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LA CINA TAGLIA LE RISERVE OBBLIGATORIE BANCARIE: MOLTA LIQUIDITA’ LIBERATA

 

Come si era capito da alcuni discorsi di dirigenti del Partito Comunista cinese, come Liu He, la cina allarga i cordoni della borsa monetaria e lo fa con uno strumento un po’ desueto per l’Europa, ma ancora molto efficace in quel paese: le riserve obbligatorie.

La People’s Bank of China (PBOC) ha deciso di ribassare i tassi di riserve obbligatorie (RRR required Reserve Ratio) per tutte le categorie di istituti di credito, cioè per i grandi istituti di credito (nero, da oggi azzurro) per i piccoli istituti di credito (rosa, da oggi beige) e per certe categorie di istituti di credito cittadini (verde), come si può vedere dal seguente grafico:

 

Questa mossa dovrebbe permettere di mobilizzare 900 miliardi di Yuan , 126 miliardi di dollari, senza però incidere sui tassi di interesse, quindi permettendo un ampliamento del credito senza eccessive spinte inflazionistiche e senza neppure spinte al ribasso dello Yuan che, infatti , si è perfino leggermente rinforzato passando da 7,15 a 7,11 sul dollaro.

La scelta, oltre ad essere coerente con spinte di lungo periodo, è anche in linea con l’importante settimana d’oro che inizierà ai primi di ottobre e che, oltre ad una festività civile, vede anche il verificarsi di importanti congressi del Partito Comunista. Si tratta di momento in cui i governanti ed i  funzionari NON vogliono aver problemi di nessun genere, sia dal punto di vista economico, sia di ordine pubblico, e questo spiega perchè Carrie Lam abbia cancellato la legge per l’estradizione, non più solo sospesa.

La Cina prepara le armi economiche per la sua guerra di lungo periodo. Vedremo la loro efficacia.

 


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