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La Grecia informa le istituzioni internazionali di temere un attacco

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Con la morte della Regina d’Inghilterra e la crisi energetica dell’UE in cima alle prime pagine dei giornali, seguite dalla perdurante guerra in Ucraina, troppo pochi in Occidente sembrano rendersi conto che nel Mediterraneo si sta preparando una grave crisi che potrebbe vedere due membri della NATO entrare in guerra.

La Grecia ha compiuto un passo senza precedenti, informando il quartier generale della NATO, l’UE e le Nazioni Unite che si sta profilando una guerra in stile ucraino con la Turchia. I due paesi sono da tempo impegnati in dispute sui diritti marittimi, sullo status delle isole greche del Mar Egeo e sulle violazioni dello spazio aereo.

Le lettere di Atene, inviate all’inizio di questa settimana, hanno messo in luce la crescente retorica bellicista del leader turco Recep Tayyip Erdoğan che, in un discorso tenuto nel fine settimana, ha espressamente minacciato la Grecia: “Potremmo cadere all’improvviso una notte” e che “il prezzo sarà pesante”. Erdogan ha accusato Atene di militarizzare le isole al largo delle coste turche in violazione di trattati storici.

Le lettere formali all’Europa e alle Nazioni Unite denunciano le dichiarazioni “apertamente minacciose” e “infiammatorie” della Turchia. Citando i contenuti delle lettere, l’Associated Press ha sottolineato la gravità della situazione, paragonando le tensioni ai livelli di Russia-Ucraina appena prima dell’invasione russa:

Il governo greco ha scritto ai partner della NATO e dell’Unione Europea e al capo delle Nazioni Unite, chiedendo loro di condannare formalmente i discorsi sempre più aggressivi dei funzionari della vicina Turchia e suggerendo che le attuali tensioni bilaterali potrebbero degenerare in un secondo conflitto aperto sul suolo europeo.

Nelle lettere, le cui copie sono state visionate mercoledì dall’Associated Press, il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias ha affermato che il comportamento dello storico rivale regionale del suo Paese – e alleato della NATO – dovrebbe essere censurato dai tre organismi.

“Non facendolo in tempo o sottovalutando la gravità della questione, rischiamo di assistere nuovamente a una situazione simile a quella che si sta attualmente verificando in qualche altra parte del nostro continente”, ha scritto, alludendo alla guerra in Ucraina. “Questo è qualcosa che nessuno di noi vorrebbe davvero vedere”.

Nelle lettere si legge anche che le parole di Erdogan stanno alimentando un atteggiamento di guerra nella società turca, in quanto le sue osservazioni “infondono nel popolo turco odio, inimicizia e disprezzo nei confronti dei vicini greci”.

le isole che la Turchia ritiene sue. Notiamo Creta e Rodi

Il Ministero degli Esteri greco ha al contempo ripetutamente denunciato “l’oltraggiosa ondata quotidiana” di minacce e retorica ostile proveniente da Ankara e dai media turchi. Prima delle lettere formali presentate all’UE, all’ONU e alla NATO, un comunicato ha dichiarato: “Informeremo i nostri alleati e partner sul contenuto delle dichiarazioni provocatorie… per chiarire chi sta mettendo la dinamite alla coesione della nostra alleanza in un periodo pericoloso”.

Da anni Turchia, Grecia e Cipro sono in conflitto per l’espansione dei diritti di trivellazione di petrolio e gas nel Mediterraneo orientale. La Turchia sfrutta la sua occupazione di Cipro Nord per affermare che tutte le acque che circondano l’isola sono un terreno di gioco per le sue navi da ricerca e da trivellazione. Nell’ultimo mezzo secolo ci sono state almeno un paio di occasioni in cui le tensioni sono state così alte da far temere lo scoppio di un conflitto militare.

Altri membri dell’UE, in particolare la Francia, hanno sostenuto con forza la condanna di Cipro, membro dell’UE, per le incursioni nelle sue acque territoriali. La Francia ha persino condotto una serie di esercitazioni congiunte con Grecia e Cipro in segno di solidarietà.


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