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La BCE è il miglior alleato di Putin: annuncia una stretta monetaria in mezzo a una crisi. In arrivo il “Momento Trichet”

 

Dato che il boom nel prezzo delle materie prime non è sufficiente, dato che una guerra non basta, a porre problemi all’economia dell’Eurozona, in primis l’Italia, ecco che arriva la BCE. Con un colpo di scena ha preso una posizione restrittiva, annunciando una fine anticipata del programma di acquisto titoli APP, creato per sostituire parzialmente il PEPP e tranquillizzare i mercati.

Sulla base della sua valutazione aggiornata e tenendo conto del contesto incerto, il Consiglio direttivo ha rivisto oggi il programma di acquisto del suo APP per i prossimi mesi. Gli acquisti netti mensili nell’ambito dell’APP ammonteranno a 40 miliardi di euro ad aprile, 30 miliardi di euro a maggio e 20 miliardi di euro a giugno. La calibrazione degli acquisti netti per il terzo trimestre dipenderà dai dati e rifletterà la sua valutazione in evoluzione delle prospettive

Il Consiglio direttivo ha anche abbandonato la formulazione secondo cui i tassi di interesse potrebbero essere “inferiori” rispetto al livello attuale e ha affermato che qualsiasi variazione degli oneri finanziari avverrà “qualche tempo dopo” la fine degli acquisti netti di obbligazioni e sarà “graduale”. Però intanto ha iniziato a dire che ci sarà…

Inoltre, la BCE afferma che prenderà tutte le misure necessarie per adempiere al mandato, che, come sappiamo, copre SOLO l’inflazione e non l’occupazione o la crescita economica. Si preparano tempi molto tristi 

Questa è la dichiarazione nei suoi punti principali:

  • La BCE annuncia una chiusura più rapida del programma di acquisto di asset
  • BCE: intraprenderà qualsiasi azione necessaria per adempiere al mandato
  • La BCE toglie la prospettiva di un eventuale calo dei tassi
  • La BCE afferma che potrebbe porre fine al programma di acquisto di attività nel terzo trimestre
  • La BCE abbandona l’impegno a porre fine all’APP “a breve” prima che i tassi aumentino

Quindi abbiamo una enorme crisi stagflazionistica, cioè una crisi del sistema economico dovuta a uno shock esterno che combina un aumento dell’inflazione e una caduta della domanda, con una chiusura dell’attività produttiva , e la soluzione della BCE è aumentare i danni. O meglio: l’obiettivo della BCE è contenere ancora di più una domanda in calo per i fattori esterni bastonandola con l’aumento in prospettiva dei tassi di interesse. Quindi a una crisi economica che si preannuncia durissima, con una previsione di un PIL inferiore alle previsioni nell’area euro, ridotto già al 3,7% , cioè di mezzo punto, decide che è fin troppo, e quindi si prepara a farlo scendere ancora. Tra l’altro senza un’idea di come sarà il PIL nel primo e nel secondi trimestre, visto che le vicende belliche rendono tutto  molto più incerto e meno prevedibile. Si avvicina il “Momento Trichet”, per ricordare quando nel 2011 l’allora presidente della BCE, quando si sentiva l’inizio della crisi del debito UE, decise di aumentare i tassi di interesse, facendo esplodere i rendimenti dei tassi dei paesi deboli e minacciando seriamente l’unità dell’area euro.

Gli interessi sono decollati:

Un incremento dei nostri tassi del 20% in una seduta, un vero e proprio massacro. Ovviamente il famoso Spread è decollato pure lui

Dato che fessi in giro non ce ne sono, i CDS sul BTP, cioè le assicurazioni per il nostro default, sono passate da 136 a 148.

La BCE poteva fare qualcosa di diverso? Si, poteva non fare nulla, e aspettare se il prossimo mese si risolvevano le vicende belliche. Ora ha buttato un ulteriore trave fra le gambe dei paesi più deboli. Tutte mosse che aumentano la scarsa fiducia nei meccanismi europei. 

 

 

 

 

 


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