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LA TURCHIA DECIDE DI TRIVELLARE IN ACQUE CIPRIOTE. L’ISOLA ABBANDONATA DALL’EUROPA, MA LA MOGHERINI PESTA I PIEDINI..

 

La Turchia di Erdogan, affamata di energia e di belle figure internazionali, mostra i muscoli e decide di effettuare, unilateralmente , perforazioni nell’area economica esclusiva della Repubblica di Cipro. La Mogherini “Mostra grave preoccupazione“,  pesta i piedini, fa il broncio, ma sostanzialmente i grecci ciprioti sono lasciati a se stessi.

La Zona Economica Esclusiva attorno a Cipro ha una dimensione piuttosto ampia e negli scorsi anni è stato scoperto che è estremamente ricca di idrocarburi, soprattutto gas naturale, con alcuni giacimenti fra i più cospicui del Mediterraneo.

 

I lotti di cui vuole appropriarsi la Turchiasono quelli dal 4 al 7 e sono , come vediamo, esattamente all’opposto del lato turco cipriota dell’isola, quello occupato in modo illegittimo dal 1973 e che costituisce la non riconosciuta internazionalmente repubblica turco cipriota. Appare chiaro come non ci sia nessuna giustificazione di carattere geografico o politico all’intromissione, solo un puro desiderio di potenza e di impossessarsi di beni altri sorretti dall’uso della forza.

L’Italia , ma anche la Francia, avrebbero un interesse diretto nell’area in quanto le aree 6 e 7 vedono delle concessioni di ENI e di Total. Invece, a fronte di ripetute provocazioni turche, fra cui il respingimento di una nave-piattaforma ENI nel 2018 ed esercitazioni navali nelle aree contese, tutto prossegue bene, anzi benissimo peer Erdogan, con l’Unione che si limita a battere i piedini e la Mogherini ad imbronciare il viso dicendosi “Gravemente Preoccupata””.

Ora non si tratta di avere Marcantonio Bragadin, ma lasciare che la situazione cipriota marcisca ed evolva completamente a favore dei turchi è l’ennesima umiliazione di un’Europa trazione franco-tedesca che non ha nessun interesse nel Mediterraneo, anzi che gli stretti rapporti con Berlino vedono totalmente prona verso Ankara. Sarebbe bello vedere qualche presa di posizione dei virili nordici, tipo il Kurz austriaco o qualche duro finlandese austero, nei confronti delle angherie turche, e magari vedere una fregata svedese, danese o olandese pattugliare quei mari in protezione di un confratello, si fa per dire, europeo. Invece mi sa che aspetteremo un bel po’ e che il problema cadrà, come è avvenuto negli ultimi due millenni e mezzo, sulle spalli di greci ed italiani.

 


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