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La Cina sta per fermarsi ? (e se lo farà, sarà un male per tutti)

L’economia cinese sta rallentando. Nel 2014 la crescita è stata pari al 7,4%, mancando le previsioni del 7,5 %e , soprattutto, facendo segnare una delle crescite più basse dal 1990. Il valore previsto per la crescita nel 2015, basato  anche sui dati del primo trimestre, è pari a solo il 7%, con un calo verticale della domanda interna in termini reali, come mostrato dal seguente grafico:

consumi interni cina

vediamo indicata la domanda interna, su base annua (blu) e su trimestre su trimestre (bianco). Vediamo come non solo la domanda sia caduta, ma come questa sia caduta nel modo più impressionante degli ultimi 10 anni, divenendo negativa per la prima volta. Ne hanno risentito soprattutto le importazioni, cadute a picco, ma in generale questo è un segno estremamente negativo per la stato.

Bisogna dire che il rallentamento di una crescita elevata come quella cinese è naturale, vediamo qui indicate le crescite medie nei decenni passati, e le previsioni per il decennio attuale e per il futuro.

crescita gdp cinese in decadi

Già questo decennio dovrebbe vedere valori più bassi che nel precedente, per poi assestarsi a valori ancora inferiori, potrebbe dire “Europei” in quello successivo, e si tratta i previsioni pure ottimistiche, in quanto alcuni proiezioni della crescita del PIL (GDP) reale nel 2015, basata sui valori del primo trimestre, vedono valori negativi.

Ora quali sono i tre problemi principali che colpiscono l’economia cinese, a parte un naturale, e molto accentuato, invecchiamento demografico ?

a) Una cattiva politica degli investimenti. Una ricerca della National Development and Reform Commission cinese mostra come, a partire dal 2009 e fino al 2014, siano stati sprecati 6900 miliardi di dollari in investimenti improduttivi, soprattutto nel settore immobiliare. I soldi sprecati hanno raggiunto il loro culmine nel 2013, quando il 42% del totale degli investimenti è stato improduttivo.

b) Una difficile creazione della classe media. Tutte le nazioni in via di sviluppo hanno una fase in cui la popolazione passa da una situazione di povertà diffusa ad una di diffuso benessere con la crescita di una classe media. Questo percorso è piuttosto comune e dio successo in molte economia in via di sviluppo, come mostra questo grafico con l’evoluzione del PIL  (GDP) pro capite per diversi paesi nel tempo.

GDP medio sviluppo

lo sviluppo del PIL/GDP cinese per ora è stato di grandissimo successo, comparabile con quello degli esempi migliori ,

gdp procapite cina prezzi costanti

Però questa crescita è soggetta alle specificità del modello cinese, dove un’economia di mercato convive con una centralizzata, ed in cui gruppi industriali a proprietà e direzione pubblica sono al fianco di aziende private. Anche lo Yuan presenta notevoli insidie per questo modello di sviluppo, perchè da un lato vorrebbe, e dovrebbe, divenire una delle grandi valute di riserva globale, dall’altro non è una valuta a fluttuazione libera, ma è ancora una valuta soggetta al controllo dello stato.

c) Una bolla di borsa enorme. La borsa di Shanghai nello scorso hanno ha visto una crescita in valore pari al 65% del valore del PIL/GDP cinese. I capitali interni , attratti dai ritrni delle speculazioni di borsa, vi si sono buttati a capofitto, come dimostra anche questo grafico con apertura nuovi rapporti per operazioni di borsa e il volume settimanale delle borse di Shanghai e Shenzen.

boom borsa cinese

il boom è stato talmente elevato che le società industriali hanno aperto fidi che sono stati poi riversati nella borsa. Chi ha un minimo di esperienza sa che non è possibile mantenere dei percosri di sviluppo di queste dimensioni in nessun mercato azionario, per cui, come diceva Dante: “Chi troppo sal, spesso discende, precipitevolissimevolmente”. Per fortuna questa caduta è stata finanziata soprattutto con capitale interni edd avrà conseguenze devastanti, ma soprattutto interne.

 

Quali saranno le conseguenze di una caduta o di un rallentamento cinese ? da un lato il sistema bancario cinese, per quanto in crescita, non è al livello di quello americano, per cui i suoi problemi non dovrebbero essere pesanti come quelli della crisi bancaria del 2007/8. Dall’altro la Cina è un componente importante della domanda mondiale, ed un suo calo si farebbe sentire soprattutto per quei paesi che cercano di crescere tramite le esportazioni e non tramite la domanda inerna. proprio il modello che la Germania vuole imporre all’Europa.

 

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