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La Finlandia lascia il progetto nucleare perché russo. Però così resta legata a gas e petrolio

La società finlandese per lo sviluppo dell’energia nucleare Fennovoima ha rescisso il contratto con società statale russa Rosatom. per la fornitura di una centrale nucleare Hanhikivi I da 1,2 GW in Finlandia.

Il gruppo finlandese ha affermato che la cooperazione con la filiale finlandese di Rosatom, RAOS Project, è stata interrotta “con effetto immediato”.

Fennovoima ha citato l’aumento dei rischi e dei ritardi dovuti alla guerra in corso in Ucraina come ragioni per l’annullamento del contratto di ingegneria, approvvigionamento e costruzione (EPC). Del resto con il blocco dei pagamenti Swift alla Russia qualsiasi attività imprenditoriale diventa impossibile, o quasi.

Firmato inizialmente nel 2013, la risoluzione del contratto EPC segue mesi di incertezza sul previsto impianto di Hanhikivi I a Pyhäjoki, nella Finlandia settentrionale.

Il CEO di Fennovoima, Joachim Specht, ha affermato che la risoluzione avrà un impatto significativo sui dipendenti dell’azienda, oltre a un impatto sulle società della catena di approvvigionamento e sulla più ampia regione di Pyhäjoki.

Specht ha dichiarato: “Il nostro obiettivo principale è supportare i nostri dipendenti tenendoli informati e lavorando in stretta collaborazione sia con i nostri dipendenti che con i rappresentanti dei dipendenti. Inoltre, ci concentriamo sulla conservazione del sito”.

In risposta alla decisione di Fennovoima, Rosatom ha affermato che la decisione è stata presa “senza alcuna consultazione dettagliata” con gli azionisti del progetto. La società russa ha dichiarato in una nota: “Le ragioni alla base di questa decisione sono per noi del tutto inspiegabili”.

Questo è un altro colpo alla possibilità di collaborazione fra Europa e Russia anche in un settore dove questa sarebbe stata molto proficua, data l’esperienza russa nel settore nucleare. La ricaduta di questa cancellazione saranno molteplici:

  • disoccupazione, perché Fennovoima, anche se proseguirà nella costruzione del sito, prima dovrà trovare un nuovo partner industriale;
  • crisi per il settore nucleare finlandese, con numerose società dell’indotto che chiuderanno;
  • dipendenza energetica, perché 1,2 GW dovranno essere prodotti comunque in qualche modo, e presumibilmente da fonti fossili.

La scelta di tagliare completamente i rapporti con Mosca ha un prezzo, carissimo, e non tutti i paesi sono disposti a pagarlo. La Finlandia, evidentemente, si.

 


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