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La Cina si prepara a sostituire la Russia nell’export di raffinati petroliferi

 

La domanda di petrolio in Cina è in ripresa e diverse raffinerie stanno pianificando un considerevole aumento dei volumi di lavorazione, secondo quanto riportato dalla Reuters, anche perché da febbraio, almeno in teoria, cesserà l’importazione di semilavorati petroliferi russi nella UE e qualcuno si prepara ad approfittarne. 

Secondo queste fonti, almeno tre raffinerie statali e una privata hanno in programma di aumentare i volutmi di lavorazione del 10% a partire dal prossimo mese, in previsione di una maggiore domanda di carburanti, soprattutto dall’estero.

L’Europa è un’ovvia fonte di questa maggiore domanda, dopo l’entrata in vigore dell’embargo sul greggio russo a dicembre e del successivo embargo sulle importazioni di carburante a febbraio. Attualmente, gli acquirenti europei continuano a importare dalla Russia per fare scorte in vista dell’embargo, ma una volta che questo entrerà in vigore dovranno cercare delle alternative e la Cina è una di queste.

In previsione di questa maggiore domanda, i raffinatori cinesi si aspettano che il governo emetta un altro lotto di quote di esportazione di carburante per un massimo di 15 milioni di tonnellate, hanno dichiarato le fonti Reuters. “Stiamo aumentando i volumi il mese prossimo per prepararci a una possibile apertura delle esportazioni, anche se nessuno ha un’idea chiara di quanto sarebbe grande l’apertura”, ha detto all’agenzia di stampa un funzionario di una raffineria di proprietà statale. “Credo che i noli verso la Cina si siano rafforzati sulla base della speranza di una ripresa della domanda cinese… anche la voce di un’ulteriore grande quantità di esportazioni di prodotti nel quarto trimestre ha alimentato l’ottimismo del mercato”, ha detto a Reuters un analista di Vortexa Analytics.

Nel frattempo, anche la Cina sta aumentando le importazioni di petrolio, con una media giornaliera di 9,5 milioni di bpd ad agosto, in netto miglioramento rispetto a luglio, anche se ancora inferiore al tasso medio di importazione di petrolio per l’agosto 2021.

Con l’aumento della domanda di petrolio da parte della Cina, aumenteranno anche le tariffe di trasporto, dato che il Paese sta incrementando i suoi acquisti di petrolio da tutto il mondo. Secondo i dati Refinitiv citati da Reuters, la tariffa per un viaggio di una Very Large Crude Carrier tra il Golfo del Messico o il Medio Oriente verso la Cina è salita a 10 milioni di dollari.

 


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