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La Tessera Sanitaria per mettere CIC in Tasca agli italiani

C’è una costante nella gestione italiana delle crisi energetiche: i prezzi salgono, le bollette esplodono… e lo Stato arriva con i bonus temporanei. Non importa quale sia la crisi – guerra, tensioni geopolitiche, strozzature nei mercati – la risposta è sempre quella: un po’ di sconto qui, una proroga lì, qualche miliardo “compatibile con i saldi di finanza pubblica”. E via, fino alla prossima emergenza.
Nel frattempo, però, l’economia reale non aspetta i decreti attuativi. Le imprese pagano bollette più alte oggi, non tra sei mesi. Le famiglie riducono i consumi subito, non quando arriva il rimborso.
Il Governo guidato da Giorgia Meloni ha fatto quello che poteva fare dentro il perimetro attuale: riduzione temporanea delle accise, aiuti mirati, sostegni selettivi. Misure utili, certo. Ma anche inevitabilmente limitate.
Perché il vero problema non è trovare i soldi. È poterli usare.
E qui entra in scena il grande protagonista silenzioso di ogni politica economica europea: il vincolo di bilancio. Non a caso il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha evocato la possibilità di attivare le clausole di salvaguardia del Patto di Stabilità. Una sorta di “pulsante rosso” da premere quando la situazione si fa seria. Peccato che da Bruxelles sia arrivata una risposta molto diplomatica, ma traducibile così: “non esageriamo”.
E quindi si torna al punto di partenza: emergenza sì, ma senza disturbare troppo i conti.
Nel frattempo, l’economia prova a fare i conti con qualcosa che non si vedeva da tempo: la stagflazione. Traduzione semplice: tutto costa di più, ma si guadagna meno. Una combinazione che, come intuibile, non entusiasma né le imprese né le famiglie. E qui arriva la parte interessante. Perché, a differenza di quanto si potrebbe pensare, lo Stato uno strumento per intervenire in modo più efficace ce l’ha già. Solo che… non lo usa davvero.
Si chiamano Crediti d’Imposta Cedibili (CIC). Nome poco affascinante, ma meccanismo piuttosto intelligente. Funzionano così: lo Stato non tira fuori euro oggi, ma riconosce uno sconto sulle tasse future. Questo sconto, però, può essere ceduto subito. Tradotto: diventa qualcosa che puoi usare, scambiare, trasformare in liquidità.
Non è teoria. È qualcosa che abbiamo già visto all’opera.
E, soprattutto, è qualcosa che – secondo le regole europee aggiornate nel 2022 – non viene considerato debito pubblico e, in certi casi, non pesa nemmeno sul deficit nel momento in cui viene emesso. Detto in modo meno tecnico: si può intervenire subito senza far saltare i parametri di Maastricht.
Non male, per essere uno strumento praticamente già in casa. Applicato alla crisi energetica, il meccanismo è piuttosto lineare. Invece di ridurre le accise (con tutti i problemi di copertura che ne derivano), lo Stato potrebbe restituirne una parte sotto forma di crediti cedibili.
Risultato?
- cittadini e imprese pagano di meno “di fatto”;
- le imprese continuano a produrre;
- i consumi non crollano;
- l’inflazione smette di correre come una maratona senza fine.
E lo Stato?
Lo Stato non “regala” nulla. Sta semplicemente anticipando un beneficio fiscale, che verrà utilizzato tra qualche anno, quando – si spera – l’economia sarà in condizioni migliori.
Nel frattempo, però, incassa di più grazie all’attività economica che continua a girare.
È un po’ come mettere benzina (a proposito…) nel motore prima che si spenga del tutto, invece di aspettare che l’auto si fermi per poi chiamare il carro attrezzi.
La parte più curiosa è che non servono rivoluzioni tecnologiche. Il Cassetto Fiscale esiste già e possiamo affiancargli una Tasca di Credito per accreditare i CIC. La Tessera Sanitaria per permettere gli scambi esiste già e funziona nei POS commerciali. Basterebbe usare questi strumenti in modo un po’ più creativo.
E allora la domanda finale diventa inevitabile:
se lo strumento esiste, è compatibile con le regole europee ed è già stato utilizzato… perché non farne un uso strutturale?
Forse perché cambierebbe il modo di vedere la finanza pubblica. Non più come un insieme di vincoli da rispettare a prescindere, ma come uno strumento per gestire l’economia reale, soprattutto nelle fasi di crisi.
Di tutto questo si parlerà il 9 aprile 2026 alle ore 15:00 alla Camera dei Deputati, nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, nel Convegno “Una proposta di legge per finanziare le emergenze senza debito”. Un titolo che, già di per sé, sembra quasi una provocazione. Ma che, a quanto pare, poggia su strumenti molto concreti.
La mattina ci sarà anche una Manifestazione di “Proposta” in Piazza San Macuto, dalle ore 11:00 alle ore 13:00, dove si potranno riunire i cittadini consapevoli e risoluti che, secondo Margaret Mead, hanno sempre cambiato il mondo.
Nel frattempo, noi restiamo in attesa del prossimo bonus. Sperando che, prima o poi, arrivi anche qualcosa di un po’ più strutturale.
Fabio Conditi
Presidente dell’associazione Moneta Positiva
fondatore del Movimento culturale Un Mondo Positivo
https://unmondopositivo.it/









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