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La febbre dei metalli in Cina: speculazione record e prezzi alle stelle per Rame e Litio
Speculazione record in Cina: volumi di scambio aumentati del 260% per rame e litio. Tra boom dell’IA, timori sui dazi USA e tassi bassi, ecco perché i prezzi dei metalli stanno frantumando ogni record storico nel 2026.

I mercati delle materie prime cinesi sono in piena ebollizione. Mentre l’Occidente si interroga sulle prossime mosse di politica commerciale, a Shanghai e Guangzhou gli speculatori stanno piazzando scommesse di portata storica. Non si tratta solo di fluttuazioni ordinarie: l’open interest (il numero di contratti derivati aperti e non ancora chiusi) sta toccando i massimi storici per i metalli di base e livelli quasi record per il litio.
Cosa sta guidando questa corsa sfrenata? Un mix esplosivo di timori sull’offerta, tassi di interesse più bassi e una fame insaziabile generata dall’elettrificazione e dall’Intelligenza Artificiale.
Il “Casino” di Shanghai: volumi mai visti
I trader stanno riversando quantità di denaro senza precedenti sui mercati dei metalli del Dragone, scommettendo su un rally continuo. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, lo Shanghai Futures Exchange ha registrato un interesse speculativo record su un paniere fondamentale: rame, zinco, nichel, stagno, piombo e alluminio.
I numeri, compilati da Bloomberg, sono impressionanti e meritano attenzione:
- Il valore degli scambi dei sei metalli base è aumentato di oltre il 260% rispetto all’anno precedente.
- Nel solo mese di dicembre, il turnover (inclusi oro e argento) ha toccato i 37.100 miliardi di yuan, una cifra monstre pari a circa 5.300 miliardi di dollari.
- Il 29 dicembre, i volumi di scambio del rame a Shanghai hanno raggiunto il livello più alto da oltre un decennio.
Anche il litio, metallo chiave per la transizione energetica, non è da meno. Sul Guangzhou Futures Exchange, l’open interest e i volumi hanno toccato il massimo storico nel novembre 2025. Nonostante un calo a dicembre, dovuto all’intervento della borsa che ha alzato le commissioni per raffreddare gli animi, l’attività rimane su livelli storicamente elevati.
Le cause del Rally: una tempesta perfetta
Non è solo speculazione cieca. Ci sono fondamentali economici precisi che stanno spingendo gli investitori a posizionarsi “long” (al rialzo) in modo così aggressivo. Possiamo riassumere i driver principali in questa tabella:
| Fattore | Impatto sul Mercato |
| Politica Monetaria | Tassi di interesse più bassi incentivano gli investimenti in commodities rispetto ai bond. |
| Disruzioni dell’Offerta | Timori di carenze globali di metallo fisico restringono il mercato. |
| Domanda Industriale | Resilienza della richiesta legata a elettrificazione e transizione energetica. |
| Dazi USA | Le politiche commerciali americane spingono all’accumulo (hoarding) preventivo. |
Le prospettive degli analisti e il ruolo dell’IA
Gli analisti rimangono ottimisti, prevedendo che i volumi di scambio e l’interesse aperto resteranno elevati per tutto l’anno. Warren Patterson ed Ewa Manthey, strateghi delle materie prime presso ING, hanno scritto in una nota di inizio dicembre: “La maggior parte dei metalli di base rimarrà probabilmente ben supportata il prossimo anno”.
Secondo ING, l’incertezza sui dazi statunitensi, un dollaro più debole e mercati più rigidi a causa delle interruzioni dell’offerta sono pronti a dare ulteriore spinta ai metalli. “L’incertezza sulle tariffe statunitensi per il rame raffinato continuerà probabilmente a vedere forti flussi di rame raffinato verso gli Stati Uniti, restringendo il mercato ex-USA”, hanno precisato gli strateghi.
Anche l’alluminio vedrà un mercato teso, con la Cina che si avvicina al suo tetto di produzione e altri produttori che valutano chiusure a causa dei costi energetici.
Ma c’è un nuovo attore in città: l’Intelligenza Artificiale. Come sottolineano gli analisti di Benchmark Minerals:
“Il legame del rame con la domanda dei data center legati all’IA e i temi dell’elettrificazione sta attirando nuovi capitali, con molti partecipanti al mercato che indicano l’aumento dell’attività dei fondi, piuttosto che l’interesse del mercato fisico, come driver chiave dei prezzi”.
Rame e Nichel: i protagonisti assoluti
Il rame è stato la stella indiscussa. I prezzi al London Metal Exchange hanno toccato il record di 12.000 dollari per tonnellata a fine dicembre, segnando il più grande guadagno annuale dal 2009. Il rally è proseguito nel 2026, superando i 13.000 dollari questa settimana, con un balzo del 16% solo dall’inizio di dicembre. L’accumulo preventivo negli Stati Uniti, per timore dei dazi dell’amministrazione Trump, ha prosciugato l’offerta altrove, creando uno squilibrio globale.
Infine, il nichel. Nonostante un mercato tecnicamente in eccesso di offerta, i prezzi sono saltati del 10% in un solo giorno a Londra all’inizio del 2026. Il motivo? I timori sulle forniture dall’Indonesia, il più grande produttore mondiale, hanno spinto il sentiment al rialzo, supportato dai volumi record provenienti dalla Cina.
In sintesi, la Cina scommette pesante sulla ripresa industriale e tecnologica, e il resto del mondo non può far altro che guardare i prezzi salire.
Domande e risposte
Perché i volumi di scambio dei metalli in Cina sono esplosi proprio ora?
L’esplosione dei volumi è dovuta a una convergenza di fattori macroeconomici e tecnici. Da un lato, i tassi di interesse più bassi rendono le materie prime un investimento più attraente rispetto ai titoli di stato. Dall’altro, ci sono forti aspettative sulla domanda futura legata all’elettrificazione globale e allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, che richiede enormi quantità di rame per i data center. A questo si aggiunge la paura di future carenze di offerta fisica, che spinge gli speculatori ad anticipare gli acquisti per non rimanere a secco.
In che modo i dazi USA influenzano il prezzo del rame globale?
I dazi o la minaccia di essi creano un effetto paradosso. Temendo l’imposizione di tariffe future, i trader negli Stati Uniti stanno accumulando (hoarding) grandi quantità di rame fisico finché è possibile farlo a costi inferiori. Questo comportamento “aspira” il metallo disponibile sul mercato globale, riducendo l’offerta per il resto del mondo (il cosiddetto mercato “ex-USA”). Di conseguenza, la scarsità percepita e reale al di fuori degli Stati Uniti spinge i prezzi al rialzo sulle borse internazionali come il LME di Londra.
Cosa c’entra l’Intelligenza Artificiale con il prezzo del rame?
L’Intelligenza Artificiale non è solo software, ma richiede un’infrastruttura fisica imponente. I data center necessari per addestrare e far girare i modelli di IA consumano molta energia e richiedono cablaggi complessi e sistemi di raffreddamento efficienti. Il rame è il conduttore per eccellenza per queste applicazioni. Gli analisti, come quelli di Benchmark Minerals, notano che i fondi di investimento stanno entrando nel mercato del rame proprio scommettendo su questa “domanda tecnologica”, trattando il metallo quasi come un proxy per investire nel boom dell’IA







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