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La Crisi cambia la Geografia economica dell’Italia: in Lombardia +30.000 posti di Lavoro in un anno, nel resto del CentroNord -280.000, nel Sud -336.000

La Geografia dell’Italia sta cambiando in questa crisi. Oggi sono usciti i dati sull’Occupazione dell’ISTAT (su cui torneremo presto con post dedicato) che certificano la perdita di 586.000 posti di lavoro in 1 anno in Italia.

Impressionante e’ pero’ la dinamica geografica che disegna 3 Italie:

A) La Lombardia che tiene: dove l’occupazione e’ crescita di 30.000 unita’ (+0,7% di occupati in un anno) e la disoccupazione s’e’ stabilizzata

B) Il Resto del Centro-Nord in forte difficolta’: gli occupati sono calati di ben 280.000 unita’ (-2,3% in un anno) con disoccupazione ovunque in evidente crescita. Per capirsi nel Lazio si sono persi 74.000 posti di lavoro, in Veneto 50.000, in Piemonte 40.000 ed in Emilia Romagna 31.000.

C) Il Mezzogiorno al collasso: gli occupati sono calati di ben 336.000 unita’ (-5,4% in un anno) con disoccupazione ovunque in fase esplosiva. In Puglia situazione drammatica con 104.000 posti di lavoro persi, 84.000 in Sicilia e ben 54.000 in Sardegna.

 

Che l’Italia si stia spezzando in 3 Aree economiche nel mentre di questa crisi, lo si deduce anche da altri indicatori:

– Nei primi 7 mesi del 2013 in Lombardia i Consumi di Energia Elettrica fanno +2,0%, mel resto del Centro-Nord un rotondo -4,6%, nel Mezzogiorno addirittura -6,0%. I dati parziali sull’andamento della Produzione industriale sono coerenti coi dati relativi ai consumi di Elettricita’.

– Il PIL tra il 2008 ed il 2012 ha visto rispettivamente: Lombardia -2,6%, resto del CentroNord -7,0%, Mezzogiorno -10,1%

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Passando all’analisi degli Indicatori Strutturali si nota un andamento analogo ed un Italia divisa in 3:

Sofferenze Bancarie: Lombardia 7,6%, resto del Centro-Nord 10,8%, Mezzogiorno 15,4%

Spesa Pubblica sul PIL: Lombardia 34,6%, resto del Centro-Nord 42,2%, Mezzogiorno 63,7%

Residuo Fiscale sul PIL: Lombardia 17,0%, resto del Centro-Nord 5,1%, Mezzogiorno -17,3%

Saldo Import-Export: Lombardia 16,0%, resto del Centro-Nord 4,8%, Mezzogiorno -20,7%

Sintetizzando, l’economia Lombardia risulta notevolmente piu’ sana rispetto a quella del resto del Centro-Nord (lo si deduce chiaramente dal valore nettamente inferiore di sofferenze Bancarie e da una dipendenza dalla Spesa Pubblica fortemente meno accentuata). La Lombardia produce valori di Residui Foscali e saldi Import-Export positivi per oltre 50 miliardi all’anno, con percentuali rispetto al PIL con ben poche analogie su scala mondiale. I Dati del Mezzogiorno, sono ben piu’ che allarmanti, e spesso completamente fuori scala.

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Recentemente la Commissione Europea ha certificato l’arretramento di tutte le regioni Italiane dalle prime 100 posizioni delle regioni piu’ competitive d’Europa, sollevando titoloni sui giornali. Non c’e’ dubbio che un arretramento trovi riscontro nei dati.

E’ pero’ altrettanto evidente che una moltitudine di indicatori (alcuni evidenziati in questo post) segnalino che la Crisi sta ridisegnando la Geografia dell’Italia:

– le aree Deboli (Mezzogiorno) soffrono fortemente di piu’ di quelle forti (Centro-Nord)

– Nel Centro Nord, e’ in atto una fortissima concentrazione economica dell’economia privata verso l’area storicamente piu’ forte, vale a dire la Lombardia. Il fenomeno e’ nuovo: il Lazio e le regioni del Nord-Est hanno avuto fino al 2010 una crescita maggiore del resto del Centro-Nord, processo che s’e’ bruscamente bloccato.

 

Perche’ accade cio’?

Dal 1861 al 2013, l’unico periodo dove le distanze tra Nord e Sud si sono significativamente ridotte, e’ stato quello del Boom Economico dagli anni 50 ad inizio anni 70. Quando invece l’economia nazionale non va bene, le distanze si sono ampliate sempre. Durante la Crisi 2008-13 le distanze tra CentroNord e Mezzogiorno sono notevolemnte cresciute, in piena coerenza con i dati riscontrati negli ultimi 150 anni.

Ma la Novita’ e’ la fortissima Divaricazione tra Lombardia e resto del centro-Nord.

La spiegazione piu’ verosimile e’ che le imprese medio-grandi Italiane ed Estere (rammentiamoci che il 50% degli investimenti esteri finisce in Lombardia) hanno ridimensionato e chiuso stabilimenti e sedi periferiche, concentrando molte attivita’ a Milano e nel retroterra Lombardo, che resta l’area in Italia piu’ adatta a fare Business, con un’economia diversificata, una leadership indiscussa sulla Logistica, nella Finanza, sulle Infrastrutture, sulla Fieristica, sul Terziario Avanzato e sui Servizi alle Imprese. Anche i Servizi Pubblici mediamente funzionano meglio che nel resto del Paese. A cio’ si somma il fatto che v’e’ un effetto “EXPO” legato alle opere per la grande manifestazione, che generano comunque ricchezza.

 

By GPG Imperatrice

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