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Le condizioni di Monti per dire sì al governo (e danneggiare per la seconda volta l’Italia) Liturri da Startmag

 

Giuseppe Liturri analizza l’editoriale di Mario Monti su StartMag e ne ricava un pezzo mirabile, di cui vi presentiamo due estratti, per favi venire l’acquolina. Il Senatore effettivamente sembra sempre impegnato in una sorta di guerra personale contro gli italiani e per il loro asservimento. Comunque ora vi presentiamo i due estratti dall’articolo di Liturri.

Il dubbio che si affaccia in Europa è se l’Italia sia in grado di stare nell’Ue come un Paese normale. Quando l’Ue, come è giusto in tempi normali, chiede a ogni Stato di contenere il disavanzo pubblico e non glielo finanzia creando moneta europea, in Italia molti strillano contro l’«austerità». Quando invece l’Ue, in tempi eccezionali di pandemia, dà enormi risorse europee agli Stati, più di tutti all’Italia, il nostro Paese sembra abbagliato da improvvisa ricchezza, si attarda in crisi politiche nelle quali l’interesse del Paese è al massimo una foglia di fico.

Qui c’è da avere comprensione per il professore. Deve difendere l’operato della sua esperienza di governo come “normale”, in contrapposizione all’eccezionalità del momento attuale. No, sono queste soluzioni ad essere normali e c’è voluta l’emergenza del Covid per fare cadere castelli di menzogne costruiti impunemente per anni. In passato, come attestato dall’OCSE e da altri autorevoli economisti, siamo stati ingiustamente danneggiati. Oggi non c’è nessuna “improvvisa ricchezza”. Sono solo caduti dei dogmi insostenibili.

A proposito di quest’ultimo, mi aspetto che il governo spieghi meglio agli italiani che oggi vi sono ragioni eccezionali per non curarsi troppo dell’aumento del debito, ma che probabilmente prima della fine di questa legislatura — cioè prima che abbia termine il governo che forse vedrà la luce nei prossimi giorni — cambieranno alcune cose nella Ue: in qualche forma, speriamo più corretta della precedente dal punto di vista economico, verrà reintrodotta una disciplina di disavanzi e debiti pubblici, e noi più di altri arriveremo a quell’appuntamento dopo l’impennata di questi anni ; inoltre, la «revisione strategica» della politica della Bce, che Christine Lagarde ha avviato, difficilmente permetterà di fare affidamento a lungo sulla possibilità di finanziare a costo zero il disavanzo italiano.

È sempre bello ascoltare la verità. Pare che ci si possa disinteressare dell’aumento del debito, seppure sotto la foglia di fico delle “ragioni eccezionali”. Non erano forse meritevoli di attenzione le ragioni che consigliavano di non condannare l’Italia ad una seconda recessione tra fine 2011 ed inizio 2014? Sembra tanto “Cicero pro domo sua”. C’è anche l’annuncio del ritorno della UE sul vecchio sentiero. Questo con buona pace di chi in Italia si illude che una mitologica prossima Conferenza per l’Europa riformi il Patto di Stabilità. La riforma è pronta e ci condannerà ad un decennio di avanzi primari del bilancio pubblico, altrimenti non vedremo un centesimo del Recovery Fund. Monti annuncia anche il rientro della Bce nei ranghi e questo è tutto da vedere. Nemmeno la Fed negli USA è riuscita a rientrare dal programma di acquisto di titoli pubblici. Al massimo si potranno fermare gli acquisti aggiuntivi, come già accaduto nel 2019, ma il rinnovo dei titoli in scadenza potrebbe durare molto a lungo.

Diviene perciò importante porsi con urgenza il problema di quanto abbia senso continuare a «ristorare» con debito, cioè a spese degli italiani di domani, le perdite subite a causa del lockdown, quando per molte attività sarebbe meglio che lo Stato favorisse la ristrutturazione o la chiusura, con il necessario accompagnamento sociale, per destinare le risorse ad attività che si svilupperanno, invece che a quelle che purtroppo non avranno un domani.

Qui siamo allo Zenit. Visto che fare debito non è buono (ma allora vanno bene solo i prestiti del Recovery Fund?) allora meglio accompagnare verso una dolce morte qualche migliaio di alberghi, ristoranti, attività culturali e ricreative con tutto il relativo indotto, vero senatore? Cos’è questo darwinismo economico, che non avremmo immaginato nemmeno nel peggiore degli incubi? Cosa sono le “attività che si svilupperanno”? La servitù della gleba? Avete mai visto un medico decidere che i feriti provocati dalla caduta di un asteroide (perché il Covid è un evento esogeno di simile natura) non debbano meritare cure, perché faremmo troppo debito?

Vi rimandiamo a Startmag  per il resto della demolizione dell’articolo di Monti, il quale non presenta una riga che sia giustificabile sotto il punto di vista economico o logico. Ci chiediamo, a questo punto, quale sia la giustificazione per la presenza di Monti al Senato. Quale  merito presenta, l’ex rettore della Bocconi , per la sua carica?

 


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