni, anche in base a trends storici, il GDP non dovrebbe distanziarsi molto da tale riferimento “energetico”, potendo in generale ipotizzare un valore più prossimo al -3% che al -2% di discesa del GDP per il 2013 (per cautela diamo un range atteso tra il -2,4% ed il -3%). Vedremo, magari ci sarà una ripresa della domanda energetica da Agosto a Dicembre 2013…

Ad essere malpensanti, col rischio però di azzeccarci pur facendo peccato, verrebbe da dire che ci potrebbe essere un qualche disegno dietro, che proveremo ad illustrare di seguito. Saccomanni e Visco sono uomini navigati, non fanno nulla per caso, tanto meno errori marchiani. Caso contrario invece per le previsioni del pack FMI, OECD, Eurostat, Bankitalia, che potrebbero rivelarsi azzeccate, tacendo però che da qui a fine 2014 potrebbe scatenarsi l’inferno.

Mi spiego meglio. Il sospetto è che si giochi sulla pelle e sulla fiducia dei cittadini riposta in ministri di estrazione suppostamente tecnica (l’avverbio usato rende bene l’idea). Sembra che oggi ci si riferisca alla ripresa come imminente, chiamandola a gran voce ed addirittura annunciandola con la grancassa per poi giustificare, data la sua prossima possibile assenza, misure feroci et straordinarie per fini di bilancio e di rispetto dei parametri europei. Dunque, forse l’esternazione del ministro dello scorso venerdì sulla vendita dei gioielli di Stato (ENEL, Eni, Finmeccanica, Poste, ed aggiungo anche SAIPEM quale partecipata di ENI, azienda con tecnologie e che il mondo ci invidia, etc.)iii non è casuale, per far cassa potrebbe essere necessario venderle. Il problema sarebbe secondo il sottoscritto se a comprarsele – o a tentare di – fossero raccomandate aziende, magari europee, diciamo francesi o teutoniche, e magari anche a prezzi di saldo. Poi, per via di qualche forma di patrimoniale feroce ad inizio del prossimo anno legata alla necessità di coprire con dovizia il tradizionale buco annuale nei conti pubblici, potremmo anche dover pagare lo scotto di un crollo del GDP e del conseguente crollo della domanda e dei consumi.

Altro scenario, anche senza una feroce tassazione straordinaria, l’Europa con la Germania al timone potrebbe ammorbidirsi sugli eurobonds, dopo le elezioni tedesche e dopo l’avvenuta cessione del pezzo pregiato (il pezzo pregiato resta sempre e comunque ENI la quale, causa impedimenti geo-strategici che vanno indietro fino al post seconda guerra mondiale ed alla politica del controllo del petrolio che tendeva ad escludere le nazioni perdenti, molto probabilmente resterà fuori dalla portata di operatori non anglosassoni; dunque per l’energia occhio ad ENEL ed al controllo azionario di SAIPEM).

Ed ecco che, dopo il disastro, potremmo vedere la possibile risalita del GDP a fine anno 2014, ma partendo veramente da un livello bassissimo…

Vedremo che succederà. E’ comunque certo che la morte del divo Giulio è stata una sciagura per lo meno in relazione al non poter più godere delle sue gloriose – oltre che didattiche – massime. Altrettanto certo è che più di qualcuno attende alla frontiera eventuali saldi autunnali… iv

Non aggiungo l’ovvio, ossia che se quanto paventato si concretizzasse sarebbe uno scandalo etc.etc.etc. Una cosa è certa: una volta venduti i gioielli saranno “andati” per sempre, con la propria dote di utili, interessi e occupazione nazionali. Magari scopriremo col tempo che il Letta di turno con l’Europa aveva già barattato, ehm concordato, oops esternato il proprio interesse per un ruolo sovranazionale di rilievo nel 2014 (…), chissà…, magari ce lo troveremo come futuro presidente di qualche istituzione, che so, del Consiglio Europeo (è una posizione che andrà rinnovata a fine  2014 se non sbaglio). Chiaramente, se così fosse, sarà difficile attendersi dal presente Governo azioni di rottura con le istituzioni europee, o anche una mera difesa degli interesse nazionali. E sarebbe per gli italiani un boccone amaro vedere politici che suppostamente appunto dicono di fare gli interessi della nazione ma che alla fine di positivo avranno solo svenduto un pezzo di Italia, avendo come contropartita – magari – una buona visibilità europea. Ma questa è solo una supposizione, siamo nel mondo delle ipotesi che sia chiaro.

Per tutto quanto sopra esposto, viene da dire – e fare – che ogni investitore saggio molto probabilmente dovrebbe “caricare” il portafoglio di selezionati “gioielli” di Stato. Come per altro il sottoscritto sta facendo da tempo: visto che credo nella bontà dei valori aziendali espressi dalle aziende sopra citate – oggi a prezzi di saldo! -, posso tranquillamente affermare di essere mosso anche da un pizzico di nazionalismo nell’acquistarle. Almeno se il politico di turno incautamente (o anche scelleratamente se preferite) svenderà, io potrò sempre decidere di non fare altrettanto.

 

Occhio alla penna.

 

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i G20 di Mosca, Visco: “Segnali di ripresa a fine 2013. Ma l’instabilità politica pesa” – di Redazione Il Fatto Quotidiano | 20 luglio 2013

 

ii Rapporto mensile sul sistema elettrico consuntivo giugno 2013 – Terna S.p.A., citiamo come sunto quanto segue:

La congiuntura elettrica del mese di giugno 2013 é stata caratterizzata lato  domanda da:

– una domanda di energia elettrica in Italia (25,8 miliardi di kWh) in diminuzione (-6,2%) rispetto a quella registrata nel mese di giugno 2012;

– una variazione della domanda rettificata pari a -5,2% valore ottenuto depurando il dato dagli effetti di calendario e di temperatura. Rispetto al corrispondente mese del 2012, nel 2013 si è avuto infatti un numero inferiore di giorni lavorativi (20 contro 21) ed una temperatura media mensile più bassa di circa mezzo grado. In termini congiunturali il valore destagionalizzato dell’energia elettrica richiesta a giugno 2013 ha fatto registrare una variazione nulla (0,0%) rispetto al mese precedente. Il trend mantiene un andamento decrescente.

 

iii Saccomanni apre a cessione quote partecipate, poi frena, Sky Tg 24, 19 Luglio 2013 – http://tg24.sky.it/tg24/economia/2013/07/19/fabrizio_saccomanni_privatizzazioni_eni_enel_finmeccanica.html

Saccomanni: non escludo vendita quote di Eni, Enel e Finmeccanica per ridurre il debito. Poi corregge il tiro, Il Sole 24 Ore, 19 Luglio 2013, http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-07-19/saccomanni-vendita-quote-enel-112452.shtml?uuid=Ab91EbFI

 

iv A meno di un evento inatteso, ossia il black swan, che spariglierebbe tutte le carte: la vittoria di Alternative fuer Deutschland alle prossime elezioni tedesche, vittoria che potrebbe significare la fine dell’euro per decisione tedesca, pur ritenendo tale scenario improbabile.

 

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