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KRISTALINA GEORGEVA (FMI): rallentamento mondiale, ci siamo giocati la Svizzera. (Occhio ai carburanti)

 

Oggi Kristalina Georgeva ha tenuto il proprio discorso introduttivo come nuovo direttore del FMI; il Fiondo Monetario Internazionale, e non è stato un discorso foriero di buone notizie. Il discorso è partito, seccamente, con l’annuncio di un forte rallentamento della crescita mondiale nel 2019, con il livello minimo di sviluppo del’ultimo decennio. Una situazione pericolosa, la cui causa principale è da cercare nei conflitti commerciali , in tutte le sue forme, a partire dalle guerre commerciali sino alle limitazione nella circolazione delle informazioni attraverso internet.

I danni per i dazi commerciali, sia quelli del 2018, sia quelli imposti nel 2019, sia quelli annunciati, comprensivi della perdita di fiducia nel settore manifattura, sarebbero, secondo il FMI, pari a 700 miliardi di dollari, cioè lo 0,8% del PIL mondiale, o per dirla diversamente, il PIL della Svizzera….

 

Le banche centrali, secondo la Georgeva, devono proseguire con le proprie politiche espansive, anche se ormai si parla di tassi zero se non negativi in molti paesi avanzati. Purtroppo questi soldi non sono andati alle famiglie o alle imprese per fare investimenti, ma solo per creare debito che ha finanziato operazioni speculative finanziarie. Questo ha fatto si che attualmente ci siano 90 mila miliardi di debito privato a rischio di insolvenza nel caso di forte rallentamento mondiale, cioè il 40% del debito delle economia avanzate. Si tratta di un fatto poco probabile, ma non impossibile ed è un livello superiore a quello della crisi del 2008. Nello stesso tempo le politiche finanziarie e monetarie NON possono sostituirsi alle politiche fiscali. I paesi che possono fare delle politiche fiscali espansive, come la Germania, l’Olanda o la Corea del Sud, dovrebbero spendere di più in strutture ed investimento umano, cosa che i paesi più indebitati non possono fare. Noi aggiungiamo che è un discorso inutile perchè, come dimostrato dalle recenti leggi finanziarie, questi paesi non lo faranno. 

Per il resto restano i soliti consigli del FMI , cioè migliorare il sistema fiscale con l’utilizzo della digitalizzazione, migliorare la pubblica amministrazione, tagliare i contributi sull’energia e, come novità, aumentare la tassazione sul carbonio per diminuire la famosa “Traccia di carbonio”. Questo dovrebbe avvenire soprattutto per i paesi che ora non stanno pagando nulla, e questo, ci permettiamo di far notare, causerà un bel po’ di problemi, come sta avvenendo, ad esempio, in Ecuador.

Un discorso in generale  interessante, ma che non presenta grosse novità nelle politiche del FMI; se non un accenno ad una maggiore attenzione sociale che però non tutelerà le classi medie ed un accenno alla demagogia dell’economia verde. Penso che ne vedremo presto le contraddizioni all’opera.

Per chi lo volesse sentire completamente:

 

90.000 miliardi

 


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