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L’attacco in Qatar infiamma il gas: TTF a +35%. L’Europa rischia la scarsità fisica nel 2027
L’attacco missilistico al polo GNL del Qatar fa esplodere il TTF (+35%). Fuori uso il 17% della produzione per anni: l’Europa inizia a temere una vera scarsità fisica di gas per l’inverno 2027. L’analisi.

Giovedì nero per i mercati energetici europei. All’apertura delle contrattazioni, i prezzi di riferimento del gas naturale in Europa hanno registrato un balzo del 35%, innescato dal timore di interruzioni prolungate delle forniture. La causa scatenante è stata l’attacco iraniano alla Ras Laffan Industrial City (RLIC) in Qatar, polo che ospita il più grande complesso di liquefazione di GNL al mondo.
Il contratto di aprile 2026 dei futures sul gas naturale olandese (il famigerato TTF) ha aperto in netto rialzo, per poi stabilizzarsi intorno al +24% nella prima mattinata di Amsterdam. Attualmente, tutti i contratti futures fino a marzo 2027 sono scambiati ben al di sopra dei 60 euro per megawattora (MWh), quasi il doppio rispetto ai 32 euro registrati prima dell’inizio dell’attuale conflitto in Medio Oriente, scoppiato il 28 febbraio.
Come abbiamo spesso sottolineato su queste pagine, il TTF si conferma un mercato intrinsecamente fragile e troppo sottile, dalla volatilità strutturalmente eccessiva, ma soprattutto inadatto a prezzare con razionalità situazioni ad alta incertezza geopolitica. Ecco il grafico del gas :
Il quadro reale, al di là delle speculazioni finanziarie, presenta elementi di indubbia gravità:
Blocco delle forniture: Il Qatar aveva già sospeso le attività del complesso di Ras Laffan nelle prime ore del conflitto, sia per precauzione dopo un primo attacco di droni, sia per la chiusura de facto dello Stretto di Hormuz.
Concorrenza asiatica: Lo shock dell’offerta, che ha congelato circa il 20% dei flussi globali di GNL, si sta riverberando sui mercati internazionali, spingendo l’Asia a superare sistematicamente le offerte europee per accaparrarsi i pochi carichi spot disponibili.
Il nodo degli stoccaggi: Con le scorte di gas dell’UE giunte ai minimi da anni alla fine di questo inverno, l’Europa avrà bisogno di volumi ben maggiori rispetto al passato per riempire i depositi in vista della stagione fredda 2026/2027.
QatarEnergy ha confermato i danni dell’attacco odierno, precisando che diverse infrastrutture per il GNL sono state colpite da missili, causando vasti incendi e danni estesi di cui non si conosce ancora la reale entità.
C’è anche un elemento perfino più preoccupante: al TTF, il gas con consegna 2027 sale più del front month, cioè del prossimo mese. Questo perché in Europa si comincia a prezzare una possibile scarsità fisica sul 2027, che nel breve termine non c’è, ma non c’è fiducia nel fatto che tutti riempiano completamente le riserve durante l’estate. @durezzadelviver ha postato questo grafico, preoccupante, sul prezzo:
Le autorità delìl’Qatar hanno affermato che i danni ridurranno la capacità produttiva del paese per anni almeno fino a cinque e che il 17% della produzione è fuori uso. Ecco perché i prezzi sono aumentati. Gli attacchi iraniani hanno portato un danno immediato e duro alla produzione qatariota che, paradossalmente, sarà pagato solo dai clienti del paese che non stanno prendendo parte all’azione militare.
Warren Patterson ed Ewa Manthey, analisti di ING, hanno evidenziato in una nota che il problema per i mercati globali non riguarda più solo le tempistiche per la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma quanto dureranno i lavori di riparazione degli impianti. Anche se i danni si rivelassero contenuti, il mercato dovrà inevitabilmente scontare un premio al rischio più alto, vista la crescente minaccia alle infrastrutture energetiche regionali. Un costo che, inevitabilmente, si scaricherà sull’economia reale europea.









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