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La tragedia del Veneto e la decimazione delle foreste care a Papa Giovanni I: quasi precisamente ad un secolo dalla fine della grande guerra…

Tutti siamo qui ad osservare, attoniti, i disastri accaduti nell’Agordino – nel Veneto – e dintorni nelle scorse ore. Siamo per altro in attesa di una recrudescenza meteo attesa per la prossima settimana, nelle stesse zone.

Tutti – nessuno escluso – siamo stati colpiti dalla dimensione della devastazione – ed anche dalla criptica simbologia delle immagini direi – di una tromba d’aria nell’Agordino, a Livinnalongo, in Val Visvenda: nessuno è stato davvero capace di spiegare cosa è successo, solo in quella zona per altro. Si è parlato di una tromba d’aria o di qualcosa di simile, come accaduto anni fa in Siberia, dove foreste intere furono rase al suolo. Anche in tale caso nessuno è stato davvero in grado di spiegare cosa sia accaduto.

Anche oggi purtroppo, anche a Livinallongo (mentre durante la grande guerra si, là è chiaro cosa successe nelle medesime aree).

Foreste del Cadore, 1918-2018

Io come ben sapete sono moderatamente cristiano, nel senso che rappresento benissimo la comune radice cristiana europea; per altro rinnegata nella Costituzione EU e dunque giustamente stigmatizzata da Papa Benedetto XVI. Ossia non sono molto praticante, anzi, ma certamente, senza dubbio sono cristiano.

E sono anche un terribile osservatore, cerco di collegare i pezzi del puzzle che magari sembrano scollegati facendomi delle domande, chiedendomi il perchè di quanto sta capitando, di cosa vedo. Come ben sapete cerco di farlo con metodo, ossia fattualmente come vi ho dimostrato negli anni (non essendo dunque assolutamente fatalista, dire il perfetto contrario).

Or dunque oggi vediamo enormi devastazioni in Veneto. In più vediamo la foresta tanto cara a Papa Giovanni Paolo I distrutta, Papa Luciani era precisamente originario dei luoghi oggi feriti dalla furia della natura. Foresta per altro visitata anche da Giovanni Paolo II. Cito:

Lorenzago e l’intero Cadore, molto amato da Papa Wojtyla, lanciano il progetto di proclamare Papa Giovanni Paolo II patrono delle Dolomiti Patrimonio Unesco. Qui in Cadore, il beato Karol Wojtyla è cittadino onorario dal 1996: per ben sei volte, infatti, il papa ha scelto il Cadore come luogo di villeggiatura estiva. Lorenzago, la Val Visdende, il Monte Cridola erano infatti molto amati.” addirittura Papa Giovanni Paolo II fu in pedicato di essere patrono delle Dolomiti.

Le foto della Val Visvende sopra è quella della foresta caduta negli scorsi giorni.

In più il MUSAL, Museo di papa Giovanni Paolo I di Canale d’Agordo – sempre in zona-, ha chiamato Papa Luciani “Papa delle Dolomiti” proprio nel giugno di quest’anno.

Alla fine dell’agosto scorso c’è stato il 40. anniversario della sua morte. Morte come ben sapete stranissima, mai ben spiegata, dietro cui si nascondono teorie complottistiche da far tremare i polsi.

Non è questo l’argomento di questo succinto diario di fatti.

Fino a qui ho solo collegato due Papi simbolo della storia cattolica al luogo delle recenti devastazioni ed al 40. anniversario della morte del Papa del Sorriso.

Ad andare a scavare l’11 Novembre di quest’anno è anche l’anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale, la stessa guerra le cui devastazioni in Cadore sono state associate a quelle di questo fine settimana, con tutti gli alberi caduti “ci vorrà un secolo perchè il bosco si riprenda“, proprio come fu in guerra.

Un’altra diciamo scadenza prossima è quella dei famosi cent’anni di Fatima, un secolo insomma, collegate alle visioni profetiche dei tre bambini portoghesi e nei cui scritti si nasconde un vero e proprio giallo storico-religioso che vede come uno dei principali interpreti proprio Giovanni Paolo II, non approfondisco oltre ma chi conosce l’argomento sa a cosa mi riferisco.

Or dunque, a Fatima vennero previsti – secondo le profezie – i cent’anni di Fatima, ossia i cent’anni entro cui il diavolo sarebbe dovuto diventare padrone del mondo. Secondo la profezia la Madonna concesse i cent’anni al diavolo, certa che avrebbe fallito.

Bene, secondo alcuni studiosi la scadenza di tale secolo – sconosciuta, nei fatti – è da far coincidere con la fine della prima vera devastazione seriale con armi di distruzione di massa della storia dell’Uomo, la Prima Guerra Mondiale, fra poco più di una settimana. Nel mentre vediamo un segno inquietante tanto è puntuale, la devastazione delle foreste tanto amate dal Papa (Luciani) che più probabilmente avrebbe sofferto per le opere – se tali – del diavolo in Vaticano.

Ossia, se il diavolo davvero avesse avuto cent’anni per imporsi, allora la sua opera più temeraria sarebbe stata certamente quella della morte di un Papa come quello delle Dolomiti

Questo per dire che stiamo vivendo momenti difficili della storia, direi forse cruciali: tra USA sotto attacco interno ed esterno, farneticazioni su prossime guerre civili negli USA, transizione verso un nuovo equilibrio geo-economico mondiale, avversari del dominus attuale passati dall’essere alleati a traditori, guerre diffuse e crisi del sistema capitalistico, siamo indubitabilmente prossimi ad ad un bivio. Oltre ad una EU chiaramente asimmetrica, simbolo dell’ingiustizia sistematica. E ad un doppio Papato molto chiacchierato e temuto dagli amanti delle profezie; casualità nella causalità addirittura in questi giorni sono state trovate ossa che si suppongono essere di una vittima dei complotti accaduti durante le settimane che videro la morte di Albino Luciani, quelle della famosa Emanuela Orlandi, figlia di un dipendente della Santa sede (…).

Tralascio il fatto che il 14 Novembre prossimo sarà anche l’anniversario – centenario anch’esso – della caduta dell’ultimo duca regnate Saxe-Coburg Gotha, il cui ultimo discendente – anche lui ufficiale nazista – fu definito da Hitler in persona l’Anticristo per la sua spietatezza.

Scrivo questo perchè – non so a voi – ma a me questo periodo fa molta paura. Tantissima! Ricordo infatti a tutti quelli che tifano per la fine del dominus attuale – gli USA – che la recente ed attesa da molti “grande transizione” non è certamente un caso isolato della storia, prima abbiamo vissuto la fine di vari imperi, quello portoghese, quello spagnolo, quello inglese, anche di quello romano se volete. Ma questa sarà certamente la prima “grande transizione” che avviene in presenza di armi atomiche disseminate nel mondo. Ovvero, se io fossi un tifoso del grande cambiamento – non lo sono – rammento a tutti che se per disgrazia qualcosa dovesse scappare di mano alle devastazioni dell’Agordino dovremo tutti farci il callo.

MD


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